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Governo assente, Ardizzone “esplode”
di Raffaella Pessina

Per la Commissione Ars il Dpef carente di programmazione per la portualità. Il presidente Ars: “Manca il rispetto verso l’Assemblea”

Tags: Dpef, Ars, Giovanni Ardizzone



PALERMO - È proseguito ieri l’esame del Dpef (documento di programmazione economico finanziaria) in Aula a Palazzo dei Normanni. Duro il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone in merito all’assenteismo. “L’assenza degli assessori regionali dai lavori parlamentari – ha detto Ardizzone è una mancanza di rispetto verso l’Assemblea”. Ed ha ammonito i componenti della giunta regionale, dietro segnalazione di diversi parlamentari, tra cui il grillino Giovanni Trizzino, presidente della Commissione Ambiente e Vincenzo Vinciullo.

“In merito all’esame del Dpef - ha proseguito Ardizzone - la commissione di competenza ha rilevato che il documento è carente di programmazione in materia di porti turistici, si pregano dunque gli assessori, in particolare uno di essi che non partecipa mai ai lavori parlamentari, di non perpetuare la sua assenza, gli chiediamo rispetto per il dibattito che si svolge e del lavoro delle commissioni”. Ma Ardizzone era intervenuto ilgiorno precedente anche in merito alle assenze dei parlamentari con il sistema del doppio tesserino magnetico. ”Il Consiglio di presidenza – ha detto il Presidente -  si riunirà per accertare anomalie e scorrettezze sull’uso dei tesserini magnetici che all’atto non mi risulta vi siano state. Non è consentita - ha aggiunto Ardizzone - la decurtazione della diaria dei deputati, anche se decidono di non prendere parte ai lavori parlamentari”. Per Ardizzone la diaria non è decurtabile ai fini disciplinari. “Occorre distinguere la presenza a fini amministrativi e quella per le votazioni - ha spiegato - il primo tipo consente di evitare la decurtazione, anche se il parlamentare non prende parte a votazione, questo perchè lo prevedono la Costituzione e lo statuto e i deputati sono liberi di astenersi per motivi politici”.

 Tornando a parlare del documento finanziario, questo è stato criticato in Aula da Marco Falcone e da Santi Formica che hanno dichiarato che a fronte dei buoni propositi fatti dal presidente della Regione Crocetta, speravano di poter esaminare con calma nelle commissioni di merito i vari aspetti per avanzare proposte, invece questo non è accaduto perchè è stato licenziato frettolosamente ed hanno giudicato il documento carente di vera programmazione.

Martedì si era svolta la relazione del Dpef del presidente della commissione Bilancio Nino Dina. Gli impegni di spesa per il 2013 e 2014 saranno di oltre 5 miliardi di euro l’anno. “I segnali per raggiungere l’obiettivo dell’aggiustamento dei conti pubblici e dell’economia siciliana sono poco incoraggianti - ha detto Dina - per il riequilibrio finanziario necessita una rigorosa politica di bilancio”. E’ fondamentale “un programma di interventi concordati con lo Stato per il contenimento della spesa corrente in favore della spesa in conto capitale, occorre inoltre un miglioramento in direzione dell’efficacia della riscossione fiscale, la verifica del censimento degli immobili della Regione, il riordino delle partecipate con l’obiettivo del rilancio e della produttività, la valorizzazione capitale umano nella pubblica amministrazione”.
 

Articolo pubblicato il 24 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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