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Dpef all’Ars: terza volta senza il numero legale
di Raffaella Pessina

Assessore Bianchi: “Non mi aspettavo strumentalizzazioni del genere”. Il M5S, guidato da Cancelleri, è uscito dall’Aula

Tags: Dpef, Ars



PALERMO - Il Dpef in cambio della nullità del Muos (sistema di comunicazioni satellitari). Queste sono le condizioni che il Movimento 5 stelle pone al governo regionale. Giampiero Trizzino, che è anche presidente della Commissione territorio e ambiente all’Ars, dichiara che “la questione della pericolosità del Muos può ascriversi in uno di quei casi di assoluta urgenza per i quali il presidente della Regione può esercitare il potere di annullamento su un atto di un dirigente per vizi di illegittimità, il presidente può dunque revocarlo”. Ma Crocetta ieri in tarda serata ha ribadito che si stanno aspettando i termini per revocare definitivamente le autorizzazioni, per il momento gli americani hanno 30 giorni di tempo”.

In caso contrario i deputati Grillini negheranno il voto sul Dpef. Già nella prima seduta d’Aula durante la quale si era aperta la discussione sul documento di Programmazione economico finanziaria il capogruppo del M5S Giancarlo Cancelleri aveva dichiarato che tutti i componenti del gruppo non avrebbero votato il Documento finanziario anzi sarebbero usciti dall’Aula. E così per tre volte è mancato il numero legale al momento della votazione, grazie anche all’assenza di altri deputati sia di maggioranza che di opposizione. “Fino a oggi non era mai accaduto che il governo non avesse la maggioranza in Aula sul Dpef - ha detto il capogruppo di Lista Musumeci Santi Formica - non oso pensare ciò che accadrà sul bilancio e sulla finanziaria.
 
L’assessore alla Sanità Lucia Borsellino ha detto di essere sempre stata presente e che il problema riguarda la politica e non il documento. Dello stesso parere l’assessore all’economia Bianchi : “Su un passaggio così importante non mi aspettavo simili strumentalizzazioni, soprattutto da chi, come i Grillini, aveva dato il suo appoggio al provvedimento in commissione”.
 
Il capogruppo del Pdl Francesco Scoma ha detto che “Nonostante la campagna acquisti di riparazione, che il presidente Crocetta tiene a gennaio così come per il calcio, per la terza volta, questo governo non riesce ad avere un numero legale in Aula. Il gruppo Partito dei siciliani invita il presidente Crocetta, a prendere atto del fallimento della sua strategia della transumanza, e a venire in Aula a “presentare un vero Dpef” e il vice capogruppo del Partito dei siciliani-Mpa all’Ars, Vincenzo Figuccia ha chiesto di chiudere l’Ars fino a dopo le elezioni politiche. “Piuttosto che vivacchiare sino al voto”.

Toto Cordaro, capogruppo Cantiere popolare all’Ars, invita Crocetta a “fare meno campagna elettorale e ad occuparsi di più della Regione e dei suoi problemi, magari iniziando dalla sua maggioranza, oggi ancora inesistente”. All’alleanza con il Pid Cordaro dice che Crocetta ha preferito i Grillini, che adesso fanno il bello ed il cattivo tempo tenendo in stallo la situazione politica e istituzionale. E, come annunciato nei giorni scorsi, un nuovo movimento guidato dall’ex ministro Toto Cardinale appoggerà il governo Crocetta e sarà composto prevalentemente dai parlamentari del movimento Territorio e dei fuoriusciti di Grande Sud che non hanno seguito il leader di Gianfranco Miccichè’ nella coalizione di centrodestra con la Lega Nord.
 
Del movimento che si chiamerà “Democratici popolari riformisti” e a breve costituirà un gruppo parlamentare all’Ars, faranno parte i parlamentari ex Territorio Alice Anselmo, Marcello Greco, Gianfranco Vullo e Salvatore Lo Giudice, ma anche Giuseppe Picciolo (Pds-Mpa) e Edi Tamajo ex di Grande Sud. A loro potrebbero unirsi anche Michele Cimino, Riccardo Savona e Marco Forzese, che ha da poco lasciato l’Udc per confluire nel gruppo della Lista Crocetta.

Intanto la Giunta regionale ha revocato le delibere con cui il precedente governo di Raffaele Lombardo aveva conferito mandato agli avvocati per la difesa in cause per diffamazione intentate dall’ex governatore contro alcuni giornali, come Repubblica e il Foglio. “Con atto di revoca -ha detto il capo della segreteria tecnica del presidente Crocetta Stefano Polizzotto, incontrando i giornalisti a Palazzo D’Orleans- disconosciamo quelle delibere, per cui non vogliamo più rispondere a questi atti”.

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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