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Maiolini: tutti gli uomini del presidente
di Dario Raffaele

Sempre più nel centro della bufera l’ex direttore generale di Banca Nuova e oggi numero uno dell’Irfis-Fin Sicilia. Dall’inchiesta per usura bancaria allo scandalo intercettazioni fino ad arrivare alle assunzioni eccellenti

Tags: Corte Dei Conti, Irfis, Francesco Maiolini, Banca Nuova



CATANIA – Non c’è pace per l’ex direttore generale di Banca Nuova (l'istituto controllato dalla Popolare di Vicenza guidata da Gianni Zonin), oggi presidente dell’Irfis, Francesco Maiolini. Prima l’avviso di garanzia inviato dalla Procura di Palermo per usura bancaria, poi lo scandalo sulla fuga di notizie in seguito alle intercettazioni che ha coinvolto anche il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, chiamato al telefono dall’ex dirigente per avere informazioni su un’altra indagine per riciclaggio.
 
Quindi le amicizie importanti del manager (che hanno portato Segio Lari, procuratore di Caltanissetta ad astenersi dal condurre l’inchiesta per fuga di notizie in seguito alla telefonata Maiolini-Messineo, inchiesta passata sotto la supervisione del procuratore di Catania Giovanni Salvi). Infine, il recente scandalo dell’Irfis-FinSicilia (l'ex Istituto per il mediocredito siciliano, trasformato di recente in società finanziaria e ora sotto il controllo totale della Regione), su cui la Procura della Corte dei conti ha aperto una istruttoria per appurare presunte anomalie nella gestione da parte dell'attuale management che vede appunto Francesco Maiolini come presidente.

E così, dopo le dimissioni da direttore generale di Banca Nuova, avvenute martedì 15 maggio 2012 e ufficialmente motivata con l’esigenza di nuovi stimoli “dopo una splendida avventura durata 12 anni che ha fatto di Banca Nuova il primo istituto del Sud” (ma che non hanno mai del tutto sollevato il dubbio di dissidi interni con il presidente Gianni Zonin), Francesco Maiolini aveva provato a fare lo stesso con l’Irfis ma la sua lettera di dimissioni in questo caso è stata respinta dal governatore Rosario Crocetta che lo ha invitato a rimanere.

Di recente anche Panorama aveva dedicato un’inchiesta sulle amicizie eccellenti del 51enne manager romano di stanza a Palermo, divenuto dal 2000 (quando venne chiamato da Gianni Zonin, presidente della Popolare di Vicenza, a guidare Banca Nuova, da poco acquisita) ad oggi, uno dei più potenti uomini dell’Isola. “E’ amico di chiunque conti – scrive Panorama -: imprenditori, onorevoli, forze dell’ordine e magistrati”.

Nei 12 anni di militanza a Banca Nuova sono state numerosissime le assunzioni di parenti di alcuni importanti esponenti del mondo delle istituzioni siciliane. Panorama cita alcuni esempi eclatanti: Alessandro Messineo, figlio del procuratore di Palermo, chiamato come dipendente interinale fino al giugno 2011 della Prestinuova, controllata di Banca Nuova; Germana Cupido, moglie di Ignazio De Francisci, ex procuratore aggiunto di Palermo, chiamata a svolgere il ruolo di responsabile delle relazioni esterne di Banca Nuova; Margherita Milone, nuora di Leonardo Guarnotta, presidente del Tribunale di Palermo, chiamata a lavorare nella direzione crediti; in forza agli sportelli c’è poi Fabio Marino, figlio di Giosué, ex prefetto di Palermo e poi assessore all’Energia della Regione siciliana.
 
Ma la sfilza di dipendenti “eccellenti” (ricostruita minuziosamente da Panorama) prosegue con  Stefano Lavaggi (figlio dell’ammiraglio Ferdinando, ex comandante della Capitaneria di porto di Palermo), Elena Purpura, figlia di Nunzio, ex comandante della Polizia municipale della città; Saveria Grosso, moglie dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo (che poi lo chiamò alla guida dell’Irfis), Gaia Morvillo, figlia di Alfredo, procuratore di Termini Imerese, Serena Cammarata, figlia di Diego, ex sindaco di Palermo, Marika Lo Porto, nipote di Guido, ex presidente dell’Ars.

Di recente Maiolini e l’Irfis erano stati contattati anche da Antonino Pulvirenti per partecipare al salvataggio della WindJet. Un’operazione che avrebbe portato denaro fresco nelle casse della compagnia low cost siciliana e che, nelle intenzioni di Pulvirenti, avrebbe consentito alla WindJet di riprendere il volo. Un’operazione dannosa per la Regione perché non potrebbe comunque sostituire une gestione sbagliata della compagnia che l’ha condotta, di fatto, al default. Un’operazione ancor più improponibile ora, alla luce del caos sorto intorno alla figura del potente manager.
 

 
L’approfondimento. L’ex Dg minimizza sull’inchiesta di usura bancaria
 
Da parte sua Francesco Maiolini, intervistato da Live Sicilia, prova a gettare acqua sul fuoco sulla vicenda che lo vede indagato per usura bancaria. "Partiamo dall'origine del problema. Esiste una indagine della Procura di Palermo per usura bancaria. Il termine usura è odioso e quindi è bene chiarire di cosa parliamo. In questo caso ci riferiamo ad un rapporto di conto corrente di modestissima entità e di cui i vertici della Banca, compreso io, hanno conosciuto l'esistenza solo al ricevimento dell'avviso di garanzia, trattandosi di un rapporto bancario di competenza della filiale. Aggiungo che per la stessa questione di diritto - la pretesa disapplicazione di un regolamento della Banca d'Italia che escludeva le commissioni di massimo scoperto dal calcolo del tasso soglia usura - abbiamo già avuto in Banca Nuova pochi mesi fa un'archiviazione a Trapani e che sulle stesse fattispecie sono state interessate quasi tutte le banche italiane ed i relativi dirigenti ed amministratori”. A dirci come stanno effettivamente le cose, dopo la richiesta di astensione di Sergio Lari, accettata dal Procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato, sarà il procuratore aggiunto Domenico Gozzo che ha già firmato i primi atti istruttori. Il coordinamento è passato al procuratore di Catania Giovanni Salvi.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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