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Trapani - Scioglimento per la Megaservice
di Alessandro Accardo Palumbo

Per la società una gestione antieconomica, con ripercussioni negative sul bilancio dell’Ente. Richiesta trasmessa dal commissario Giammanco al Consiglio provinciale

Tags: Trapani, Megaservice



TRAPANI – Chiesto lo scioglimento e la messa in liquidazione della Megaservice Spa, società partecipata al 100% dalla Provincia a causa delle continue perdite (1 milione 853 mila 410 euro al 31 ottobre 2012). A proporre la deliberazione al Consiglio provinciale è stata, nei giorni scorsi, il Commissario straordinario dell’Ente, Luciana Giammanco. L’origine della richiesta deriva dall’assemblea straordinaria (ai sensi del 4° comma dell’art. 2484 del Codice civile) e dal parere favorevole, già espresso, dal Collegio dei revisori dei conti.

In pratica, la Giammanco, ha assunto le risultanze dell’assemblea straordinaria della Spa. In tale riunione è stato deliberato di prendere atto dell’impossibilità del socio unico di procedere, alla data odierna, al ripianamento delle perdite. I passivi di bilancio sono stati illustrati dal presidente della Megaservice, Girolamo Signorello, ma lo scioglimento e la liquidazione della società sono tuttavia subordinati a una condizione sospensiva. Prima è, infatti, necessario che l’Assise provinciale si pronunci in merito. E la decisione deve autorizzare la procedura entro la vigente sessione dei lavori consiliari, e cioè, entro il trenta gennaio. Qualora non si deliberasse in tempo la proposta diverrebbe inefficace. L’assemblea straordinaria ha pure previsto la nomina, qualora lo scioglimento e la messa in liquidazione della società divenissero efficaci, di un Collegio di liquidatori, composto da due membri. A farne parte sono stati nominati, con efficacia differita al momento dell’effettivo scioglimento e liquidazione, Pietro Bruno e Giuseppe Mazzeo.

È stato deciso, altresì, di dare mandato al Collegio liquidatore, sempre nell’ipotesi prima citata, come si legge nell’atto emanato dall’assemblea straordinaria “di proporre, prioritariamente, ai creditori della società un concordato preventivo; di raccomandare caldamente, all’organo amministrativo di non porre in essere alcun atto pregiudizievole per gli interessi dell’Ente socio unico, ai sensi dell'art. 2486 del Codice civile”.

Un’apposita relazione, redatta dai dirigenti del 1° e 3° settore su richiesta della Giammanco, infine, evidenzia che “lo scioglimento della Megaservice risulta obbligata, al fine di evitare il protrarsi di una gestione antieconomica, con serie ripercussioni negative sugli equilibri di bilancio dell’Ente”.


Conclusione inevitabile. Un pozzo senza fondo costituito nel giugno del 2004

TRAPANI – La Megaservice fu costituita nel giugno del 2004 per la gestione e la manutenzione di riserve naturali, strutture turistiche, culturali e sportive. Nacque per collocare il personale a tempo indeterminato – che faceva parte della Imam di Castelvetrano in seguito alla chiusura dell’azienda – ponendolo a carico delle casse provinciali.
“I numeri – ricordava nel 2007 l’assessore provinciale alle Società partecipate, Giuseppe Poma – parlano chiaramente di una società in netta ripresa, che fino al marzo del 2006 era sull’orlo della liquidazione e che oggi può, legittimamente, nutrire ottimistiche previsioni di future assunzioni”.
Previsioni errate e protrattesi con le giunte guidate da D’Alì prima e da Turano poi. Buchi di milioni di euro stratificatisi negli anni per un semplice motivo: la partecipata (passata negli anni da 84 a 72 dipendenti), costa, anno per anno, più di quanto riesce a incassare.

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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