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Catania - Lungomare di Acicastello, una storica ferita che solo la Regione può sanare
di Desirée Miranda

La Sovrintendenza e il solarium deteriorato: bisognerà rifarlo. Consiglio comunale all’aperto. Acicastello, il litorale spezzato da un lido e i cittadini che vogliono un collegamento

Tags: Catania, Acicastello



Fanno parte dello stesso comune, le loro coste si guardano, sono una accanto all’altra, ma non si sono mai incontrare. Stiamo parlando di Acicastello e Acitrezza separati, dal 1957, tra il lungomare Scardamiano e quello dei ciclopi da un lido balneare: Lido dei ciclopi. Tante sono le battaglie fatte dai cittadini, alcune associazioni locali e movimenti civici per sanare questa situazione “non è possibile che per andare ad Acicastello devo per forza passare dalla nazionale, è pericolosa”, dice Giovanni di Acitrezza. I cittadini del comune di Acicastello vorrebbero dunque una strada alternativa, anche solo da percorrere a piedi o in bicicletta.
 
Una battaglia che si conduce da anni e che già nel 2010 ha promosso e vinto un referendum per chiedere proprio la costruzione di una passerella che congiunghi i due litorali. Il lido è un bene confiscato alla mafia in gestione a privati, i cui interessi in questi anni hanno superato quelli della collettività castellese. La Soprintendenza, poi, ha prima concesso, poi revocato e poi di nuovo concesso le autorizzazioni alla costruzione della passerella di collegamento. Sono tanti i fattori da considerare, infatti, non da meno il giardino del lido e l’impatto sul mare e sugli scogli, già violento in questi anni.
 
Sembra infatti che chi ha gestito il lido non abbia mai provveduto a posizionare un solarium in legno da togliere alla fine di ogni stagione balneare come previsto dalla legge. Come scrive il soprintendente di Catania, Vera Greco, in una lettera pubblica, “il lido dei Ciclopi non ha mai smontato le strutture di sostegno in ferro ubicate sul demanio marittimo, limitandosi all’eliminazione del solo tavolo in legno, e questo ha comportato una corrosione delle strutture in ferro così estesa da alterare pesantemente le caratteristiche materiche e cromatiche della splendida scogliera”. Ragion per cui la conferma dell’autorizzazione della concessione, è alla “tassativa condizione che tutta la struttura di sostegno sia realizzata in pali di legno opportunamente trattati, con esclusione dell’impiego di materiale metallico di qualsiasi tipo”, fanno sapere al comune dalla soprintendenza.
 
Una ulteriore modifica del progetto, dunque, che secondo il sindaco del comune di Acicastello Filippo Drago, comporta una rivalutazione sia dei tempi che dei costi. “Siamo convinti che la tutela della costa e del mare sia importante, ma desso sarà tutto da rifare”. E non si fermano qui le possibilità che l’amministrazione comunale sta mettendo in campo. Dopo il consiglio straordinario all’aperto, proprio sui luoghi del contenzioso, e a cui hanno partecipato molti rappresentanti della società civile, infatti, è stato dato mandato al sindaco di chiedere alla regione siciliana un intervento per la revoca dell’attuale concessione demaniale.
 
Non solo si vuole che la Regione tolga ai privati la gestione di un lido che blocca l’intera collettività per darla direttamente al comune di Acicastello, dovrebbe anche intervenire per la realizzazione del collegamento permanente e fornire le risorse economiche per la riqualificazione. “Ho fatto il mio dovere e avviato la richiesta come mi è stato dato mandato dal consiglio lo scorso sabato”, dice Filippo Drago. “Spero che la Regione possa finalmente intervenire per salvaguardare gli interessi pubblici invece che quelli privati. Bisogna restituire ai cittadini ciò che gli è stato negato per troppo tempo”, conclude il sindaco Drago.

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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