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Strutture ricettive più vuote nel 2012
di Liliana Rosano

L’osservatorio nazionale sul turismo in collaborazione con Istat e Unioncamere fa un bilancio dell’ultima stagione estiva. In Sicilia solo a luglio ed agosto camere piene. Poche imprese (2 su 10) adottano politiche promozionali

Tags: Turismo, Istat, Unioncamere



CATANIA - L’estate 2012 sarà ricordata come una delle estati più calde e afose ma anche come una delle più difficili per il turismo italiano che ha chiuso con una media di camere vendute dalle imprese ricettive inferiore al 2011: -1,4% a luglio (62,2% di occupazione camere), -3,7% ad agosto (70,7%). Non è andata benissimo neanche in Sicilia, da sempre meta preferita dei vacanzieri estivi. I dati sono estrapolati dall’Osservatorio nazionale sul turismo in collaborazione con Unioncamere e Istat.

Le destinazioni balneari in Sicilia, come nella maggior parte delle regioni italiane,  registrano una perfomance turistica in tutte le aree interessate con livelli di occupazione che superano la metà delle vendite delle camere sia a luglio che ad agosto, mentre solamente la Sardegna ed il Veneto riescono a proseguire su queste quote anche a settembre. In coda all’estate, il mese di settembre, ha registrato un rallentamento dell’occupazione (tra il 30%-50%) in diverse regioni italiane sia del Nord (Friuli Venezia Giulia Liguria ed Emilia Romagna) che del centro (Lazio, Abruzzo, Molise) che del Sud (Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia). Una frenata più accentuata, infine, per Toscana, Marche e Calabria per cui il mese di settembre si chiude con vendite al di sotto del 30%. Bene, a sorpresa, le località termali siciliane, che hanno superato la vendita delle camere del 50 per cento a luglio e agosto. Quello termale infatti, è un settore turistico poco conosciuto in Sicilia che meriterebbe di essere meglio promosso e valorizzato.

Secondo il Rapporto di Unioncamere, nel mese di luglio le quote più alte di venduto si registrano nelle strutture situate nel Nord Est (66,6% di occupazione camere) e nel centro (60,8%) mentre nel mese di agosto dopo il Nord Est (74,6%) emergono le mete del Sud e delle isole (69,9%). Ma specialmente ad agosto sono proprio le imprese ricettive del Sud e delle isole (-6,4%) e del centro Italia (-4,6%) a registrare trend discendenti rispetto al 2011.

Per fronteggiare la congiuntura estiva, in media 2 imprese su 10 hanno adottato politiche promozionali, quali pacchetti ad hoc per segmenti di clientela (famiglie, bambini, single, ecc.), sconti per advanced booking, tariffe speciali per soggiorni nei week end o infrasettimanali.

Una scelta strategica che ha premiato le imprese: il feedback positivo è segnalato dal 63,7% degli operatori, con un aumento di clientela stimato al +20,2% rispetto allo scorso anno ed uniforme tra i due comparti ricettivi.
Internet, entrato ormai da tempo tra gli strumenti di promo-commercializzazione delle imprese ricettive, continua e consolida la propria forza.

Ha un sito web l’87,7% delle strutture ed il 61,9% offre alla clientela la possibilità di prenotare direttamente on line, facility di cui approfitta nel trimestre estivo il 44,7% della clientela (in crescita rispetto al 38,8% dell’estate 2011).

Nell’hôtellerie il 92,5% delle strutture è sul web con un sito di proprietà, mentre il booking diretto on line è offerto dal 69,5% degli hotel. La quota di clientela che ha prenotato su Internet nel trimestre è in media pari al 46,7% (61,4% negli hotel 4 stelle e 66,1% nei 5 stelle), con un 16% di prenotazioni per email, un 13,5% dai grandi portali ed un 17,1% attraverso il sito web.
 

 
L’approfondimento. Anche il turismo verde soffre la crisi
 
La crisi ha toccato anche il turismo verde che negli ultimi anni si stava affermando come una nuova fetta di nicchia nell’ambito della ricezione. Il trimestre estivo ha registrato nelle località legate al turismo verde un occupazione pari al 54,8% di camere a luglio, il 61,8% ad agosto con un’omogeneità di vendite tra comparti ricettivi, senza riuscire a ripetere però i risultati del 2011 che aveva visto queste destinazioni interessate da una crescita maggiore rispetto alle altre aree-prodotto.
La concentrazione di turismo internazionale è elevata rispetto alle altre destinazioni, ospitando il 45,9% di turisti dall’estero con una media di pernottamenti pari a 4,5 notti (3,8 notti per gli italiani).
Famiglie e coppie si posizionano in prima linea con quote, rispettivamente, pari al 42,6% e al 41,7% sul totale della clientela. In estate la quota di clientela abituale nelle località naturalistiche corrisponde al 28,1%, coerentemente allo scenario nazionale.
Il 14,5% dei turisti si affida all’intermediazione per l’organizzazione del soggiorno e nella fase della prenotazione si registra una propensione più bassa dei turisti a ricorrere al web: 37,9% (17,7% tramite mail) contro il 44,7% nazionale.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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