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Quotidiano di Sicilia

Elettrodotto Sorgente-Rizziconi l’opera va avanti senza sosta
di Rosario Battiato

A dicembre l'ultima protesta delle associazioni contrarie alla realizzazione. Terna: “Tutto autorizzato”. Le proteste della comunità locale non possono fermare un’infrastruttura in regola

Tags: Elettrodotto Sorgente-Rizziconi, Ambientalisti



MESSINA – È stato un mese di dicembre tormentato per Milazzo e la Valle del Mela. Al centro delle polemiche c’è sempre l’elettrodotto 380kV Sorgente-Rizziconi, uno dei 331 punti italiani della “sindrome Nimby” (Not in my back yard) censiti dal Nimby Forum. Si tratta delle opere di pubblica utilità che subiscono contestazioni sul territorio. Il botta e risposta tra Terna, la società che sta realizzando l’impianto e parte della comunità locale che si oppone, si inserisce nel quadro dell’effettiva utilità di un’opera che è strategica ed essenziale per il futuro energetico dell’intera Sicilia.
 
Due fronti, l’uno contro l’altro armati. Da una parte ci sono le associazioni e i comitati locali che negli ultimi giorni del 2012 hanno dato vita ad una protesta particolarmente rumorosa richiedendo garanzie sulle modifiche necessarie “affinché sia tutelata – si legge in un comunicato il Coordinamento ambientale Milazzo – Valle del Mela - la salute dei cittadini e dell’ambiente”.

Le accuse degli ambientalisti locali fanno riferimento all’eventuale insorgenza “di gravi patologie” e alla “sottrazione di terreno a destinazione agricola e/o residenziale”. Insomma, il via libera che in passato le amministrazioni hanno rilasciato alla società elettrica – si fa riferimento alle autorizzazioni concesse negli anni scorsi – va sostanzialmente rivisto perché contrario al principio di precauzione e visto che alcuni enti hanno persino fatto marcia indietro nelle scorse settimane.
L’appello al diritto alla salute o all’occupazione di territorio non trova però riscontro nella nota di risposta di Terna che ha parlato di “inaccettabile campagna contro un’opera regolarmente autorizzata”. La società ha infatti riportato la necessità di “un’opera fondamentale per la sicurezza del sistema elettrico siciliano e per abbattere i costi della bolletta a beneficio di imprese e cittadini”.
 
In Sicilia, mediamente, la bolletta è più salata che nel resto d’Italia mentre anche la potenzialità delle rinnovabili resta ridimensionata da una rete elettrica non all’altezza della situazione. “Il progetto – ha riportato Terna - ha ottenuto tutti i permessi ed è stato regolarmente autorizzato dal governo centrale che, fino a prova contraria, ha l’ultima parola su opere simili”.
In ultima istanza “Terna Rete Italia ribadisce la sua disponibilità al dialogo ed al confronto, ma contrasterà in tutte le sedi ogni tentativo che miri a cancellare anni di lavoro solo perché il progetto non è gradito a qualcuno”. Sul tema dell’inquinamento elettromagnetico è intervenuto anche Vittorio Cecconi, docente di macchine elettriche all’università di Palermo, che, intervistato dal Giornale di Sicilia, ha spiegato che non c’è nessun pericolo per la salute perché l’opera è rispettosa della legislazione italiana che è tra le più severe in circolazione.
 
I numeri dell’opera sono veramente poderosi. La razionalizzazione associata alla realizzazione dell’elettrodotto 380kV Sorgente-Rizziconi “porterà alla demolizione di oltre 170 km di linee aeree esistenti nelle province di Messina e Reggio Calabria e all’interramento di 67 km di linee, a fronte della realizzazione di 82 km di nuovi elettrodotti tecnologici ed efficienti, con oltre 260 ettari di terreno liberato”. Tutto questo sarà successivo alla demolizione, cominciata a dicembre, del vecchio collegamento aereo a 220 kV Sorgente-Rizziconi.

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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