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Quotidiano di Sicilia

“Urgente riformare il sistema di calcolo”
di Liliana Rosano

Dalla Corte dei Conti - Sezioni riunite Regione siciliana. Determinare diversamente la quota retributiva



Palermo - A porre un freno alle pensioni d’oro dei dipendenti della Regione siciliana ci pensa la Corte dei Conti nel Rendiconto generale 2008 che suggerisce una “radicale riforma del sistema volta a garantire, nel breve e nel medio periodo, almeno una limitazione della crescita della spesa previdenziale e ad assicurare, nel lungo periodo, una copertura della stessa attraverso il ricorso, in misura significativa, alle entrate contributive”.  La magistratura contabile ha previsto, sulla base dei calcoli del dipartimento regionale del Personale, ulteriori notevoli incrementi, in riferimento alla spesa per il pagamento delle pensioni anche per il quadriennio successivo.

Nella relazione, l’intervento legislativo ritenuto “improcrastinabile” dai giudici della Corte, si riferisce al metodo di calcolo della quota retributiva. “Occorre stabilire, si legge nella Relazione, modalità che abbiano a riferimento non la retribuzione ultima in godimento alla data di cancellazione del ruolo, come avviene oggi, ma la media delle retribuzioni del periodo compreso tra l’anno in cui interviene la modifica normativa e quella di cessazione dal servizio del dipendente, analogamente a quanto avviene per la generalità degli altri dipendenti”.

La Corte esprime anche qualche timore e perplessità sugli ulteriori oneri di sistema che potrebbero scaturire dall’istituzione del fondo di quiescenza prevista dall’art.15 della legge regionale 14 maggio 2009, n.7. Infatti, l’attribuzione al suddetto fondo degli oneri relativi al trattamento pensionistico dei dipendenti insieme alla garanzia legislativamente prevista del pagamento delle prestazioni previdenziali a carico della Regione, potrebbero comportare l’esigenza di interventi finanziari non programmati. Il risultato, secondo la Corte sarebbe quello di creare un sistema non in equilibrio, con un disallineamento tra i flussi in uscita per gli investimenti e quelli in entrata per pagare gli emolumenti pensionistici.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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