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Quotidiano di Sicilia

Formazione, la Cig è ingessata ma è tutto il settore allo sfascio
di Michele Giuliano

Scendono in campo i sindacati con una nuova azione di protesta: sotto accusa Inps e Regione. I fondi, circa 70 milioni di euro, sono di fatto bloccati e i lavoratori senza sussidio

Tags: Formazione, Lavoro, Cig



PALERMO - Sulla carta i soldi ci sono, concretamente ancora no. Ed è così che Regione ed Inps in Sicilia sono al centro di polemiche per il mancato stanziamento dei fondi relativi alla cassa integrazione del 2012 per i lavoratori della Formazione professionale.

In sostanza i dipendenti licenziati dagli enti non vedono il becco di un quattrino dallo scorso 31 dicembre del 2011. Situazione che è specchio di un sistema imploso, fatto da ben 10 mila lavoratori e che costa ogni anno alla Regione 300 milioni di euro, spicciolo più spicciolo meno, per poi produrre praticamente benefici zero al mondo del lavoro.

L’apparato è talmente vasto che gli effetti sui licenziamenti sono stati terribili, tanto che la Regione Sicilia si è vista mettere un freno dal governo nazionale proprio per il pagamento della cassa integrazione. L’erogazione dei fondi avviene con lentezza perché di soldi ne servono tantissimi alla Sicilia della crisi. E così sono tornati a protestare i lavoratori della formazione. Nei gironi scorsi c’è stato un sit-in organizzato dalla Cisl Scuola davanti la sede regionale Inps in via Laurana a Palermo per protestare contro il blocco del pagamento delle Cig in deroga relativa all'anno 2012. Si tratta dei lavoratori degli enti che, pur avendo ottenuto l'approvazione dell'Ufficio del lavoro, attendono la trasmissione dell'allegato dell'Inps che da il via libera al pagamento della cassa che doveva avvenire entro il 31 dicembre scorso.

Il provvedimento di blocco riguarda fra gli altri i lavoratori di Cefop in As, Ial Sicilia, Cas ed altri piccoli enti. “Chiediamo – spiega Giovanni Migliore, responsabile per la Formazione della Cisl Scuola -  che si sblocchi subito l’iter. I lavoratori attendono ormai da troppo tempo, oltre un anno, ed è ormai una emergenza sociale alla quale bisogna porre fine. L’assessorato alla Formazione revochi i corsi alla miriade di enti che, ad oggi, non sono partiti o sono stati sospesi o revocati ed assegni le corsualità agli enti virtuosi”. 

La Cisl Scuola ritiene inaccettabile tale situazione e chiede che Inps e Regione Siciliana intervengano tempestivamente per fare sbloccare tale paradossale ed insostenibile situazione: “I lavoratori della Formazione Professionale – aggiunge Migliore - continuano a pagare colpe non loro e vedono, in una situazione di continuo disagio economico, sfumare la possibilità ad accedere a forme di sostegno al reddito. Chiediamo inoltre all’assessorato alla Formazione Professionale un intervento urgente per le situazioni di tutti quei lavoratori ad oggi espulsi dal settore per esuberi strutturali o non sono rientrati nelle procedure di cig in deroga per problematiche di certo non addebitabili ai lavoratori”.

Di fatto, denuncia la Cisl,  esiste una situazione che ha portato a 328 esuberi tra i lavoratori del Cefop che è oggi in amministrazione straordinaria dopo il tracollo dell’ente stesso. Questi lavoratori si sono aggiunti ai 172 esuberi dell’Anfe Regionale, ai 63 dell’Aram e ai 60 dell’Ancol. Inoltre, rischiano di essere posti in mobilità i lavoratori dell’Ipf, dell’Irfap, dell’Ecap, dell’Enaip e della Geoinformatica di Caltanissetta.
 


L’approfondimento. Gli enti non ammessi nell’Avviso 20/2011
 
Si tratta di enti storici non ammessi nell’Avviso 20/2011: alla schiera già citata vanno aggiunti altri lavoratori degli enti quali l’Informhouse, Forma Mentis ed altri. Tra i licenziamenti effettuati e quelli che si potrebbero generare, se non si affrontano le problematiche degli enti in questione, secondo la Cisl si potrebbe arrivare ala cifra di 2.000 licenziamenti definitivi.  porterebbero a non meno di 2.000 posti di lavoro persi. “Tale circostanza – aggiunge il sindacato - è inaccettabile”. Ci sarebbero in ballo qualcosa come 70 milioni di euro che lo Stato ha accordato alla Sicilia. Soldi che sarebbero bastevoli ma, secondo quanto fatto sapere dall’Inps agli stessi sindacati, materialmente ancora questi soldi non ci sono e serve l’intercessione del governo regionale per arrivare a questo risultato anche perché la Regione deve stanziare una parte dei fondi. Ora si sta pensando di intervenire sugli sprechi della formazione siciliana in particolare con piani di prepensionamento e con misure atte a trasformare il personale interno degli enti, specie sul fronte degli amministrativi. Riuscirà la missione disperata?

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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