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Mutui, banche "blindate" e tassi d’interesse elevati
di Redazione

Crollo dei prestiti a cittadini e imprese. Azione legale dei consumatori

Tags: Mutuo, Prestito



MILANO - Non si arresta ma anzi si amplia a novembre il calo dei prestiti delle banche. Secondo i dati della Banca d'Italia sono scesi dell'1,5 per cento su base annua (-1% nel mese precedente). Il calo per le famiglie è stato dello 0,3% (era -0,1% a ottobre) mentre per le società non finanziarie è stato del 3,4 per cento (-2,9% a ottobre).

Anche per questo il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano: “Vogliamo verificare come mai, nonostante i prestiti della Bce alle banche e la continua richiesta di finanziamenti da parte di famiglie ed imprese sull’orlo del fallimento, i prestiti siano sempre più in calo. Chiediamo alla Procura di accertare se esistano profili penalmente rilevanti – ha dichiarato il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – Vogliamo sapere come è possibile che tutte le banche non eroghino più denaro sia a privati che ad aziende. Cominciamo dalla Procura di Milano considerato che si tratta di una città chiave per l’economia del Paese, ma non escludiamo ulteriori azioni legali”.

Non solo ai cittadini vengono concessi meno mutui, ma i tassi di interesse applicati sono tra i più alti della zona euro, nonostante da luglio 2011 a dicembre 2012 ci sia stato un notevole abbassamento di Euribor (per i tassi variabili) ed Eurirs (per i tassi fissi).

Le banche italiane, però, non permettono ai nuovi clienteli di approfittare di questa notevole discesa dei tassi. Qual è il risultato di tutto questo? Oggi un italiano con un mutuo di 100.000 euro a 30 anni paga una rata mensile di 72 euro più alta (864 euro in più all’anno) del mutuatario di Eurolandia: il conto alla fine del mutuo sarà di quasi 26.000 euro più salato. Per un prestito di 30.000 euro a 10 anni il cittadino italiano paga una rata mensile di 5 euro in più, che vuol dire 60 euro in più all’anno e 600 euro a fine prestito.

Sempre in tema di economia e prospettive, una prudente speranza sul futuro che attende l’Europa giunge da Josè Manuel Barroso, che durante la conferenza stampa con Enda Kelly, premier dell'Irlanda che nei prossimi sei mesi avrà la presidenza di turno della Ue, ha detto che “Il tempo delle decisioni d'emergenza dovrebbe essere finito. Lo scenario apocalittico di una rottura dell'Eurozona non si è avverato”. Per il presidente uscente della Commissione europea “non è però tempo per compiacersi” e la priorità deve ora essere la crescita, “e per questa è necessario completare l'aggiustamento del settore finanziario, perseguire il consolidamento fiscale e mettere in atto le riforme economiche per la competitività e fare investimenti mirati”.

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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