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La Corte dei Conti indaga sulla gestione dellÂ’Irfis: anomalie su fondi ed acquisizioni
di Andrea Carlino

Avviata un’inchiesta sulla presunta sottrazione di risorse della Regione da parte della società finanziaria. Irregolare l’acquisizione e l’utilizzazione di risorse appartenenti al bilancio regionale e statale

Tags: Corte Dei Conti, Irfis



CATANIA - Bufera sulla gestione dell’Irfis. La Procura generale presso la Corte dei Conti ha avviato un’inchiesta sulla presunta sottrazione di risorse della Regione da parte dell’Irfis.

“Ai fini di competenza del Giudice contabile, giova infine segnalare che la Società Irfis opera in continuo spregio delle direttive generali impartite dall’assessorato per l’Economia al fine di assicurare la trasparenza, l’economicità ed il contenimento dei costi della partecipata, omettendo, tra l’altro, di pubblicare e trasmettere le deliberazioni ed, in particolare, quelle che comportano spesa”.

L’assessorato all’Economia della Regione siciliana e l’Irfis sono ai ferri corti ormai da parecchi mesi, ed i giudici contabili lavorano intensamente per verificare i profili di irregolarità della gestione amministrativa dell’Irfis, affidata a Francesco Maiolini, ex direttore generale di Banca Nuova.

L’inchiesta è stata aperta in seguito ad una diffida dell’assessorato all’Economia della Regione siciliana, alla quale è seguito, in novembre dello scorso anno, un esposto che addebita all’Irfis “una indebita acquisizione al patrimonio della stessa società di fondi pubblici, successivamente affidati, in spregio alle norme comunitarie sulle procedure ad evidenza pubblica ed a quelle generali di contabilità pubblica, a non identificati istituti di credito, senza alcuna comunicazione all’Amministrazione regionale, né all’Istituto tesoriere”.

L’Irfis avrebbe distratto, secondo l’assessorato, “somme del bilancio regionale, allocate in sottoconti di tesoreria presso il tesoriere della Regione (Banco di Sicilia S.p.a – Gruppo Unicredit), affidate per legge in gestione separata ad Irfis-FinSicilia Spa e conseguente”.

L’assessorato dell’Economia, in particolare, giudica irregolare l’acquisizione e l’utilizzazione di risorse appartenenti al bilancio della Regione e dello Stato, perché violerebbero le norme di contabilità pubblica e le procedure sui contratti pubblici. Gli atti dell’assessorato, inviati anche all’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, tendono ad evidenziare che l’Irfis avrebbe acquisito ed utilizzato risorse pubbliche senza il rispetto delle regole.

Nel mirino ci sono anche operazioni di acquisizione di società (Sviluppo Italia Sicilia e Cape Sicilia) che sarebbero avvenute senza i passaggi autorizzativi e deliberativi del socio unico, cioé la Regione, e un piano di 15-20 assunzioni di personale in presenza di una legge che blocca nuovi ingressi nell'amministrazione pubblica e nelle sue controllate.

Dopo avere preso atto dell'esposto consegnato lo scorso novembre, la Procura della Corte dei Conti ha chiesto alla Ragioneria generale della Regione un supplemento di documentazione. Della vicenda sono stati informati anche l'Autorità di vigilanza dei contratti pubblici e la Banca d'Italia. Agli amministratori dell'Irfis, viene contestato di avere avviato procedure per mettere a patrimonio societario circa 183 milioni di euro: si tratta di risorse regionali accantonate in appositi fondi, che attraverso Irfis-FinSicilia, servono a finanziare le piccole e medie imprese.

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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