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Domanda di credito dalle imprese. In Sicilia si registra calo del -1%
di Liliana Rosano

I dati, diffusi dal Crif (Istituto sulle informazioni creditizie), si riferiscono all’anno appena concluso. Trend nazionale in controtendenza: registrato incremento del +1,8%

Tags: Credito, Imprese



PALERMO - Le imprese siciliane non si sottraggono alla crisi che attraversa tutti i settori e non esclude nessuno.
Secondo l’ultima rilevazione del  Crif, l’Istituto sulle informazioni creditizie, nel corso dell’intero anno 2012 appena concluso, la domanda di credito da parte delle imprese italiane (in termini di numero di finanziamenti richiesti, analizzati sulla base delle anagrafiche riconducibili sia a imprese individuali sia a società di persone e capitali) ha fatto segnare complessivamente un +1,8% rispetto all’anno precedente, a parità di giorni lavorativi, nonostante la chiusura negativa registrata nel mese di dicembre (-3%). 
 
Ma il dato siciliano non conferma questo trend visto che le imprese dell’Isola hanno chiuso il 2012 con una domanda di credito che rispetto al 2011 è diminuita dell’1 per cento. In Italia soltanto tre regioni (Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Lazio) sono contrassegnate dal segno negativo rispetto alla domanda di credito delle imprese mentre negli altri casi si parla di una crescita in positivo passando da un +17 per cento in regioni come la Sardegna o un + 11 per cento in Emilia Romagna.
Il barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese italiane, è stato elaborato sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 8 milioni di posizioni creditizie attribuite a utenti business.

Analizzando l’andamento del numero di finanziamenti richiesti a partire da gennaio 2009, si può meglio comprendere la dinamica in atto da quando la crisi economica ha cominciato a far sentire i suoi effetti sulle imprese italiane.
Il calo registrato a dicembre riporta un segno negativo dopo che dallo scorso mese di marzo 2012 i valori non erano mai scesi in rosso rispetto ai corrispondenti mesi del 2011. Se si suddivide la domanda di credito tra imprese individuali e società, il trend risulta sostanzialmente speculare nel corso dell’intero 2012 con la differenza significativa proprio dell’ultima rilevazione mensile di dicembre in cui le Imprese Individuali hanno fatto registrare un decremento molto marcato (-9% rispetto al corrispondente mese del 2011) rispetto alle società che, pur in calo rispetto ai mesi precedenti, si hanno mantenuto un segno positivo (+2%).
Analizzando la domanda di credito da parte delle imprese in funzione dell’importo, dal Barometro CRIF emerge che nel 2012 oltre il 32,2% delle richieste si è concentrato nella fascia fino a 5.000 euro (nel 2011 in questa classe si collocava il 37% delle richieste), seguite da quelle comprese tra 20 e 50.000 euro (21,3% del totale, erano pari al 19,9% nel 2011) e da quelle oltre i 50.000 euro (17,9% nel 2012, erano il 17,4% nel 2011).

Quindi, nel complesso, negli ultimi 12 mesi si è registrato uno spostamento verso le classi di importo richiesto più consistenti.
Relativamente all’importo medio dei finanziamenti complessivamente richiesti, però, il 2012 evidenzia un lieve calo (-0,8%) rispetto all’anno precedente, assestandosi a 53.621 euro contro i 54.023 euro del 2011 in virtù del maggior peso della fascia di importo più contenuto.

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’importo medio dei finanziamenti richiesti dalle ditte individuali è stato pari a 31.200 euro (in crescita del +2,5% rispetto al 2011) contro una media di 69.325 euro richiesti dalle società (-1,2% rispetto all’anno precedente).
 

 
2012, anno nero per la domanda di credito delle famiglie
 
Secondo il Crif, l'Istituto specializzato nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie, il 2012 è stato “l'anno nero per la domanda di credito delle famiglie”. Questa affermazione è giustificata dal fatto che la richiesta di mutui è scesa del 42% rispetto al 2011, mentre quella di prestiti è calata del 4%. “Facendo riferimento al 2008, quindi prima che la congiuntura economica negativa si consolidasse, emerge una diminuzione complessiva del 18%”, aggiungono gli esperti. Rispetto al 2010 e al 2009 la richiesta di mutui è invece diminuita del 53%, mentre nel confronto con il 2008 la variazione è pari a -49%.
A guardare i dati relativi ai singoli mesi, però, forse si accende una piccola speranza. Dicembre si è infatti chiuso con un calo del 27% per le richieste di mutui, confermando il trend di rallentamento degli ultimi tre mesi: dopo il -43% di settembre si è infatti registrato -40% in ottobre e -32% in novembre.
La dinamica registrata nel corso dell’intero 2012 conferma una sostanziale debolezza derivante dalla fragilità dei bilanci familiari, condizionati dalla crescita del tasso di inflazione, da livelli di disoccupazione in preoccupante aumento e dalla perdurante incertezza sulle prospettive di ripresa dell'economia che hanno determinato scelte di ricorso al credito molto caute, sia per quanto riguarda i mutui sia per i prestiti.

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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