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Catania - Corso dei Martiri, i primi passi e l’ostacolo della baraccopoli
di Melania Tanteri

Iniziano gli interventi nelle aree che dovranno essere riqualificate secondo il progetto-Cucinella. Lo sgombero “soft” richiederà un mese. Solo dopo potranno partire i cantieri

Tags: Catania, Raffaele Stancanelli, Corso Dei Martiri



CATANIA - Potrebbe essere la svolta attesa per oltre cinquant'anni. Si muove infatti qualcosa relativamente a Corso Martiri della Libertà, la ferita aperta negli anni Sessanta e ancora da sanare, che presto potrebbe lasciare il posto al cantiere per la definitiva riqualificazione.

L'amministrazione, di concerto con i privati proprietari delle aree, ha infatti avviato il programma per lo sgombero soft delle cosiddette “fosse”, le voragini prodotte dalla demolizione dell'antico quartiere di San Berillo, da anni divenute un'enorme baraccopoli dove vivono persone in condizioni allarmanti dal punto di vista igienico e sanitario e sicuramente inaccettabili per una città che vuole definirsi civile. Una volta liberate le aree, operazione non certo immediata e che, stando a quanto affermato dall'assessore ai Servizi Sociali, Carlo Pennisi, richiederà almeno un mese, si procederà con l'avvio dei lavori di sbancamento, per preparare il terreno al cantiere.

Un'operazione che vedrà impegnate le forze dei privati, che contribuiranno con circa 20 mila euro, e l'amministrazione che, non potendo contare sui propri mezzi, ha lanciato da tempo, insieme al Centro servizi per il volontariato etneo (Csve) una sottoscrizione per raccogliere fondi per sostenere l’emergenza abitativa (questo il CC per effettuare il versamento: IT 23 i 03359016001000000068519 intestato al Csve, causale: emergenza abitativa).

Prima di procedere con la chiusura delle fosse, l'urgenza è infatti quella di trovare una sistemazione per tutti quelli che vivono nelle baraccopoli di Corso dei Martiri, già censiti dal Comune: si tratta di persone prevalentemente di origine bulgara, di cui 11 minori, e di 12 rumeni, di cui 6 minorenni, spesso lavoratori in nero, finiti nelle “fosse” per avere perso il lavoro o perchè impossibilitati a sostenere un affitto.

“Lo spirito è cercare di coinvolgere anche i catanesi in questa operazione – ha sottolineato Pennisi – in modo da poter sostenere queste persone”.
Nella giornata di giovedì i tecnici dell'Istica – una delle società proprietarie delle aree – hanno preso le misure per consolidare la recinzione, e ieri gli operai hanno iniziato a lavorare.

“Una volta terminata questa fase – aggiunge Pennisi – l’area sarà messa in sicurezza e definitivamente chiusa”. Parallelamente, per evitare nuove occupazioni, saranno realizzate delle pannellature dove verrà esposto il Master Plan realizzato dall’architetto Mario Cucinella: “L’idea, infatti, è quella di minimizzare la ferita – continua l’assessore – e restituire decoro all’area circostante”.

Immediate le reazioni delle opposizioni in Consiglio comunale, che hanno bollato l'operazione come puramente elettorale. In particolare, gli esponenti del Partito democratico e del megafono, hanno parlato di “soliti annunci” da parte del sindaco Stancanelli.

“Anche nel 2005 – hanno evidenziato gli esponenti democratici - Scapagnini alla vigilia del voto appose in varie zone della città qualche cartello e delle recinzioni, spacciando tutto questo per l’avvio di grandi opere pubbliche, salvo poi rivelarsi delle bufale. Lo stesso si prepara a fare Stancanelli con corso Martiri – hanno continuato.

“Pretendiamo di sapere – ha aggiunto Francesco Navarria, esponente del Movimento del presidente Crocetta - quando e quali delle opere previste verranno effettivamente realizzate, augurandoci che non si tratti dell’ennesima trovata pubblicitaria alle porte delle elezioni”.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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