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Quotidiano di Sicilia

Sanità siciliana lontana dall’eccellenza
di Liliana Rosano

L’ultimo rapporto redatto dal ministero della Salute certifica numerose e gravi criticità del comparto sanitario. Maglia nera per parti cesarei, screening di primo livello e costo dell’assistenza farmaceutica

Tags: Sanità, Criticità, Ministero Salute, Sicilia



CATANIA - La sanità siciliana presenta alcune criticità. Sono alcune delle rilevazioni contenute nel nuovo “Rapporto sullo stato di salute del Paese 2011” curato dal ministero della Salute. La Sicilia viene classificata come regione critica per diversi aspetti.
Prima di tutto,  per la percentuale di persone che hanno effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato come i test per la cervice uterina, mammella e colon-retto. La seconda criticità viene rilevata nel numero di posti equivalenti residenziali e semiresidenziali in strutture che erogano assistenza ai disabili ogni 1.000 abitanti.
 
Critica rimane ancora, per il ministero della Salute,  il costo percentuale dell’assistenza farmaceutica territoriale (comprensiva della distribuzione diretta e per conto). Non di certo una novità per la sanità siciliana che da sempre è stata bacchettata dal ministero della Salute per l’eccessiva percentuale dei parti cesarei, ancora troppo alta nell’Isola.
Infine, un’altra criticità da bandiera rossa, è la percentuale di pazienti (più di 65 anni) con diagnosi principale di frattura del femore operati entro 3 giornate in regime ordinario. A proposito di quest’ultimo aspetto,  il Rapporto parla di  monitoraggio,  verifica e appropriatezza dei livelli essenziali di assistenza. 
 
Nel Patto della Salute 2010-2012 la dimensione dell’appropriatezza nell’ambito dell’assistenza ospedaliera riveste uno dei ruoli principali, essendo più volte citata nei diversi articoli. L’allegato 3 del Patto definisce il set di indicatori da utilizzare per monitorare il raggiungimento di un’appropriata erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie.
Il sistema di indicatori consente alle regioni, ai fini di un’autovalutazione, la possibilità di confrontarsi e di definire degli standard di appropriatezza organizzativa, allo scopo di ottimizzare l’erogazione dell’assistenza.

Ai fini della programmazione sanitaria regionale, gli standard definiti saranno l’obiettivo da raggiungere e sul quale calibrare le strategie regionali quali, per esempio, quelle di stabilire i valori soglia entro cui ammettere i ricoveri ordinari, prevedere le tariffe da attribuire alle prestazioni e definire le misure d adottare per le prestazioni extrasoglia.
Per esempio, la razionalizzazione della rete ospedaliera si ottiene attraverso l’incremento dell’appropriatezza dei ricoveri in termini di scelta corretta del regime di ricovero tra ordinario e diurno, di ricorso corretto all’assistenza ospedaliera rispetto al ricorso all’assistenza in regime ambulatoriale, residenziale e domiciliare.

Uno degli indicatori utilizzati è la percentuale di ricoveri con DRG chirurgico in regime ordinario sul totale dei ricoveri ordinari , che misura la capacita di rispondere correttamente alla mission dell’assistenza ospedaliera per acuti.
Maggiore è il valore dell’indicatore, maggiore è l’appropriatezza della risposta in termini di assistenza ospedaliera alla domanda di salute; infatti la gran parte della domanda di ricovero non chirurgico con l’esclusione di una piccola quota residua costituita da pazienti “critici” per età e compresenza di più patologie, può trovare più  idonea ed efficace collocazione in un regime extraospedaliero.

Nel 50% circa delle Regioni si può osservare un incremento temporale dei valori che indica l’impegno assunto dalle regioni per migliorare la qualità dell’assistenza. Confrontando i valori degli indicatori tra le diverse regioni e possibile individuare le aree critiche prioritarie per gli interventi di indirizzo e di aiuto da parte del livello centrale verso le regioni.
La percentuale di pazienti (età superiore a 65 anni) con diagnosi principale di frattura del femore operati entro due giornate in regime ordinario valuta la capacita di presa in carico da parte del livello ospedaliero e il tempo di risposta al bisogno di assistenza dei pazienti con frattura del femore. Valori elevati dell’indicatore denotano contesti in cui l’efficienza dell’organizzazione dell’ospedale si riflette in un’aumentata efficacia clinica dell’assistenza erogata; infatti, dalla letteratura scientifica emerge chiaramente che attese oltre tale limite per l’esecuzione dell’intervento chirurgico comportano un incremento del rischio di mortalità e di disabilita, specie nei soggetti anziani.
 

 
La spesa sanitaria pubblica in aumento dell’1,4% rispetto al 2010
 
CATANIA - .Per quanto riguarda il sistema di finanziamento la spesa sanitaria pubblica sostenuta nell’anno 2011 ammonta a 112,889 miliardi di euro corrispondente ad un valore medio pro-capite pari a 1.862 euro con significative differenze a livello regionale. Nella Relazione si legge che l’incremento percentuale della spesa nell’ultimo anno è stato pari a 1,4% in aumento rispetto al 2010. Tale incremento ingloba l’effetto dovuto alla contabilizzazione a partire dall’anno 2011 dei costi relativi agli ammortamenti degli investimenti, che non erano inclusi nel livello di spesa degli anni precedenti. Al netto di tale componente di costo, la variazione è pari allo 0,1%. Il disavanzo è stato nell’anno 2011 pari a 1,779 miliardi di euro e risulta la migliore performance dei risultati di gestione registrati negli ultimi anni grazie all’effetto dell’impianto normativo messo in atto dal legislatore e dall’attuazione regionale dei piani di rientro. L’incremento percentuale del finanziamento complessivo del SSN del 2011 rispetto al 2010, è dell’ 1,8%, mentre l’anno precedente era del 2,2%, mentre il finanziamento medio pro-capite nazionale è di 1.833 euro, con un’ampia differenziazione a livello regionale.

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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