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Operazioni Iva, ecco le novità in materia di fatturazione
di Michela Forastieri

Tra le numerose modifiche la “fattura semplificata”, contenente un numero limitato di indicazioni. Può essere emessa in caso di operazioni sotto i 100 euro e fatture rettificative

Tags: Fisco, Iva



ROMA - Novità in materia di fatturazione delle operazioni IVA.
Sappiamo che la fattura costituisce, in materia di IVA, il documento principe, quello che da un lato dà luogo all’addebito dell’imposta e, dall’altro,  serve al cliente (cessionario o committente) per esercitare il diritto alla detrazione.

Un documento, quello della fattura, che, dopo le modifiche apportate dal D.L. 212/2012 e dalla recente “legge di Stabilità”,  è stato notevolmente modificato, sia per rendere più efficace la sua funzione, sia per renderlo più aderente alle direttive europee.
Tra le numerose  modifiche c’è anche la previsione, inserita nel nuovo articolo 21 bis del D.P.R. 633/1972, di una “fattura semplificata”,  contenente, cioè, un numero limitato di indicazioni rispetto a quella ordinaria e, conseguentemente, con modalità di emissione facilitata.

La fattura semplificata può essere emessa  in caso di:
a) Operazioni di importo non superiore a 100 Euro
b) Fatture rettificative (a prescindere dall’importo)
È vietata in caso di cessioni intracomunitarie, oppure di operazioni esenti di cui ai numeri da 1 a 4 dell’art.10 del D.P.R. 633/72 effettuate nei confronti di soggetti passivi di altro Stato comunitario, in cui è dovuta l’imposta.

La fattura semplificata deve contenere i seguenti elementi:
a) Data di emissione
b) Numero progressivo che la identifichi in modo univoco
c) Dati identificativi del cedente o prestatore, compresa la partita IVA
d) Dati identificativi del cessionario o committente oppure, solo in caso di soggetto stabilito in Italia, il codice fiscale o la partita IVA.
e) Descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi
f) Ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla
g) In caso di fattura semplificata rettificativa (la vecchia”nota di variazione”), gli estremi della fattura rettificata e le specifiche indicazioni della rettifica.

Come si può osservare, le semplificazioni più importanti riguardano la possibilità di individuare con il solo numero di partita IVA o di codice fiscale il cliente ”stabilito” in Italia, la descrizione più generica dell’oggetto dell’operazione posta in essere, nonché la possibilità di evidenziare in fattura il corrispettivo lordo dell’operazione, con  l’imposta in esso incorporata o con l’indicazione dei dati per determinarla, verosimilmente l’aliquota applicabile.

Attualmente il limite è di 100 Euro. Con decreto del  Ministro dell'Economia e delle Finanze, il limite di 100 Euro  può essere elevato a 400, e può essere consentita pure l'emissione di fatture semplificate, anche senza limiti di importo, per le operazioni effettuate nell'ambito di specifici settori di attivita' in cui  le pratiche commerciali o amministrative ovvero le condizioni tecniche di emissione delle fatture rendono particolarmente difficoltoso il rispetto delle disposizioni previste per la compilazione della normale fattura.

La semplificazione della fattura, per ora limitata alle operazioni d’importo fino a 100 Euro, rappresenta sicuramente una grossa agevolazione per i contribuenti, principalmente per quelli di modeste dimensioni e che, per la natura della loro attività,  sono costretti ad emettere ogni giorno fatture nei confronti di un numero di soggetti molto elevato.

Si pensi, per esempio, al commerciante al minuto di prodotti per uffici. In questo caso il contribuente, pur essendo dispensato dall’emissione della la fattura (in quanto è munito di licenza di vendita al dettaglio), si vede costretto ad emetterla in quanto quasi sempre i cessionari, acquistando beni inerenti la loro attività d’impresa, dell’arte o della professione, non si accontentano dello scontrino o della ricevuta fiscale  chiedendo, invece, la fattura  allo scopo di potere operare la detrazione.

Può risultare molto utile  anche per soggetti che effettuano prestazioni di servizio nei confronti di clienti che hanno necessità di documentare la spesa, come accade spesso per i ristoranti.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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