Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Nuove regole per i dipendenti regionali
di Andrea Carlino

Il governo Crocetta vara misure che tagliano del 20% il salario accessorio e prevedono maxi rotazione dei dirigenti. Si modificherà radicalmente la mappa della burocrazia di tutti gli assessorati e degli uffici collegati

Tags: Governo Crocetta, Tagli, Dipendenti Regionali



PALERMO  - Nuove norme in vista per la Pubblica amministrazione alla Regione Siciliana. Il taglio del salario accessorio del 20% sarà immediato per i dirigenti della Regione i cui contratti in scadenza sono stati appena prorogati o lo saranno entro fine anno. L’assessore regionale Patrizia Valenti conferma la maxi-rotazione dei dirigenti che sarà messa a punto nei primi mesi del prossimo anno e annuncia che la riforma amministrativa coinvolgerà anche il personale del comparto, in particolare per quanto riguarda la mobilità interna per facilitare il trasferimento dei regionali da un ufficio all'altro di un assessorato e da un assessorato all'altro. Al momento per questo tipo di mobilità occorre il nulla-osta del dirigente del servizio. Una maxi rotazione che coinvolgerà circa 600 dei 1800 dirigenti "intermedi", un taglio generalizzato delle voci accessorie dello stipendio, risparmi per 10 milioni di euro l'anno.

Si modificherà radicalmente la mappa della burocrazia di tutti gli assessorati e gli uffici collegati. Anche perché contestualmente l’assessorato ha emanato la prima circolare attuativa della legge che dispone la possibilità di trasferire d’ufficio i dipendenti regionali. La rotazione e i tagli per i dirigenti scatteranno a marzo. In giunta è arrivato il blocco dei rinnovi degli incarichi in scadenza il 31 dicembre: una mossa che riguarda un migliaio dei 1.800 dirigenti (di terza fascia) degli assessorati, quelli che guidano gli uffici interni ai dipartimenti. Da qualche giorno i dirigenti generali, cioè i massimi vertici amministrativi, avevano iniziato a pubblicare atti di interpello per chiedere ai dirigenti intermedi la disponibilità a trasferirsi nei posti resi vacanti dalla scadenza della maggior parte degli incarichi attuali. I contratti che assegnano le dirigenze durano normalmente da 2 a 7 anni (indipendentemente dall’assunzione a tempo indeterminato): la maggior parte, come detto, è scaduta ieri, 31 dicembre. Ma in questa fase si è inserita una direttiva che Crocetta ha emanato circa un mese fa e che prevede il taglio a questi stessi 1.800 dirigenti del 20%del salario accessorio.

Per evitare  di confermare per 2 o 7 anni le vecchie indennità accessorie, la Valenti ha deciso di prorogare gli attuali incarichi di tre mesi. Nel frattempo sono già state date all’Aran, l’Agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego, le direttive per convocare i sindacati e concordare la riduzione del salario accessorio. Il salario accessorio è una parte della busta paga che non è uguale per tutti i dirigenti intermedi: a seconda dell’ufficio che guidano può valere da 0 a 3.863 euro lordi all’anno, da 3.863 a 15.494 euro lordi all’anno o, al massimo, 23.340 euro all’anno. 
Mentre i dirigenti generali, sempre per la stessa decurtazione, perderanno all’atto della firma del nuovo contratto il 20% di 51 mila euro annuali. E i capi di gabinetto hanno un salario accessorio da 43.899, anche questo da tagliare del 20%.
 
Un'altra circolare permette a ogni dirigente di trasferire i dipendenti. È la prima parte dell’attuazione di una legge varata mesi fa, che punta ad abolire la procedura dell’atto di interpello (cioè la richiesta a ogni dipendente di accettare il trasferimento).
Questa prima circolare prevede che “per esigenze tecniche, organizzative e produttive i dipendenti sono tenuti a effettuare la prestazione in luogo e sede diversi a prescindere da istanze specifiche dell’interessato”. Questo primo provvedimento consente la mobilità d’ufficio all’interno di uffici di uno stesso assessorato. Adesso arriverà la circolare attuativa che estenderà i trasferimenti d’ufficio anche da un assessorato all’altro.
 

 
Via libera anche ai trasferimenti dei dirigenti, piante organiche permettendo
 
Via libera anche ai trasferimenti di dirigenti dalla Regione ai Comuni. È un altro dei provvedimenti sollecitati da Rosario Crocetta pochi giorni dopo l’insediamento per alleggerire gli organici regionali, anche se la spesa inizialmente non calerà perchè la Regione garantirà il vecchio compenso al dirigente uscente. Il provvedimento è stato firmato  da Giovanni Bologna, capo del Personale della Regione. Concordato con Anci e Unione Province, prevede che gli enti locali diano pubblicità ai posti da dirigente che si liberano nelle loro piante organiche. Sindaco o presidente della Provincia dovranno anche dichiarare la disponibilità ad assumere in via definitiva, dopo un primo biennio, chi transiterà dalla Regione. Ottenuta la mappa dei posti liberi, l’assessorato regionale alla Funzione pubblica raccoglierà le istanze dei dirigenti regionali interessati a cambiare sede: possono farlo solo quanti hanno ancora almeno 4 anni di lavoro prima della pensione. Chi chiede il trasferimento dovrà preventivamente accettare che al termine del primo biennio scatti il trasferimento definitivo al Comune o alla Provincia. In presenza di più domande per lo stesso posto, la Regione privilegerà i dipendenti più anziani o con maggiore anzianità contributiva.

Articolo pubblicato il 05 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐