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Fari in concessione ad imprenditori per una riqualificazione a fini turistici
di Gioacchino Amato

Questa la proposta dell’Agenzia del Demanio per la valorizzazione del patrimonio dello Stato. Non solo resort o alberghi di lusso ma anche boutiques o bookshop

Tags: Turismo, Economia



PALERMO - Le frontiere del turismo non conoscono limiti ed in tempi di amara recessione economica si raschia il barile per far cassa con assets che finora nessuno aveva pensato potessero possedere una vocazione economica. è il caso dei fari, beni legati all’immaginario romantico dei più, di cui una regione marittima come la Sicilia è costellata e che, in virtù del progresso tecnologico hanno perso la propria centralità, soppiantati da Gps ed altre novità elettroniche che hanno relegato a un lontano passato quel fascio di luce che rischiara per qualche istante il buio fitto della notte.

Ebbene l’Agenzia del Demanio, proprietaria della stragrande maggioranza dei fari pubblici ha pensato di trarre profitto da questi luoghi così suggestivi che possono suscitare l’appetito degli imprenditori turistici. Del resto il turista moderno è ormai in cerca di offerte turistiche stimolanti, diverse dall’ordinario. Ecco come nasce l’idea di dare in concessione ai privati i fari dietro corresponsione di un canone da versare all’ente pubblico titolare dei medesimi. L’iniziativa in questione intende replicare la positiva esperienza pilota realizzata con il faro di Capo Spartivento a Cagliari, dato in concessione all’imprenditore Alessio Raggio, il quale ne ha ricavato un hotel di lusso cinque stelle, fornito di sei stanze, di cui quattro suites di 35 mq ciascuna, arredate con vetri rossi di murano, tetti in vetro, candelabri d’epoca, letti matrimoniali circolari, piscina con vista mozzafiato a strapiombo sul mare. Laddove un tempo viveva un solitario guardiano adesso sarà possibile trascorrere le proprie vacanze godendo di un panorama suggestivo.

L’Agenzia del Demanio, con un comunicato emesso il 19 dicembre scorso, ha reso noto di aver raggiunto un accordo con Invitalia e Confindustria per la valorizzazione del patrimonio dello Stato. In particolare, si prevede che gli immobili di pregio possano essere riqualificati, con una destinazione non solo industriale ma anche turistica. Una delle ipotesi di valorizzazione immobiliare ventilata dai predetti soggetti pubblici riguarda la possibilità di attribuire in concessione a imprenditori che ne facciano richiesta un pacchetto di fari da riqualificare ai fini turistici. Ciò naturalmente non vuol dire soltanto possibilità di realizzare resort o alberghi di lusso ma, come ha dichiarato Alessio Satta, Direttore della Conservatoria delle Coste Sarde, si può seguire l’esperienza francese de Le phaire des baleines che consiste nel ricavare librerie, boutique o bookshop all’interno dei fari.

Chissà che una volta tanto non si debba ringraziare la crisi economica per averci consentito di riscoprire dei gioielli presenti sul nostro territorio che altrimenti avremmo lasciato languire nel dimenticatoio più assoluto. In fondo, già la stesso possibilità di visitare un faro rappresenta un privilegio che pochi hanno avuto il piacere di vivere e un’esperienza che molti sarebbero desiderosi di compiere, soprattutto coloro i quali vivono in città o in montagna. Del resto, ove dovesse darsi seguito a questo progetto il faro potrebbe diventare una nuova e allettante attrazione turistica.
La Sicilia rappresenta una delle Regioni italiane a più alta densità di fari.

La maggior parte di questi sono dotati di un meccanismo ad ottica rotante mentre soltanto uno, il faro di Punta Secca di Ragusa, si avvale di una struttura ad ottica fissa. Il più alto tra i fari di Sicilia è il Faro di San Vito Lo Capo, alto 40 metri, il cui fascio di luce illumina fino a 25 miglia ed è visibile nello spazio compreso tra Punta Carini e la rada di Trapani (questo faro è l’unico ad essere attualmente ancora abitato da un farista). Tuttavia, il faro che è visibile più in lontananza è il Faro Biscari di Catania, il quale emette un flash ogni cinque secondi ed è visibile fino a 29 miglia.

Tra i fari più antichi vi è anche il Faro di Capo San Giacomo di Licata, costruito nel 1895 e che illumina il Canale di Sicilia. Il faro che invece dispone della luce collocata ad altezza maggiore è il Faro di Capo Cefalù, collocato a 85 metri sopra il livello del mare.
Vi sono poi i fari cosiddetti storici, risalenti a molti secoli fa. Tra questi ricordiamo la nota Colombaia di Trapani, la Lanterna di San Ranieri di Messina, la Torre S.Anna di Capo Mulini, la Torre di Capo Rasocolmo e il faro di Ortigia a Castello Maniace.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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