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Quotidiano di Sicilia

Al Sud la crisi finanziaria incide sul reddito medio delle imprese
di Andrea Carlino

È quanto emerge dalle statistiche sulle dichiarazioni Ires e Irap relative all’anno di importa 2010 diffuse dal MEF. In Sicilia ci sono 63.274 società di capitali. L’86,6% di queste è a responsabilità limitata

Tags: Economia, Imprese



PALERMO - Nel 2010 il reddito medio dichiarato dalle società, pari a 234.290 euro, subisce un decremento dell’8,8% rispetto a quello relativo all’anno d’imposta 2009. Pesa la crisi che ha investito il settore finanziario.
È quanto emerge dalle statistiche sulle dichiarazioni Ires ed Irap relative all’anno d’imposta 2010 e presentate nel corso degli anni 2011 e 2012 e diffuse dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.

Le società di capitali (63.274 in Sicilia) rivestono in massima parte (86,6%) la natura giuridica di società a responsabilità limitata. Le società in situazione di fallimento, liquidazione o estinte aumentano, ma in misura molto più contenuta rispetto a quanto si era registrato nell’anno precedente (+3,1% contro un +18,5% del 2009) mantenendo comunque una numerosità elevata (circa 107 mila società, pari a circa il 10% del totale).

Il 61,2% dei soggetti dichiara un reddito d’impresa rilevante ai fini fiscali, con un incremento di più di 3 punti percentuali rispetto al 57,9% del 2009, mentre il 33,7% dichiara una perdita (era il 37% nel 2009), andamento spiegato dalla temporanea ripresa economica. Il reddito d’impresa (155,1 miliardi di euro in totale, -1,3% rispetto al 2009) si conferma fortemente concentrato nelle regioni del centro e del nord: nel Sud e nelle isole viene dichiarato solo l’8,8% del reddito d’impresa totale.

L’Irap dichiarata per l’anno 2010 è stata pari a 32,5 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2009), con un valore medio pari a 10.078 euro. Il totale del valore della produzione dichiarato ammonta invece a 670 miliardi di euro (+2,1% rispetto al 2009), di cui il 62% è prodotto dalle società di capitali. La base imponibile totale risulta pari a 668 miliardi di euro con un incremento rispetto al 2009 del 2%, “in linea con la ripresa economica” riferita a quell’anno di imposta.

Le società di capitali hanno dichiarato un imponibile di 125,5 miliardi di euro, con una lieve contrazione (-0,8%) rispetto a 126,5 miliardi di euro nel 2009; l’anno precedente la contrazione era stata molto più evidente (circa -8%). Se si analizza distintamente l’imponibile dichiarato nel modello Unico (relativo alle società singole) e quello dichiarato nel modello Consolidato, emerge che le società che liquidano in regime ordinario hanno avuto una crescita dell’imponibile del 6,4% rispetto al 2009, ma nonostante tale incremento non si ritorna ai valori del 2008; i settori con crescita maggiore sono il “manifatturiero” (+9,4%) e il “commerciale” (+13,4%). Per quanto riguarda l’imponibile del consolidato si assiste ad una contrazione dell’11,5% rispetto al 2009, concentrata nel settore “finanziario”. Nel 2010 il 51% delle società di capitali ha dichiarato un’imposta (49,2% nel 2009), mentre il rimanente 49% non ha dichiarato un’imposta o ha un credito.

Le imprese di maggiori dimensioni (con oltre 50 milioni di volume d’affari) dichiarano oltre la metà dell’imposta netta.
La distribuzione per attività economica della base imponibile totale, inclusa la P.A. che svolge “attività istituzionale”, evidenzia che, trascurando l’attività “Amministrazione pubblica”, circa il 48% della base imponibile è generato da quattro settori: “manifatturiero” (21%), “commercio” (12%), “attività finanziarie” (10%), “costruzioni”(6%). Rispetto all’anno precedente si assiste ad una generale ripresa della base imponibile in quasi tutti i settori economici, in particolare il settore manifatturiero (+11%) ed il commercio (+5%). Di converso il settore finanziario presenta un decremento dell’11% (in controtendenza rispetto all’anno precedente) ed il settore delle costruzioni continua ad avere una contrazione (-2,1%).

L’imposta dichiarata per l’anno 2010 è stata pari a 32,5 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2009), con un valore medio pari a 10.078 euro. L’incremento è più accentuato nelle società di capitali (+3,3%) che rappresentano il 56% dell’imposta totale, mentre è più contenuto nelle società di persone (+0,6%) e negli enti non commerciali privati (+1,7%); nelle persone fisiche invece si registra una riduzione dell’1,9%. La distribuzione territoriale sulla base del luogo in cui è svolta l’attività produttiva evidenzia che il 54% dell’imposta è prodotta al Nord e il 16% al Sud, in linea con l’andamento dell’anno precedente.
In Sicilia i contribuenti che pagano l’imposta sono 179.083 con 635.050 di tasse pagate (3,55 di imposta media per contribuente).

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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