Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Più tasse, meno servizi e al Sud il welfare va a farsi benedire
di Liliana Rosano

I risultati dell’indagine della Spi-Cgil: nel Mezzogiorno riduzione del -11% delle risorse pubbliche. Forte penalizzazione che va a colpire le fasce più deboli del Paese

Tags: Tasse, Welfare



ROMA - Ancora una volta è il Mezzogiorno a fare le spese della mancanza di fondi per i servizi sociali. Se da un lato il governo ha aumentato le tasse, dall’altro sono diminuiti i servizi. L’ultima indagine della Spi-Cgil lancia un’allarme sulla situazione italiana: le politiche per il welfare I Fondi nazionali per gli interventi sociali hanno perso negli ultimi 5 anni il 75% delle risorse complessivamente stanziate dallo Stato.

Il Fondo per le politiche sociali - che costituisce la principale fonte di finanziamento statale degli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie - ha subito la decurtazione più significativa, passando da una dotazione di 923,3 mln di euro a quella di 69,95 mln.

Il Fondo per la non autosufficienza, la cui dotazione finanziaria nel 2010 era di 400 mln di euro, invece è stato del tutto eliminato dal governo Berlusconi.

Ulteriori decurtazioni di risorse sono state apportate al Fondo per le politiche della famiglia (da 185,3 mln a 31,99 mln) e a quello per le politiche giovanili (da 94,1 mln a 8,18 mln). A livello locale la situazione non migliora. Nei Comuni italiani si è infatti registrata una diminuzione della spesa per i servizi sociali in senso stretto nel 2012 del 3,6%.
Del 6,8% è stata invece la diminuzione di risorse stanziate per il welfare allargato (servizi sociali, istruzione, sport e tempo libero), con punte dell’11% rilevate in diverse zone del Mezzogiorno.

Più contenuta è stata la riduzione a carico delle spese per l’amministrazione generale (auto-amministrazione, costi della politica), che si è attestata al 2,9%. La riduzione delle risorse destinate ai servizi di assistenza non ha portato però ad una diminuzione delle entrate tributarie, che nel 2012 sono aumentate del 9,5%.

Complessivamente il gettito derivante dall’addizionale comunale Irpef è aumentato del 7,8%. Nei Comuni del Mezzogiorno tale aumento è stato del 9,3% mentre in quelli del Centro-nord è stato dell’8,2%.
La tassa sui rifiuti ha mostrato invece aumenti medi pari a circa il 4,2% ma se si considera il quinquennio 2008-2012 il trend supera mediamente il 35%.

Al sud tali aumenti sono stati mediamente del 4,9% mentre al centro-nord del 3,1%.
In termini di spesa a valori costanti nei Comuni italiani nell’ultimo quinquennio la spesa corrente prevista è diminuita del 10,9% mentre le entrate tributarie sono aumentate del 6,7%.

“Ormai siamo davvero all’anno zero del welfare pubblico – ha dichiarato il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone – con un continuo taglio di risorse che sta privando dei servizi di assistenza le fasce più deboli del paese, che in questo modo sono state letteralmente abbandonate al proprio destino”.

“E’ bene che la politica – ha continuato Cantone – si affretti ad intervenire ed è per questo che secondo noi il welfare deve essere messo al centro della campagna elettorale e del programma di governo di tutti i candidati”.
“Nessuno finora ha detto ancora niente in merito – ha concluso il Segretario generale dello Spi – e non vorremmo che si perdesse ancora una volta l’occasione per risolvere una questione che tocca da vicino i bisogni delle persone.

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus