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219 contrassegni presentati: il Carnevale dei simboli. Solo in Sicilia si presenta la lista civica “Io non voto”
di Andrea Carlino

Depositati al Viminale i simboli per le prossime elezioni politiche: 215 liste per 219 simboli, 15 per cento in più rispetto al 2008. Il Pdl ha presentato due simboli diversi: all’estero non c’è il sottotitolo “Berlusconi presidente”. Il caso M5S.

Tags: Politica, Elezioni, Berlusconi, Pierluigi Bersani, Beppe Grillo



CATANIA - In vista delle elezioni politiche nazionali del 24 e 25 febbraio, sono ben 215 le liste (219 i simboli)
È un numero altissimo, che supera del 15% quello del 2008, quando le liste furono 181. È un numero che fotografa un panorama politico ancora alquanto variegato.

Tra i tanti nomi, spiccano ovviamente quelli di Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani e Mario Monti. Il Pdl ha presentato due simboli: in quello per il voto in Italia al nome del partito segue il sottotitolo «Berlusconi presidente», mentre in quello per il voto all'estero il sottotitolo diventa «Centrodestra italiano».

Alla Camera il Pdl è appoggiato da Lega Nord (che ha specificato che Berlusconi, nonostante il nome sul simbolo, non sarà il candidato premier della coalizione), Fratelli d'Italia, la Destra di Storace, i Pensionati, Grande Sud e Mpa, Intesa Popolare, Liberi da Equitalia e il Mir. Al Senato, a queste liste si aggiungono Rinascimento Italiano, Popolari di Italia Domani, Basta Tasse e Lista del Popolo.

La coalizione di centrosinistra, sia alla Camera che al Senato, sia in Italia che all'estero, è invece composta da Pd, Sel, Psi, i Moderati, il Centro democratico di Tabacci, Svp e Il Megafono Lista Crocetta. Il capo della coalizione, come stabilito dalle primarie, è Pierluigi Bersani, il cui nome non viene però indicato nel simbolo.

Il nome di Mario Monti compare invece nel simbolo, presentato alla stampa alcuni giorni fa, di Scelta Civica. La coalizione di centro si presenta con una lista unica al Senato, mentre alla Camera è sostenuta da Futuro e Libertà di Fini e l'Udc di Casini. Dopo essere state depositate, ora le liste dovranno passare al vaglio del Viminale, che deciderà quali accettare e quali respingere. Poi ogni partito (o movimento) dovrà presentare 30 mila firme a suo sostegno e, infine, domenica 20 e 21 gennaio saranno presentate ufficialmente le liste.

Ma la ridda dei simboli, in queste ore frenetiche, si abbatte sul Movimento 5 Stelle, anche per la presentazione, che ha battuto sul tempo i grillini (arrivati sesti), di un contrassegno “camuffato”, dalla grafica identica ma senza l’indicazione dell’indirizzo al blog del comico, che si è registrato in seconda piazza.

Sulla questione sollevata da Grillo è intervenuto il ministro Anna Maria Cancellieri che ha rassicurato tutti. “I simboli fasulli verranno ricusati – ha detto il ministro dell’Interno – Faremo il nostro dovere fino in fondo applicando la legge con rigore. Verificheremo uno a uno tutti i simboli presentati. Abbiamo tempo fino a lunedì sera, martedì mattina. Poi, se ci saranno liste da ricusare, le ricuseremo.

Completati i lavori - ha aggiunto – manderemo tutto in Cassazione perché, a maggiore e più forte tutela, si può ricorrere presso l’Alta corte”. Quello delle liste “farlocche”, così come le ha descritte lo stesso Grillo, è un problema frequente, soprattutto nelle recenti consultazioni italiane, dove negli si sono avvicendate sigle improbabili come i “Verdi verdi” o la fantomatica “Lista del Grillo – No Euro”. Un fenomeno che, anche alle elezioni politiche 2013, non fa dunque eccezione.
 
Spazio alla fantasia - o forse no – tra i simboli presentati nelle ultime ore, dove figurano liste dal tratto distintivo praticamente identico alla Rivoluzione civile di Antonio Ingroia, ma senza il nome del candidato premier, così come per il presidente del Consiglio in carica Mario Monti, che vede i propri cloni sotto l’indicazione “Per l’Europa Monti Presidente”, con capo coalizione, però, tale Samuele Monti.
 
Tanti sono i simboli fokloristici: quello del Sacro Romano Impero, il Movimento Pirata, Liberi da Equitalia, Dimezziamo lo stipendio ai politici, Forza evasori o addirittura il M.I.S. (Movimento indipendenza della Sicilia). Solo in Sicilia si presenterà una lista “Io non voto”: “La lista civica 'Io non voto' è il primo partito d'Italia. Perché per la prima volta tutti coloro che vorrebbero non andare a votare, e sono moltissimi, ora troveranno sulla scheda un simbolo che rispecchia il proprio stato d'animo. Scegliendoci daranno vita ad un astensionismo attivo”. E’ bene ricordare, come il T.U. per l’elezione alla Camera, art.14, vieta espressamente di formalizzare l’iscrizione di un simbolo “con il solo scopo di precluderne surrettiziamente l’uso ad altri soggetti politici interessati a farvi ricorso“.

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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