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MEPA, mercato elettronico della Pa dove il risparmio è il benvenuto
di Patrizia Penna

Oltre un milione di articoli disponibili e tremila fornitori, di cui il 90% piccole e medie imprese. Gli uffici pubblici possono emettere direttamente ordini d’acquisto o richieste d’offerta

Tags: Pubblica Amministrazione



PALERMO – Trasparenza e sostenibilità della spesa attraverso la dematerializzazione dei processi d’acquisto di forniture e servizi della pubblica amministrazione: in una parola soltanto, MEPA, il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione. Una piattaforma elettronica che Consip gestisce per conto del Ministero delle Finanze, disponibile sul portale degli acquisti Consip (www.acquistiinretepa.it) in cui i fornitori che hanno ottenuto l’abilitazione possono offrire i propri beni e servizi direttamente on line.

Una spesa oculata, basata sul confronto dei prezzi, che punti al risparmio senza trascurare la qualità, ma che soprattutto rispetti il budget disponibile, è un principio quasi elementare che possiede un vasto range di applicazioni pratiche: dalla massaia alle prese con le spesso limitate risorse economiche disponibili all’interno del nucleo familiare, all’azienda privata che deve assicurare il perfetto equilibrio tra entrate ed uscite in bilancio, fino ad arrivare alla Pubblica amministrazione che ha l’onere ma anche il dovere di gestire denaro pubblico dimostrando buon senso e garantendo la massima trasparenza.

Coniugare risparmio e qualità della spesa è un principio più facile nella sua enunciazione che nella sua attuazione, e non ha ispirato quasi per nulla la gestione della cosa pubblica da parte degli amministratori e adesso che i soldi sono finiti la sua applicazione, più che facoltativa, appare quanto mai doverosa.
Nelle scorse puntate, abbiamo spiegato che il metodo Consip è diventato obbligatorio in virtù del del decreto Spending Review (L. 7 agosto 2012, n. 135).

Il MEPA presenta tutte le caratteristiche del perfetto antidoto agli sprechi: esso, infatti, è lo strumento messo a disposizione delle pubbliche amministrazioni per gli acquisti di importo inferiore alla soglia di rilievo comunitario (130 mila euro per le Pa centrali e 200 mila euro per quelle periferiche) che ha anche lo scopo di aiutare le piccole e medie imprese ad accedere al mercato della domanda pubblica, diventando fornitori della Pa.

Le pubbliche amministrazioni registrate possono consultare i cataloghi delle offerte ed emettere direttamente ordini di acquisto (ODA) o richieste di offerta (RDO).

Il MEPA non va visto come un grande catalogo elettronico dove ad un prodotto corrisponde uno ed un solo prezzo unitario: “Un prezzo unitario - ci spiegano dalla Consip –, non è estraibile Il MEPA funziona come un vero negozio elettronico al quale possono accedere direttamente le Pa o le imprese dotate di firma digitale. I fornitori delle singole categorie merceologiche, che ammontano a più di un milione, sono più di uno ed i prezzi sono relativi a ciascun fornitore”.

Il Quotidiano di Sicilia, allo scopo di portare all’opinione pubblica e di ribadire le ragioni dell’efficacia del metodo Consip quale prezioso strumento di risparmio nell’acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni statali, ha pensato bene di richiedere proprio alla Consip un campione di prodotti con i relativi prezzi di acquisto, giusto per fornire al lettore un’idea concreta del MEPA e dei suoi meccanismi di funzionamento. Il campione di prodotti con relativi prezzi sarà oggetto di approfondimento nella prossima puntata.

Fine IV Puntata

Articolo pubblicato il 18 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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