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Palermo - Ok della Fornero al Piano Gesip. Da maggio si rientra in servizio
di Gaspare Ingargiola

Ai dipendenti, in questo modo equiparabili ai lavoratori socialmente utili, un salario di 900 euro al mese. La strategia del Comune prevede Cig per tutto il 2013, esodi e pensionamenti

Tags: Palermo, Gesip



PALERMO – Riduzione del numero dei dipendenti della Gesip attraverso il pensionamento (anzianità, per chi ne ha conseguito i requisiti, e invalidità), proroga della Cassa integrazione fino ad aprile e poi il rientro in servizio a partire dal 2 maggio. Sono questi i punti principali del Piano di salvataggio della Gesip che il Ministero del Lavoro ha approvato ieri nel corso del tavolo tecnico con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il vice sindaco Cesare Lapiana, l’assessore al Bilancio Luciano Abbonato, il segretario generale Fabrizio Dall'Acqua, il liquidatore Gesip Giuseppe Caiozzo e il segretario generale dell'Inps Mauro Nori. Per il Ministero di via Veneto erano presenti Elsa Fornero e il segretario generale Matilde Mancini.

Grande assente la Regione Sicilia, cosa che ha suscitato il “rammarico” del ministro, “considerato il ruolo centrale del governo regionale nell’ambito degli interventi di sostegno al reddito in deroga e delle politiche di riqualificazione dei lavoratori interessati”.

Pronta la replica di Crocetta durante una conferenza stampa all’Ars: “Sono io a essere rammaricato. Abbiamo saputo dell’incontro soltanto la sera prima e non abbiamo fatto in tempo a mandare qualcuno. Abbiamo chiesto di spostare l’incontro ma non è stato possibile. L’assessore Bonafede è stata al telefono con la Fornero per tre quarti d’ora e ha chiesto un contributo straordinario dello Stato per Palermo. Evidentemente i tecnici sono ormai diventati politici”.

Facendo il conto delle risorse attualmente disponibili, il Piano del Comune prevede in pratica che i dipendenti dell’azienda di via Maggiore Toselli trascorrano l’intero 2013 in cassa integrazione: fino a tutto aprile grazie alla Cig in deroga, mentre a partire da maggio rientrerebbero all’interno di un bacino di cassa integrati indennizzati non solo da Palazzo delle Aquile ma anche da Inps e Regione.
 
Ai dipendenti, che diventerebbero in questo modo equiparabili ai lavoratori socialmente utili, verrà corrisposto un salario di 900 euro al mese: all’Inps spetteranno Tfr e contributi, la restante parte sarà a carico del Comune. Reddito pari per tutti, dunque, sia per gli impiegati di più alto livello sia per il personale base. Basterà che i più qualificati lavorino meno ore fino a raggiungere il tetto reddituale previsto. Per quanto riguarda i pensionamenti, coinvolgeranno per il momento circa un centinaio di dipendenti tra quelli che hanno raggiunto il limite di età e quelli che hanno problemi di invalidità. Ma la riduzione dell’organico passerà anche attraverso la mobilità orizzontale fra le altre municipalizzate (anche questa però da ottenere in deroga con un decreto governativo dal momento in cui partirà la società consortile, che ancora non si vede all’orizzonte) e gli esodi incentivati, che riguarderanno 325 lavoratori nel prossimo biennio.

Al termine del tavolo tecnico il ministro Fornero ha “incoraggiato il sindaco a proseguire nella sua azione con particolare attenzione al recupero e al riassorbimento nel medio periodo del maggior numero di lavoratori nel sistema produttivo e non solo con il ricorso a politiche passive”.

Nei prossimi giorni il liquidatore Caiozzo e la Giunta elaboreranno il Piano nel dettaglio. Inoltre, Caiozzo presenterà una nuova istanza di fallimento al Tribunale, allo scopo di salvaguardare il trattamento di fine rapporto.

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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