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Natale: tagliati i regali regge solo l’alimentare
di Redazione

Gli italiani risparmiano come possono. Le imprese tentano di aggirare il fisco

Tags: Natale



ROMA - Un Natale all’insegna del risparmio. Non si rinuncia a festeggiare, ma si contiene al massimo la spesa “non indispensabile” legata ai consueti regali. Così, la crisi incide pesantemente sugli acquisti di doni, con i tre quarti degli italiani intenzionati a spendere non più o meno dello scorso anno. A confermare lo stato di difficoltà delle famiglie è un'indagine Ipso commissionata dalla Cna, la confederazione dell'artigianato e della piccola media impresa.

Il settore che meno risente del taglio delle spese è l'alimentare, con il 72% del campione che non vuole farsi condizionare troppo dalla crisi, nonostante il 35% preveda di spendere meno che nel 2011. Sulle tavole non mancheranno panettoni e pandori, seguiti da formaggi e salumi (specie al sud e tra gli anziani) e spumanti. La tavola è inoltre l'unico segmento in cui spiccano i prodotti artigianali, con punte dell'80% tra i fan della pasticceria (al contrario il 92% dei giocattoli verrà acquistato nella grande distribuzione). Nel complesso i prodotti di origine artigianale subiranno una netta contrazione, a causa del prezzo (57%) e della reperibilità (26%). Guardano al settore dell'igiene e della persona si prevede un taglio delle spese per il 44% degli intervistati, nonostante un boom degli acquisti nella fascia tra i 18 e i 34 anni.

La crisi si accanisce soprattutto sulla casa: il 53% spenderà meno dello scorso anno, con punte del 59% per l'arredamento. Ad essere colpiti dai tagli sono soprattutto gli addobbi natalizi, ma anche i giocattoli, che verranno acquistati solo dal 25% delle persone. Infine una nota sulla 'digitalizzazione': gli italiani non si fidano troppo della vendita online, con l'82% degli intervistati che non ha mai o quasi mai comprato qualcosa su internet (70% nella fascia tra i 18 e i 34 anni).

Sempre nei giorni che precedono il Natale, si registrano gli immancabili tentativi, da parte delle imprese, di “risparmiare” sulla qualità e sul carico fiscale. Così, su circa 3.500 aziende alimentari ispezionate, il 31% è risultato irregolare per violazioni di natura igienico sanitaria, strutturale e/o commerciale. Sono i risultati dell'operazione “Santa Claus”, che ha visto impegnati oltre 500 Carabinieri dei 38 Nas. Le ispezioni si sono concentrate sul controllo di dolci, pesce e carne, esercizi di ristorazione, luminarie e giocattoli per garantire la sicurezza dei prodotti e la salute del consumatore sulla “filiera natalizia”.

Nel corso delle attività, i militari hanno sottoposto a sequestro oltre 350 tonnellate di alimenti per un valore di circa 3 milioni di euro, accertando 1.843 violazioni, segnalando alle Autorità giudiziarie, amministrative e sanitarie i 1178 responsabili e contestando violazioni amministrative per quasi 1milione e mezzo di euro; nel corso della stessa operazione sono state chiuse o sequestrate 89 strutture.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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