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Quotidiano di Sicilia

Muos: il governo è con gli americani
di Rosario Battiato

Il ministro Cancellieri lo ha comunicato al presidente della Regione, Crocetta: “Sito strategico per la difesa nazionale”. Gli attivisti scrivono ai deputati regionali, perché potrebbero opporsi. Le speranze di interruzione sono poche

Tags: Rosario Crocetta, Muos, Niscemi, Anna Maria Cancellieri



CALTANISSETTA – Doccia gelata per gli attivisti NoMuos impegnati in questi mesi in una lotta senza quartiere contro l'installazione dell'impianto di comunicazione radar a stelle e strisce nella riserva della Sughereta a Niscemi. Nei giorni scorsi, infatti, il governo ha dichiarato l'area nissena “sito di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati”. La comunicazione è stata recapitata al governatore Rosario Crocetta direttamente da Annamaria Cancellieri, ministro dell'Interno del dimissionario governo Monti.

La battaglia non si placa, ma si potrebbe decisamente ridimensionare il valore dei blocchi e della protesta organizzata di queste ultime settimane. Il governo, in altri termini, ha fatto intendere che sul Muos degli alleati americani non ci sarà alcun passo indietro, e non potrà farne neanche la Regione. Secondo quanto riferito dalle agenzie, da Roma hanno fatto chiaramente intendere che il sistema radar americano si inserisce in un'ottica internazionale per cui “non sono accettabili comportamenti che impediscano l'attuazione delle esigenze di difesa nazionale e la libera circolazione connessa a tali esigenze, tutelate dalla Costituzione”. Stop anche per Crocetta che in campagna elettorale era stato uno strenuo sostenitore dei gruppi NoMuos, partecipando attivamente alla loro battaglia.

Del resto già nelle scorse settimane Martin Schulz, il socialista tedesco presidente del Parlamento europeo, aveva risposto picche ad una lettera del consiglio comunale di Caltagirone che chiedeva l'intervento dell'Ue in materia di violazioni commesse dall'Italia nel rilascio dei permessi. Alla Commissione, però, non era “risultata alcuna violazione da parte delle autorità italiane”.
Visto questo clima generale pare abbastanza complicato che la Regione agisca per revocare le autorizzazioni che erano state concesse durante la giunta Lombardo. Proprio in questi giorni all'Ars (esattamente ieri) si dovrebbe discutere un ordine del giorno riguardante appunto l'opposizione al Muos, ma adesso potrebbero avere tutti le mani legati dopo la decisione del governo.

La brusca presa di posizione dell'esecutivo ha idealmente interrotto una protesta che continua ad avere partecipazione e riscontro in tutta la Sicilia, ma anche altrove. Maria Merlini, responsabile Politiche Internazionali del PRC Sicilia ha parlato di atto gravissimo da parte del governo perché calpesta il diritto alla salute dei siciliani, subordinando, al contempo, lo sviluppo economico e sociale dell'Isola agli interessi militari americani.

Gli attivisti adesso pressano l'Ars, l'ultimo baluardo istituzionale che può ancora lasciare qualche flebile speranza. Diffusa la notizia della comunicazione della Cancellieri i manifestanti hanno pubblicato online una lettera aperta chiedendo ai deputati dell'Ars di difendere la Sicilia dall'ennesimo tentativo di farne “terra di conquista, di voti, e di predominio”. Si tratterebbe di dare logico seguito a quanto votato lo scorso 30 luglio dall'Assemblea, quando ci fu un voto unanime contro il Muos. I tempi della politica, tuttavia, sono diversi da quelli delle manifestazioni – da oltre un mese gli attivisti hanno organizzato un blocco permanente delle strade che portano a contrada Ulmo – e ciò che andava bene quest'estate non è detto che venga riproposto in aula ancora una volta.

Articolo pubblicato il 09 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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