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Casini in Sicilia: “Fermare l’esodo dei giovani”
di Raffaella Pessina

Intanto all’Ars il presidente della Regione ha raggiunto la maggioranza. Stoccata a Crocetta: “Non basta procedere per boutade”

Tags: Ars, Pierferdinando Casini, Rosario Crocetta



PALERMO - Bocce ferme a Palazzo dei Normanni per le elezioni del 24 e 25 febbraio. Le sedute riprenderanno giovedì 28 di questo mese, ma le commissioni continueranno a lavorare perchè in cantiere c’è la finanziaria regionale. Si tratta del Ddl n. 681 che dovrà essere esitato dall’Aula. Nella relazione al documento il Governo spiega che si operano degli aggiornamenti rispetto alle previsioni contenute nel progetto di bilancio della Regione per l’anno finanziario 2013 e per il   triennio 2013-2015.

Viene prevista una diminuzione degli stanziamenti relativi al fondo unico per il precariato (cap 313313) di  218.584 migliaia di euro per l’anno 2013, di 238.189 migliaia di euro per  l’anno 2014 e di 264.634 migliaia di euro per il 2015. Le risorse così recuperate sono state portate ad incremento del fondo di  riserva di parte corrente  (capitolo 2015701). Ben poca cosa se si considera la necessità di contrarre le spese con importi ben più importanti.  E, dopo la finanziaria ci sarà il bilancio. Si vedrà dal tempo che si impiegherà ad approvare questi due documenti se cambi di casacca ed alleanze avranno nel frattempo funzionato.

Attualmente all’Ars sono presenti ben 11 gruppi parlamentari compreso il Gruppo misto. Il presidente della Regione Crocetta potrà contare su una maggioranza formata da diversi gruppi tra cui il Partito Democratico (17 componenti), i democratici riformisti per la Sicilia (8), i sei della Lista Crocetta e l’Udc (13).

Intanto è proseguita a Catania la visita siciliana del leader dell’Udc Pierferdinando Casini, che ha ribadito come la crescita dell’Italia sia legata allo sviluppo del Mezzogiorno. “Mentre il Nord Est è ad un livello già altissimo – ha detto - al Sud il vero potenziale di crescita è far decollare il Mezzogiorno”.  “Noi pensiamo - ha aggiunto - che si debba fare qualcosa a livello comunitario per gli investimenti ad esempio, in macchinari. In ambito industriale l’incentivo fiscale può essere una delle grandi questioni che viene trattata in Europa utilizzando quei fondi comunitari che non sono stati spesi, che sono stati mal spesi”.

Ed ha riservato una stoccatina al Presidente della Scilia: “Ci proponiamo di essere nel Paese ed in Parlamento i garanti di una Sicilia che vuole cambiare. Abbiamo sostenuto Crocetta ma non basta procedere per boutade, esclamazioni e affermazione generiche”. “Bisogna costruire - ha aggiunto - un progetto di attenzione nazionale per la Sicilia a partire dall’occupazione e dai giovani. Anche in sede comunitaria bisogna porre la gran questione siciliana e porre la prospettiva per i giovani di lavorare in questa regione e non dover essere costretti ad un esodo che è certamente una occasione persa per la Sicilia e per i giovani”.

Sulle province ha detto di essere per l’abolizione o per la loro radicale trasformazione. “Se il presidente Crocetta decide di seguire una strada diversa ne prenderemo atto, ma noi abbiamo una opinione che abbiamo espresso in Parlamento”. E sugli equilibri siciliani dopo il voto, Casini ha detto di non essere in grado di fare previsioni “Abbiamo fatto un buon lavoro - ha detto -  e abbiamo avuto anche la soddisfazione di avere il presidente dell’Assemblea del nostro partito, l’amico Ardizzone. Io sono contento che qualcuno se ne è andato e ci rende la vita più tranquilla”.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Pierferdinando Casini
Pierferdinando Casini