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Farmaci generici, quanti ostacoli ma l’Ue decisa nel rimuoverli
di Michele Giuliano

Del provvedimento ne gioverebbe la Sicilia che in Italia ha la spesa più alta per farmaci. Nuova direttiva sui medicinali non griffati: più trasparenza e tempi brevi per determinare i prezzi

Tags: Farmaci, Unione Europea



PALERMO - Quando c’è di mezzo la convenienza, ma anche gli interessi delle multinazionali, allora la strada si fa tutta in salita affinchè il consumatore possa davvero essere soddisfatto. Gli ostacoli si frappongono e l’agognato risparmio diventa un’impresa. Storia che ad esempio si vive per l’acquisto dei farmaci generici che costano la metà, se non meno, rispetto a quelli griffati a parità di qualità.

Ma poterne avere accesso con trasparenza è un’impresa ancora oggi. Lo si può dire senza mezzi termini che la Sicilia più di tutte in Italia ne gioverebbe se l’acquisto dei farmaci generici fosse più semplice. Nell’Isola infatti, secondo il rapporto dell’Osservatorio sui Medicinali (Osmed), c’è la più alta spesa per l’acquisto di medicinali. A fronte di una spesa convenzionata nazionale di 142,6 euro pro capite, la Sicilia evidenzia un valore massimo di 180,5 euro pro capite. E per quanto concerne i consumi, i livelli più elevati si registrano nella Regione Sicilia con 1.083,7 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti. Intanto proprio per i consumatori siciliani in questi giorni si sono aperti interessanti scenari in merito.

Infatti il parlamento europeo ha approvato in prima lettura la nuova direttiva sui farmaci generici (Transparency Directive 2012/0035 COD) per garantire presto un accesso più veloce e trasparente ai pazienti europei di medicinali che, ormai è noto a tutti, fanno risparmiare parecchio.

La nuova direttiva, che impone più trasparenza e scadenze precise nella decisione dei prezzi e nel rimborso delle medicine equivalenti, dovrà essere approvata dai Ministri europei per entrare in vigore. Immediato il commento di AssoGenerici: “E’ ormai evidente a tutti che l’Unione Europea ha ben chiari i benefici determinati dal farmaco equivalente e vuole difenderli e ampliarli, rimuovendo gli ostacoli che ancora si presentano alla rapida immissione in commercio dei nuovi medicinali generici”.

Il provvedimento ha origine dall’indagine svolta dal Commissario alla concorrenza nel 2009, che aveva evidenziato le circostanze che impediscono una concorrenza fisiologica nel settore farmaceutico, in particolare tra equivalenti e farmaci di marca. “Due sono gli aspetti fondamentali su cui il testo interviene – sostiene AssoGenerici -: il primo è la riduzione dei tempi di autorizzazione e determinazione del prezzo per i nuovi farmaci equivalenti e biosimilari, che dovrebbe prevedere un termine massimo di 60 giorni. Il secondo è il divieto di qualsiasi forma di patent linkage, cioè di vincolo delle procedure di registrazione alla scadenza del brevetto, una misura che da sempre ha permesso pratiche dilatorie a tutto danno dei produttori di generici ma anche del Servizio sanitario e dei cittadini”.

Ora la direttiva dovrà essere approvata dal Consiglio dei capi di Stato e di Governo, ma quello di questi giorni è per AssoGenerici un passo fondamentale: “E’ chiaro che alla base del progresso scientifico – continua l’organizzazione di categoria - vi è la tutela della proprietà intellettuale, ma siamo contrari a qualsiasi uso distorto della protezione brevettuale che, alla fine, danneggia anche la ricerca stessa”.

 
L’Europa vuole velocizzare l’immissione sul mercato dei generici

In diverse questioni, l’Europa si muove più velocemente dei singoli Stati membri. Succede anche con i farmaci equivalenti. Il Parlamento europeo ha appena approvato in Plenaria alcune misure che migliorano l’accesso dei pazienti ai farmaci generici, velocizzandone l’immissione sul mercato. La nuova legge, che impone più trasparenza e scadenze precise nella decisione dei prezzi e nel rimborso delle medicine, dovrà essere approvata dai Ministri europei per entrare in vigore. A negoziare l’accordo, per il Parlamento europeo, sarà la relatrice del testo approvato Antonyia Parvanova: “Non sono accettabili i ritardi, che possono raggiungere e superare i 700 giorni, nella scelta dei prezzi e nel rimborso dei medicinali – ha detto Parvanova –. Sono convinta che sia i pazienti sia il sistema sanitario nazionale potranno trarne vantaggio dalle azioni corrette del nostro mercato farmaceutico. Il Parlamento europeo ha dimostrato la sua volontà di giocare un ruolo attivo nella realizzazione di questa legislazione”. I deputati hanno proposto una scadenza massima di 60 giorni per decidere il prezziario e i rimborsi per i medicinali equivalenti, meno cari e perciò da immettere sul mercato più velocemente, in modo da produrre un risparmio notevole per pazienti e sanità pubblica.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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