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Nel Dpef 2013/17 tagli solo per 900 milioni di euro
di Raffaella Pessina

I lavori di Sala d’Ercole rinviati a martedì della prossima settimana. Eliminazione dal bilancio di voci di entrata poco credibili

Tags: Dpef, Ars, Giovanni Ardizzone



PALERMO - I lavori dell’Assemblea regionale sono stati rinviati a martedì della prossima settimana con la prosecuzione della discussione del DPEF (documento di programmazione economico finanziaria) per gli anni 2013/2017.
All’ordine del giorno vi saranno anche le comunicazioni del Presidente Ardizzone sulla costituzione della Commissione parlamentare antimafia.

Nel suo intervento Bianchi ha rivendicato gli aspetti di un documento economico caratterizzato dalla “trasparenza dei dati e dalla loro attendibilità, primo segno di discontinuità rispetto al passato”.
Qualificante la revisione e riqualificazione dei conti pubblici, eliminando voci di entrata “poco credibili” nel bilancio di cui nel 2013 è previsto il pareggio, “tenendo conto della riduzione dei trasferimenti di finanza pubblica” e individuando i tavoli nazionali in cui discutere la revisione del patto di stabilità, l'adesione al patto di stabilità verticale che permetterà di cedere spazi di spesa ai comuni da parte della Regione, “in cambio di risorse che provengono dallo Stato”.

“Ci stupiamo -ha detto Bianchi - che negli scorsi anni la Regione non abbia aderito al patto di stabilità verticale”.  Secondo l'ordinamento contabile, è scritto nel DPEF, tutte le entrate a destinazione vincolata devono trovare corrispondenza negli specifici interventi di spesa: la lenta attivazione di tali interventi ha causato negli anni il formarsi di una ingente mole di avanzo finanziario, quantificato al primo gennaio 2011 in 9.624 milioni di euro.

Fra tali entrate è ricompreso il Fondo di solidarietà nazionale, quale contributo dello Stato spettante alla Regione siciliana in base all'art. 38 dello Statuto. Complessivamente quindi per risparmiare il nuovo governo opererà tagli per un importo pari a circa 900 milioni di euro per il 2013.

Operativamente tale attività si concentrerà sulle procedure di acquisto centralizzato e sul contenimento delle spese, sempre come riporta il documento finanziario, rispetto a parametri uniformi per utenze, software, hardware, materiali di consumo, manutenzioni, affitti, auto e strumenti in uso all'Amministrazione.

L'intero processo verrà esteso anche alle partecipate, rivedendo i contratti di servizio non allineati agli standard.
La terza parte del documento illustra il processo di aggiustamento strutturale dell'economia e della finanza siciliane, che il governo intende perseguire: contenimento della spesa corrente in favore di quella in conto capitale; riduzione dei costi di funzionamento in favore della spesa per i servizi; miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia nella riscossione delle entrate; miglioramento nella gestione dei residui; revisione dei meccanismi di spesa e riduzione dei costi del personale del settore pubblico allargato; revisione dei regimi tariffari, dei canoni e dei procedimenti di riscossione; razionalizzazione dei consumi intermedi, attraverso il sistema delle centrali uniche per gli acquisti della Regione, degli enti locali e della sanità; verifica del censimento degli immobili, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, anche attraverso un rafforzamento della collaborazione con la Cassa depositi e prestiti; riordino delle società partecipate, con l'obiettivo del rilancio della loro produttività; introduzione di strumenti di valorizzazione del capitale umano all'interno della pubblica amministrazione regionale.

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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