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Quotidiano di Sicilia

Una poltrona per quattro. Scatta la corsa al Rettorato
di Desirée Miranda

Ufficialmente in pista Giuseppe Vecchio, Giacomo Pignataro, Vittorio Calabrese ed Enrico Iachello. Il 28 si chiudono le candidature. Gli obiettivi principali degli aspiranti

Tags: Unict, Università, Giuseppe Vecchio, Giacomo Pignataro, Vittorio Calabrese, Enrico Iachello



CATANIA - È quasi tutto pronto per potere ufficializzare la corsa per la scelta del nuovo rettore che guiderà l’Università degli studi di Catania nel sessennio 2013/14 - 2018/19. Come comunicato dal decano Mario Marino, infatti, le sottoscrizioni a sostegno delle proposte di candidatura potranno essere apposte nella pagina web dell’ufficio elettorale alla voce Elezioni del Rettore, dai docenti aventi diritto al voto, entro e non oltre le ore 18 del 28 Gennaio 2013. Dopo tale data, dunque, i quattro aspiranti rettori Giuseppe Vecchio, direttore del Dipartimento di Scienze politiche, Vittorio Calabrese, ordinario di biochimica clinica, Enrico Iachello, past preside della Facoltà di Lettere e filosofia e componente del Consiglio di amministrazione dell’università catanese e Giacomo Pignataro, già preside della Scuola superiore e docente di scienza delle finanze, saranno ufficialmente candidati alla carica. L’elezioni si terranno poi il prossimo giovedì 21 febbraio dalle 9 alle 19.
Pronti anche i programmi dei candidati che si propongono per ricoprire la carica a cui abbiamo chiesto i tre obiettivi primari una volta eletti.

“Migliorare la posizione dell’ateneo nel sistema nazionale da cui dipende il futuro perché collegato al sistema dei finanziamenti e ad alcune altre attività come i dottorati o le lauree magistrali” è una delle priorità di Giacomo Pignataro. “Bisogna lavorare per progetti e obiettivi scientifici precisi, aumentandone numero e qualità per attrarre nuove risorse”, specifica. Vorrebbe poi concentrare l’attenzione sull’orientamento internazionale sul piano della formazione, del management e della didattica e rivedere la carta statutaria approvata nel luglio del 2011. “C’è troppa concentrazione di potere nelle mani di pochi, il rettore in particolare, inoltre, l’azione amministrativa è troppo accentrata, bisogna dare maggiore autonomia ai dipartimenti”, aggiunge.
E la modifica dello statuto “per precisare i modelli di partecipazione che devono essere più rappresentativi” è anche tra le tre priorità del professore Pippo Vecchio. Importantissimo, poi, secondo il professore, “avere un atto di indirizzo che riorganizzi l’amministrazione dei centri dipartimentali e quindi aggiungere alla figura del direttore di dipartimento, quella di direttore amministrativo di dipartimento”. In terzo luogo, l’attenzione del possibile rettore Vecchio, si focalizzerà sul potenziamento della didattica e della ricerca. “Serve una migliore organizzazione per rispondere meglio alla domanda”.

Tre priorità anche per i candidati Enrico Iachello e Vittorio Calabrese. Il primo vede in qualità e meritocrazia le chiavi per uscire dalla crisi che ha portato a scelte rigorose. “Ogni graduatoria deve essere legata al merito e alla produttività nella ricerca”, sostiene. Occorre inoltre aumentare la qualità del servizio offerto alla comunità accademica e nello stesso tempo “rinsaldare il legame con il territorio, perché lavorando insieme, facendo sì che l’Università metta a disposizione i suoi saperi per migliorare la città, si esce prima dalla crisi”, conclude così Iachello.

“Condivisione, progettualità e trasparenza”, sono, infine, le priorità del professore Vittorio Calabrese. “Serve un rilancio su base meritocratica e aprire l’Università a standard internazionali. Ma anche considerare il diritto allo studio il punto di forza per rilanciare il nostro prestigio e valorizzare la ricerca. In fine l’innovazione tecnologica per il personale tecnico amministrativo”, afferma. 

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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