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Il Palazzo respinge la trasparenza
di Antonio Leo

Incarichi esterni e indennità di amministratori presenti a macchia di leopardo. Tracciabilità dei procedimenti inesistente, Nessun Comune della Sicilia rispetta le leggi su atti e servizi on-line

Tags: Trasparenza, Internet, Enti Locali, Web



PALERMO - La trasparenza è uno stato della mente. Bisognerebbe partire da questo assunto per innescare una vera e propria rivoluzione nel campo della Pubblica amministrazione, al di là delle leggi. Eppure, amministratori poco lungimiranti hanno bisogno del pungolo della coercizione, dei provvedimenti stringenti, delle sanzioni incombenti per rendere il Palazzo che abitano a spese dei cittadini sempre più “trasparente”. La normativa esiste e soprattutto negli ultimi anni ha tracciato una strada ben precisa. Abbiamo voluto fare una distinzione tra due tipi di rapporto tra i cittadini e le amministrazioni, cioè tra la trasparenza “statica” e quella “dinamica”. Non si può accettare che all’epoca del web 3.0 possa bastare pubblicare atti “una tantum”, ma è necessario instaurare un dialogo diretto e tempestivo con il cittadino. (continua)

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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