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Quotidiano di Sicilia

Slot machine, videopoker, lotterie. Il gioco d’azzardo come malattia
di Margherita Montalto

Un giro di vite per limitare la dudopatia è stato dato col Decreto Balduzzi, DL n. 158/2012. Col nuovo anno i pubblici esercizi devono esporre formule di avvertimento sui rischi

Tags: Slot Machine, Videopoker, Lotterie, Gioco D'azzardo



CATANIA - Slot machine, video poker, scommesse e lotterie sembrano essere una moda che incide con gravosi costi sociali ed economici. Il loro uso, abusato, è patologico se diventa persistente, e la persona non riesce più a controllare l’impulso a giocare.Si può parlare di ludopatia, comportamento compulsivo che per l’OMS è una forma morbosa che può trasformarsi in una vera e propria malattia sociale se non si attuano misure di informazione e prevenzione.

Secondo il DSM IV, chi manifesta questo disturbo ricade in questi comportamenti: pensare al gioco d’azzardo in maniera eccessiva, dal rivivere esperienze di gioco passate, al programmare quelle future compreso come procurarsi i soldi per giocare; bisogno di aumentare il denaro speso nel gioco per riuscire a mantenere l'’eccitazione; aver spesso provato a controllare, ridurre o interrompere il gioco, senza riuscirci; irritabilità e irrequietezza nel momento in cui si prova a smettere o a ridurre il gioco; il gioco d’azzardo avviene per fuggire ai problemi o attenuare un umore non gradito, come senso di colpa o di impotenza, ansia o depressione; quando si perde al gioco, si torna a giocare per cercare di recuperare le perdite; commettere azioni illegali per procurarsi il denaro per giocare; rischiare di perdere o perdere relazioni importanti, il lavoro e la carriera per il gioco d'azzardo; affidarsi ad altri per avere il denaro per rimediare alla situazione finanziaria disastrata dovuta al gioco.
 
Gli esperti affermano che “ il gioco d'azzardo patologico risulta essere uno dei disturbi più difficili da trattare. C’è da dire che la dipendenza da gioco è considerata alla stessa stregua della dipendenza da sostanze stupefacenti e diventa anticamera dell’usura se pur di giocare “si gioca tutto”. E’ infatti un disturbo del comportamento che rientra nell'area delle cosiddette “dipendenze senza sostanze”.

Per garantire la sicurezza sulle modalità di gioco, il gioco è legale quando è autorizzato dalla legislazione vigente e controllato dallo Stato, tanto che all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) è affidato il compito di coordinare e controllare il mercato dei giochi in Italia. Un giro di vite è stato da poco dato dal Decreto Balduzzi, DL n.158/2012, che riporta una serie di “Disposizioni in materia di vendita di prodotti del tabacco, misure di prevenzione per contrastare la ludopatia e per l’attività sportiva non agonistica”.

Con l’inizio del nuovo anno è obbligo per i pubblici esercizi di esporre “Formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro, nonchè le relative probabilità di vincita devono altresì figurare sulle schedine ovvero sui tagliandi di tali giochi. I titolari dei locali dovranno rendere visibile all’ingresso ed all'interno dei locali il materiale informativo predisposto dalle ASP diretto ad evidenziare i rischi collegati al gioco e a segnalare la presenza dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura ed al reinserimento sociale delle persone con patologie collegate alla GAP.
Tali violazioni comportano la sanzione di cinquantamila euro che per le violazioni relative agli apparecchi da gioco si applica al solo soggetto titolare della sala o del punto di raccolta dei giochi, ovvero al pubblico esercizio.

 
Vietati anche i messaggi pubblicitari pro gioco d’azzardo

I punti salienti del Decreto. Aggiornamento dei LEA con particolare riferimento alle persone affette da malattie croniche, da malattie rare, nonchè da ludopatia e alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia, intesa come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro (…).
E' vietata la messa a disposizione presso qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all'esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsivoglia titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità. Sono vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro sia nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche e di rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte ai minori, che in forma di pubblicità sulla stampa quotidiana e periodica destinata ai minori; vietati messaggi via internet nei quali si evidenzi anche solo uno dei seguenti elementi: incitamento al gioco ovvero esaltazione della sua pratica; presenza di minori; assenza di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco (…).

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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