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Razionalizzare la spesa e rafforzare le strutture
di Francesco Sanfilippo

Forum con Salvatore Cirignotta, direttore generale dell’Asp di Palermo

Tags: Salvatore Cirignotta



Quali risultati ha conseguito in questi anni?
“Indipendentemente dalla durata dell’incarico, la mia amministrazione ha fatto una programmazione triennale, all’interno della quale ci si sono prefissi un percorso e un risultato. A 3 anni e mezzo dal mio insediamento e a 4 anni dall’emanazione della legge 5, posso confermare che quest’ultima è stata una buona legge, perché ha messo i presupposti per migliorare la sanità, nonostante le difficoltà. Non bisogna dimenticare che si è partiti da una sanità di non buona qualità che era sbilanciata sugli ospedali, ma con forti fughe sanitarie”.

Esistevano delle linee-guida promosse dall’Assessorato alla Sanità che le Asp hanno ripreso?
“Sì, l’assessorato ha costatato che la cattiva sanità con molte disfunzioni va a braccetto con spese più elevate. Partendo da questa constatazione, si è cercato di razionalizzare la spesa, portando ad un risparmio. Vi era, infatti, una proliferazione di primariati ospedalieri e di grandi disponibilità di posti-letto per acuzie, ma l’Asp di Palermo non ha sviluppato alcuna forma intermedia territoriale. Non esisteva alcun posto di ricovero post-acuzie, né alcun R.s.a, perciò tutto confluiva nell’ospedale con enormi costi”.

In ospedale, ora, non dovrebbero essere ricoverati solo i feriti o gli ammalati gravi, mentre il resto riceverebbe assistenza negli enti intermedi?
“Sì, ma la questione è organizzativa, poiché la visita ambulatoriale può essere fatta sia in ospedale sia nel territorio. Se il ricovero di persone non gravi serve a giustificare il reparto, si tratta di ricoveri impropri e i costi aumentano. I direttori generali di tutte le Asp, a 3 anni dall’insediamento, sono riusciti ad aprire molti letti di riabilitazione che dovrebbero seguire i ricoveri per acuzie, sono arrivati a creare molti R.s.a, mentre sono stati potenziati i Pta, che iniziano a diventare i filtri dell’ospedale, prendendo in incarico i pazienti cronici. Inoltre, si è cominciato a ragionare in termini di rete, come nel caso del diabete. Lo stesso percorso si sta realizzando per la reumatologia, per l’ictus e per lo scompenso cardiaco”.  

L’Asp di Palermo segue gli stessi percorsi delle altre Asp o privilegia determinate tematiche rispetto ad altre?
“L’assessorato ha dato indicazioni coerenti a tutte le Asp, ma quella di Palermo ha le sue peculiarità storiche, perciò occorre fare attenzione a non danneggiare i settori di riferimento della sanità palermitana. Ad esempio, l’Asp 6 era avanti nel trattamento del diabete, mentre altre Asp hanno sviluppato meglio il percorso dello scompenso cardiaco, dell’ictus, ecc.. È stato previsto un dipartimento strutturale di riabilitazione che governa tutta la filiera dal territorio all’assistenza domiciliare e sta dando il suo risultato. C’era il problema di Villa delle Ginestre che è un fiore all’occhiello regionale. Sono stati aperti il primo e il secondo modulo, è stato attivato quello pediatrico, sono state costruite le piscine, è stata introdotta l’ippoterapia e sono stati creati tutti gli ambienti paraolimpici. A breve, sarà realizzato il primo centro in Sicilia di Pet Terapy con professionisti di chiara fama provenienti da altre regioni. Un altro centro di riabilitazione è stato aperto a Lascari per servire tutto quel territorio e si spera di poterne aprirne uno sulle Madonie e uno a Lercara. Infine, l’Asp si è dotato di un buon parco di attrezzature grazie ai fondi strutturali, come la risonanza magnetica pubblica che non esisteva, mentre oggi la Provincia ne avrà 3, riducendo i costi”.
 
Che rapporti ci sono tra l’Asp e Inps a proposito dell’invalidità?
“C’è stato un problema d’informatizzazione nei trasferimenti dei dati da un sistema a un altro. Ora, non si hanno più difficoltà con l’Inps e non esistono arretrati, poiché le domande sono smaltite rapidamente dalle commissioni. L’Inps, infatti, fissa le date delle visite sulla base della disponibilità delle commissioni dell’Asp entro i termini previsti dalla legge. Non a caso, è previsto che le nostre commissioni operino nei locali dell’Inps, così da agevolare il lavoro delle stesse commissioni. Inoltre, Palermo presenta il minor tasso di ospedalizzazione di tutta la Sicilia, e ciò dimostra che la territorializzazione delle cure sta avendo efficacia. Del resto, i servizi sociali possono aiutare molto le categorie a rischio come gli anziani, prevenendo incidenti o l’insorgere di patologie. Tuttavia, la vera sfida che ancora deve essere vinta, è quella del risultato di salute. La buona organizzazione nella sanità e l’oculata gestione delle risorse possono far conseguire questo risultato”.

Che cosa occorre affinché il cittadino non emigri in altre regioni per avere cure migliori?
“Si sta puntando su una sanità di qualità per avere esiti di salute, identici a quelli delle regioni più virtuose. Un indice molto basso è quello della sopravvivenza degli ultra sessantacinquenni con fratture del femore”.
 

 
Curriculum Salvatore Cirignotta
 
Salvatore Cirignotta è nato a Vittoria (RG) il 26 ottobre del 1954. Laureato in Giurisprudenza, dopo aver svolto incarichi in magistratura presso l’amministrazione penitenziaria, è stato direttore dell’Ausl di Latina. Ha ricoperto il ruolo di capo del dipartimento sociale della Regione Lazio ed è stato commissario straordinario all’Istituto di ricovero e cura “Istituti fisioterapici ospedalieri di Roma”. È stato giudice del lavoro presso il tribunale di Roma e dal 1° settembre 2009, ricopre la carica di direttore generale dell’Asp 6 di Palermo.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Salvatore Cirignotta, direttore generale dellÂ’Asp di Palermo
Salvatore Cirignotta, direttore generale dellÂ’Asp di Palermo