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Quotidiano di Sicilia

Il turismo congressuale è all’anno zero, tra infrastrutture e viabilità insufficienti
di Calogero Conigliaro

Mancano collegamenti veloci, gli aeroporti sono troppo distanti. Il Palacongressi è chiuso da settimane

Tags: Turismo Congressuale



AGRIGENTO – Mentre dai dati complessivi dell’osservatorio provinciale per il turismo, le cifre parlano di una certa stabilità del turismo tradizionale, per nulla negativo, se si considera il peso determinante del calo avuto nelle isole Pelagie ed i dati di altre provincie, il turismo congressuale assai importante per le strutture alberghiere non riesce a decollare. Le ragioni della situazione per nulla rosea, in una terra che può certamente offrire ricchezze figlie di un patrimonio culturale tra i primi nel Mediterraneo con l’aggiunta di località paesaggistiche dalla bellezza straordinaria, sono esposte dai massimi responsabili ed esperti del turismo nell’agrigentino.

“Ci siamo mossi circa un anno fa – ha affermato l’assessore provinciale al Turismo, Angelo Biondi – proprio per poter lanciare questo importante segmento del settore turistico realizzando un workshop con importanti operatori del settore, i quali sono rimasti colpiti positivamente dalle nostre strutture alberghiere. Inoltre il palacongressi si è dimostrato una struttura importante per convegni di grandi dimensioni, il più grande in Sicilia con 1000 posti a sedere. L’interesse reale c’è stato negli incontri con i nostri operatori locali che hanno dimostrato che sono in grado di fare offerte vantaggiosissime. Purtroppo però nonostante l’impegno, il turismo non è stato affatto incrementato, il motivo era già emerso durante i colloqui. Per questo tipo di eventi servono infatti collegamenti veloci. La rapidità di mobilità è strategica, non avere un collegamento rapido con i principali aeroporti siciliani crea dei limiti alla possibilità di sviluppo di questo settore. Per quanto riguarda l’aeroporto progettato dalla Provincia regionale non c’è interesse del ministero dei Trasporti, ma noi pensiamo ad un aeroporto privato senza risorse dello Stato. Il tutto è previsto nel Piano regionale dei trasporti. Siamo in attesa della variante urbanistica del Consiglio comunale di Licata poi si passerà al bando pubblico”.
 
Di buono comunque sul versante dei collegamenti stradali c’è il fatto che il primo tratto della Ss 640 Agrigento - Caltanissetta è stato quasi ultimato arrivando sino alla cittadina di Canicattì, mentre a breve dovrebbero iniziare i lavori per il secondo tratto. Inoltre sono stati avviati i lavori di progettazione per l’ammodernamento della Ss 189 che collega il capoluogo agrigentino con Palermo. Soltanto allora sarà possibile poter avere i collegamenti veloci con gli aeroporti situati ad almeno due ore di macchina e più di autobus. Ma il problema non è soltanto questo, da settimane infatti proprio il Palacongressi del Villaggio Mosé è chiuso per problemi burocratici legati alla sicurezza, anche se il sindaco Marco zambuto ha garantito che è soltanto una questione temporanea.
Intanto la zona del Villaggio Mosé vive una situazione di degrado con un asfalto non proprio eccellente, lo stesso Palacongressi è certamente migliorabile quantomeno all’esterno, mentre come il resto del territorio è sempre in balia del problema dei rifiuti che rappresentano un enorme problema per le strutture turistiche che vedono sfumare il proprio duro lavoro di promozione.
 
“Per fare turismo congressuale – spiega Gaetano Pendolino amministratore del distretto turistico Valle dei Templi - necessità che tutto il sistema territoriale sia pronto, quindi occorrono collegamenti veloci. Un congressista vuole l’aeroporto a non più di un ora e mezza, mentre noi oggi siamo lontani circa tre ore. Poi abbiamo il problema che i professionisti che giungono in questi congressi cercano una zona dove sia possibile una facilità di movimento. Mentre il Villaggio Mosé è in una zona inaccessibile, con disordine strutturale, di insegne, e con strade colabrodo. Noi abbiamo tentato più volte tempo fa con il consorzio turistico Valle dei templi, ma le distanze dell’aeroporto ed il contesto non consentono di avere un appeal necessario per il mercato di questo settore, nonostante lo straordinario appeal della vicina Valle dei Templi. A Taormina principale sede del turismo congressuale, abbiamo la vicinanza all’aeroporto, ma anche la bella cittadina. Abbiamo provato quindi l’unica soluzione quella di ambasciatori del territorio che avendo un proprio prestigio e capacità di comunicazione possano portare gruppi solo perché invitati da loro”.
 


A Lampedusa una sala dentro l’aerostazione

Da Lampedusa arriva una bella notizia, quella che nella scorsa estate è stata inaugurata all’interno dell’aerostazione una sala congressuale di ampie dimensioni in grado da rendere possibile eventi legati al turismo congressuale. “Per noi il turismo congressuale è adesso una reale possibilità – ha spiegato il presidente dell’associazione degli albergatori dell’isola Tonino Martello – infatti nei mesi scorsi sono state inaugurate sale per congressi nello scalo aeroportuale. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dal fatto che a Lampedusa non ci sono strutture alberghiere di grosse dimensioni, per cui i gruppi partecipanti ai congressi dovrebbero essere divisi in più hotel. Speriamo che presto questa nuova possibilità si concretizzi, soprattutto in considerazione del periodo difficile avuto negli ultimi anni che ci ha visto alle prese col problema dell’immigrazione clandestina. Noi operatori turistici come tra l’altro affermano i dati dell’osservatorio provinciale per il turismo, abbiamo avuto un calo notevole di arrivi e presenze, fatto grave per un territorio che vive soprattutto di turismo nella bella stagione”. Una possibilità importante, quella del turismo congressuale a Lampedusa, soprattutto dovuto grazie al clima mite quasi tutto l’anno ed alle bellezze ambientali e paesaggistiche che potrebbero certamente soddisfare le necessità di gente proveniente da tutta Europa in periodi di bassa stagione. “Lampedusa non ha problemi di collegamenti – ha evidenziato l’assessore provinciale Angelo Biondi – quindi non ci saranno difficoltà, ma è necessario che gli operatori del settore si impegnino per offrire il loro prodotto al mercato nazionale ed estero. Una speranza per un’isola troppo spesso lasciata sola, come denunciato più volte dalla nostra amministrazione provinciale”.

Articolo pubblicato il 05 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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