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Catania - Il Pd spaccato a metà fa strada a Stancanelli
di Redazione

Partito democratico in subbuglio dopo la scelta di Bianco di riproporsi come sindaco del capoluogo etneo • Berretta rinunci a Roma, poi si proceda con le primarie al termine delle quali il perdente dovrà appoggiare il candidato scelto dai cittadini • Una spaccatura nel centrosinistra spalancherebbe le porte di Palazzo degli Elefanti al secondo mandato di Stancanelli o a un candidato scelto da Monti fuori dai soliti apparati partitocratici

Tags: Catania, Raffaele Stancanelli, Giuseppe Beretta, Enzo Bianco



CATANIA - La decisione del senatore Enzo Bianco di ricandidarsi alla guida della città di Catania - di cui è stato sindaco già due volte, dal 1988 al 1989 e dal 1993 al 2000 - ha creato qualche maldipancia e più di un grattacapo all’interno del Partito democratico catanese, che in un primo momento sembrava aver identificato nel deputato nazionale Giuseppe Berretta il suo rappresentante di punta nella corsa alla poltrona di primo cittadino.
Seppur dopo un po’ di tentennamenti, alla fine Bianco ha messo le carte in tavola e ha scelto Catania, rinunciando a una partecipazione alle prossime elezioni Politiche.
Altrettanto, almeno per il momento, non ha fatto Berretta, che è risultato il più votato al termine delle primarie del Pd per scegliere i candidati al Parlamento.

A questo punto, servirebbe un po’ più di chiarezza. Se infatti Berretta confermerà - e al momento non ci sono elementi che possano far pensare il contrario - la propria intenzione di proporsi ai catanesi come loro futuro sindaco, dovrebbe rinunciare alla propria partecipazione alle Politiche. Lasciare Roma e scegliere Catania prima di andare al voto, perché la città ha bisogno di qualcuno pronto a rimboccarsi le maniche per uscire fuori da una situazione difficile. Qualcuno che non abbia tentennamenti.
Dopo, si potrà procedere con le primarie per scegliere il candidato sindaco del Pd e chi tra Bianco e Berretta perderà la contesa dovrà impegnarsi a sostenere il candidato sindaco scelto dai cittadini.

Una frattura sarebbe fatale per il centrosinistra etneo, che a quel punto - con grande probabilità - riaprirebbe le porte di Palazzo degli Elefanti al centrodestra rappresentato dal sindaco uscente Raffaele Stancanelli, oppure a un candidato a sorpresa presentato dalla lista Monti, richiesto dalla società e non proveniente dai soliti apparati partitocratici.

Se il Pd non si ricompattasse, si potrebbe assistere a una replica di quanto visto, a parti invertite, in occasione delle scorse elezioni regionali. In quel caso il Partito democratico ha serrato le fila e, seppur appoggiato anche dall’Udc, è riuscito a portare Rosario Crocetta alla guida della Regione. Al contrario, il centrodestra si è presentato diviso, con Nello Musumeci (sostenuto dal Pdl) e Gianfranco Micciché (supportato da Pds-Mpa e Grande Sud) ognuno per la propria strada. Così facendo, Crocetta ha avuto vita facile.

La nostra posizione non è a favore di una o dell’altra parte. Ciò che ci interessa è solo il bene della città e dei catanesi, cioé dell’interesse generale. La speranza è che anche i prossimi candidati sindaco abbiano la nostra stessa sensibilità etica.
 
’U DIOTRU

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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