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Catania - Aligrup: ceduti 5 punti vendita a Conad, salve “soltanto” 58 famiglie
di Antonio Leo

Frenata per le trattative con il Gruppo Re Leone, ma si attendono nuovi sviluppi

Tags: Catania, Aligrup, Conad



CATANIA – Altri cinque punti vendita Aligrup sono stati ceduti. Dovrebbe essere una bella notizia, ma c’è ben poco da festeggiare. Cinquantotto famiglie potranno tornare a una vita normale, insieme con gli altri circa 140 dipendenti che nel dicembre scorso erano stati assunti da Arena, ma la stragrande maggioranza dei lavoratori vede sempre più vicino lo spettro del fallimento. Il Gruppo Conad ha rivelato gli esercizi di via Lessona e via Verona a Catania, Randazzo, Mascali e Pachino.
 
L’accordo è stato raggiunto, dopo tante difficoltà e una serie di riunioni fiume con i sindacati. Quest’ultimi, alla fine, pur di portare a casa un risultato positivo hanno dovuto cedere di fronte alle pretese dell’azienda acquirente. “L’accordo – ha dichiarato Paolo Magrì, segretario provinciale di Cisal - prevede alcune deroghe all’art. 2112, in quanto l’Aligrup si trova in un conclamato stato di crisi. Sicuramente non possiamo cantare vittoria perché vengono allocate solo 58 unità lavorative e ancora ne restano fuori circa 1.400”. Come se non bastasse, la giornata di ieri è stata funestata da una serie di brutte notizie.
 
Da un parte si è registrata una frenata di Re Leone che, per quanto ancora interessata a una manciata di punti vendita, ha rinviato la conclusione delle trattative (che riguardano 75 impiegati). Dall’altra Conad ha rinunciato ad acquisire Le Ginestre in quanto sono sorti dei problemi legati alle licenze. Completa il quadro a tinte fosche, dipinto sulla pelle delle famiglie, la mancata firma per la Cassa Integrazione da parte del Ministero del Lavoro e la Regione, dopo i proclami dei giorni scorsi, latita. Le parti sociali, comunque, hanno chiesto un incontro con l’Inps per accelerare i tempi.

GLI ULTIMI - Tra i dipendenti Aligrup ce ne sono alcuni che, quasi per una cinica legge del contrappasso, sono passati dai primi posti della scala gerarchica dell’azienda agli ultimi. Adesso sono “infungibili”, almeno così li avrebbero definiti, stando a quanto dichiarato da Paolo Magrì, dalle parti di San Giovanni La Punta.
“Ci sono stati degli atti discriminatori – ha detto Magrì - nei confronti dei lavoratori, in quanto ci sono alcuni che sono stati dichiarati infungibili dall’azienda e che attualmente sono fuori sia dalla previsione della Cassa Integrazione che dallo stipendio. Si tratta del personale di sede che sta lavorando per la cessione dei punti vendita, nonostante resta fuori dalla possibilità di entrare nelle trattative e dunque di essere assunto”.
“Avevo chiesto a Conad – ha continuato Magrì - di assorbire anche questi dipendenti, visto che apriranno nuovi centri e la loro amministrazione potrebbe avere bisogno di nuovi innesti, ma mi hanno risposto negativamente. Ci hanno riferito che già si stanno caricando il 30% del personale in più rispetto a quello che gli serve”.

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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