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Se non fallisci non innovi abbastanza
di Carlo Alberto Tregua

Tags: Innovazione, Sviluppo, Economia



L’innovazione è alla base della crescita del genere umano fin da quando l’uomo si è eretto su due gambe. I conservatori, quelli che vogliono mantenere le rendite di posizione, i pigri sono contrari all’evoluzione della specie e al miglioramento del tenore di vita.
Per innovare, bisogna provare e riprovare senza arrendersi mai, di fronte agli ostacoli e alle difficoltà che si incontrano. C’è gente che della negazione fa un uso corrente. Dice sempre no per non assumere responsabilità, consapevole che chi non fa,  non sbaglia. E invece, è necessario sbagliare e persino fallire, perché senza errori o fallimenti non c’è progresso, non c’è innovazione.
C’è un comune mal sentire dell’errore. Quando una persona è di fronte a un dilemma e deve trovare una soluzione per uno dei due corni può avere diverse opzioni, ne sceglie una e sbaglia. L’errore ci sta. Caso diverso è quando si commette un errore senza riflettere.  

E già, è proprio la riflessione, è proprio la ponderazione la madre delle soluzioni. Chi sbaglia senza pensare non ha alcun alibi, tanto che spesso sentiamo dire: “Accidenti, non ci ho pensato”. E, invece, poteva e doveva pensarci. Quindi, il comportamento della persona normale dovrebbe essere quello di avere consapevolezza che nel cammino di tutti i giorni si incontrano cavalli di Frisia, per superare i quali occorre sagacia, intelligenza e tenacia.
Pane e tenacia sono gli ingredienti di chi va avanti e di chi innova. Naturalmente agganciati al Dream, cioè al sogno. Il quale non È qualcosa di irreale, ma per molti innovatori è stata una raffigurazione di ciò che non c’era ed anche il vedere prima ciò che ci sarebbe stato. L’insieme di sognatori, non coloro che volano alto senza alcuna concretezza, si può chiamare Dream team.
L’innovazione è un’attività normale che spesso porta all’invenzione, una forma più accentuata della prima. Quando Marconi intuì che le onde hertziane potevano essere trasmesse nell’etere e vincere la rotondità della terra non aveva ancora realizzato la sua invenzione. Solo quando unì le antenne fra Poldhu (Cornovaglia) e l’Isola di Terranova si accorse che il suo sogno si era realizzato.
 
Tutti conoscono Facebook, Google, Twitter, ma pochi conoscono Pinterest. Un sito web che ha ben venti milioni di visitatori. Pochi sanno che il fondatore è un giovane di trent’anni, laureato in scienze politiche a Yale, che solo qualche anno fa ebbe la visione di creare una sorta di vetrina per tutti i beni del mondo, appunto Pinterest. Il giovane si chiama Ben Silbermann e, in qualche anno di attività, ha accumulato un patrimonio di oltre cento milioni di dollari partendo da zero.
Questa che abbiamo descritto si chiama oggi start up e chi la interpreta si denomina in gergo startupparo, brutto neologismo che rende l’idea.
Abbiamo voluto citare un imprenditore-inventore come prima di lui ve ne sono stati altri che hanno accumulato, in poco più di una decina d’anni, immensi patrimoni, vedendo prima degli altri ciò che hanno realizzato dopo. Bill Gates con Microsoft, Steve Jobs con Apple, Larry Page e Sergey Brin con Google, Jimmy Donal Wales con Wikipedia, e via enumerando.

Perché scriviamo quanto precede nella collana Etica & Valori? Perché sono proprio i valori di tutti i tempi che spingono l’uomo al di là delle misere soglie della sua pochezza. E l’uomo, dal suo canto, riesce ad elevarsi se fonda la sua azione sull’Etica, quale principio basato su equità e rispetto del prossimo.
La crescita dell’umanità è fondata sui grandi inventori, quelli denominati geni. Ma essa non è la polpa della crescita stessa. é la massa degli uomini normali che fanno ordinariamente il proprio dovere che tiene in movimento la ruota della vita. Un movimento costante che deve essere alimentato dall’energia, dalla voglia di fare, dalla capacità di sacrificio, da tenacia e perseveranza, altri valori da non dimenticare.
Se non fallisci, non innovi abbastanza. È chiaro che si stratta di un’esagerazione, ma spesso essa spinge a capire meglio fatti e circostanze e, soprattutto, a improntare i propri comportamenti verso un’azione costante che spinga a crescere perseguendo l’interesse dell’intera collettività e insubordinare il proprio.

Articolo pubblicato il 05 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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