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Quotidiano di Sicilia

Ragusa - Piano di riequilibrio per il comune di Modica? Avanti tutta
di Stefania Zaccaria

Si sta cercando di non ricorrere al dissesto per non appesantire ulteriormente il Comune. Il documento approvato in Consiglio passerà ora al vaglio della Corte dei Conti

Tags: Modica



MODICA (RG) – Un percorso obbligato, con una sola e tragica alternativa, è quello che il nuovo anno ha portato al comune di Modica. Il Piano finanziario pluriennale, di cui abbiamo già parlato nelle scorse settimane, è stato finalmente, e non senza problemi e discussioni, approvato a maggioranza in Consiglio comunale al fine di tentare un necessario quanto impegnativo risanamento economico dell’Ente. La strada già votata dall’amministrazione Buscema e che ha portato fra l’altro alle dimissioni – già comunque programmate – del presidente del Consiglio comunale Carmelo Scarso, è stata valutata dall’Assise dopo una lunga notte di discussioni: grazie a un emendamento redatto a più mani per recuperare circa tre milioni di euro e quindi per consentire al bilancio di non sforare il patto di stabilità – ulteriore peso che avrebbe gravato sul piano pluriennale – si è cercato di permettere ai revisori dei conti e al dirigente del settore finanziario di esprimere un parere positivo sul bilancio di previsione 2012, prima, e sul piano economico, poi.

Alla base di tutto il percorso c’è naturalmente la voglia, espressa più volte, di non ricorrere al dissesto per non appesantire ulteriormente l’Ente e quindi i cittadini seppur siano molte le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti. Gli ambiti segnalati sono infatti molteplici e riguardano sia una generale crisi strutturale di liquidità e di insolvenza, ma anche problemi con creditori, debiti fuori bilancio, società partecipate, disavanzo del bilancio e la gestione dei residui. Bisogna ricordare comunque che dal 2008, anno di insediamento del sindaco Antonello Buscema, molti sforzi sono stati fatti per risanare i conti del Comune: in quell’anno il disavanzo registrato è stato di 21.811.725 euro, passato a 18.297.994 euro nel 2009, a 9.870.695 euro nel 2010 e a 8.809.302 nel 2011.

Un ulteriore accertamento dei residui, condotto nella fase preliminare della predisposizione del piano in questione, ha fatto emergere però un ulteriore disavanzo di 9.871.580 euro a cui va sommato lo squilibrio della gestione corrente dell’anno appena concluso – pari a 8.318.418 – che porta quindi il disavanzo al 31 dicembre 2012 a 26.999.301 euro.

“La dimensione complessiva del debito fronteggiato da questa Amministrazione – ha spiegato il primo cittadino Buscema – è stata pari a 67.851.171 euro di cui 38.491.798 euro rappresentano ancora l’entità da finanziare nell’ambito del Piano pluriennale di riequilibrio. Il Piano destina, a questo fine, risorse anche maggiori di quelle necessarie e precisamente 14.050.417 euro per il finanziamento dei debiti fuori bilancio e 44.866.642 euro per il finanziamento del disavanzo”. Anche l’assessore al Bilancio Santino Amoroso ha rilevato che “il no al dissesto è stato il denominatore comune per consentire un lavoro di amministrazione, consiglio, revisori e struttura amministrativa – ha detto – teso a redigere un piano credibile che sarà per l’amministrazione subito operativo per evitare le anticipazioni di cassa attraverso una politica di azzeramento dei residui attivi a partire dalla lotta all’evasione e all’elusione tributaria, entro l’anno, con l’emissione di cinque ruoli”.
Le procedure imminenti da realizzare in tal senso rimangono comunque molte e tutte regolate da precise scadenze: toccherà alla Corte dei Conti esprimersi comunque su tutta la documentazione e sul Piano nel suo complesso.

Articolo pubblicato il 09 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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