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Quotidiano di Sicilia

“Ardizzone: priorità alla trasparenza”
di Raffaella Pessina

Forum esclusivo del QdS con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Il 6 marzo Ddl Province in Aula. Se non sburocratizziamo, non riusciremo ancora a spendere i fondi europei

Tags: Giovanni Ardizzone, Ars



Merito, Responsabilità, Crescita e Solidarietà sono i valori su cui è improntato il decalogo di priorità che il QdS ha sottoposto al presidente dell’Assemblea regionale siciliana quando si è insediato e di nuovo in occasione del forum che pubblichiamo oggi a pagina 6. Ardizzone ha aderito a tutti i punti e già ha dimostrato che non è vero che gli stipendi dei dipendenti regionali sono intoccabili, infatti quelli del personale dell’Assemblea sono stati ridotti di un milione di euro. Per la verità è poca cosa, ma c’è già l’impegno a fare di più, a partire dalle somme da versare ai gruppi parlamentari che, ci ha assicurato Ardizzone, saranno quelle fissate dal decreto Monti (decreto 174/12, convertito in legge 213/2012). La nuova Ars sente fortemente la responsabilità, ha affermato il presidente, di dare un futuro ai giovani siciliani. Il QdS vigilerà sull’operato.
 

 
Giovanni Ardizzone è nato a Messina il 15 gennaio 1965. Avvocato civilista, è sposato con l’avvocato Grazia Gringeri e padre di 3 figli Claudia, Giuseppe ed Antonio. Dal 1994 al 2000 ha ricoperto la carica di Assessore al Bilancio della Provincia di Messina. Alle elezioni regionali del 2001 è stato eletto nella lista CCD con 8.882 voti e nel 2008 con 12.199 voti. Rieletto nel 2012 nella lista dell’Udc con 8.005 voti, ricopre attualmente la carica di Presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

Presidente, cosa ne pensa della riforma delle Province stabilita dalla legge nazionale e dato che il prossimo 6 marzo se ne parlerà anche nel corso della seduta d’Aula?
“Abbiamo già messo in calendario la legge di riforma delle Province che è prevista per il prossimo 6 marzo. O La commissione di merito esiterà il disegno di legge entro il 6 marzo oppure verrà calendarizzato per l’Aula da parte della Presidenza dell'Assemblea. Il 28 febbraio riprenderà l'attività legislativa, esistono in commissione diversi di disegni di legge che vanno accorpati in un unico testo per farlo andare in Aula, ma nel caso di ritardo è facoltà del presidente scegliere uno di questi disegni di legge su cui lavorare. Di norma in Aula si lavora sul testo presentato cronologicamente per primo, e poi si vanno a votare gli emendamenti.

Come deve procedere la riforma?
“Sui contenuti della legge di riforma delle Province posso dire che siamo per una riforma complessiva delle stesse perché c'è la quasi certezza che si andrà a ridurre il numero degli assessori e dei consiglieri. Si dovrebbe mantenere l'elezione diretta del presidente e dei consiglieri ma soprattutto se manterremo in piedi le Province, e io sono per il mantenimento delle Province, bisogna dare loro le giuste competenze, trasferendo alcune di quelle che ad oggi sono di competenza della Regione o di enti regionali. Ad esempio: si parla di riforma dello IACP, ma che ce ne facciamo di questi carrozzoni? Vi sono delle questioni che devono essere affrontate in via prioritaria. Le vie di mezzo non ci appartengono più, le Province vanno riformate in maniera funzionale, bisogna potenziarle soprattutto sul governo del territorio.

Si avrà la legge prima delle elezioni comunali?
“La buona volontà c'è. Peraltro siccome le elezioni sono state spostate alla data del 27 e 28 maggio, cè il margine per ritenere che la legge sarà approvata prima di queste consultazioni elettorali. Siamo nella fase della campagna elettorale che indubbiamente distrae dall'attività legislativa”.

Qual è il calendario dei lavori?
“Spero che dopo il 25 si possa iniziare e che ci si possa mettere dopo quella data nella giusta direzione. Inoltre quando io ho stabilito il calendario dei lavori, ho detto che la Prima commissione, la commissione Affari istituzionali, come priorità avrebbe dovuto affrontare proprio questo disegno di legge, altrimenti se non lo farà in tempo, il documento verrà portato direttamente in Aula.

Come si presenta la nuova compagine parlamentare?
“Questi primi mesi sono stati intensi e molto positivi. C’è una ventata di novità in questa legislatura: su 90 parlamentari solo 38 siamo stati presenti in precedenti legislature, 52 parlamentari sono nuovi e c'è grande voglia di fare. E c’è un fatto molto favorevole e assolutamente nuovo: c'è molta voglia di apprendere, c'è un approccio positivo e propositivo da parte di tutti i gruppi parlamentari. Io ho visto molta motivazione e molta preparazione nei parlamentari dell’Assemblea. Il fatto che ci sia da parte di tutti la consapevolezza della gravità della situazione finanziaria in Sicilia, questo già diventa un punto di partenza importante. L’Aula effettivamente sta lavorando e si è impegnata insieme con le Commissioni.

A Sala d'Ercole al momento non si lavora a causa della pausa elettorale. Questo significa che non si sta facendo nulla, i nostri parlamentari non si stanno occupando delle priorità che interessano l’Isola?

"Non è vero che non si sta facendo nulla. Le Commissioni legislative permanenti stanno lavorando e in precedenza, nel periodo di Natale, abbiamo lavorato anche il 24 dicembre, cioè alla vigilia. Questo non era mai successo in sessant'anni di Parlamento siciliano. Avevo preso questo impegno già il giorno del mio insediamento e così è stato. Di fatto abbiamo lavorato non solo il 24 dicembre, ma c’è stata Aula anche il 29. Poi il 31 dicembre il Consiglio di presidenza ha approvato i bilanci sia della Fondazione Federico II, sia dell'Assemblea regionale siciliana. Possiamo ben dire che “stiamo marciando”. Ed io di questo sono soddisfatto”.


No alla moltiplicazione delle Commissioni. Commissione antimafia senza indennità di carica

Presidente, cosa ne pensa della necessità di riformare lo Statuto siciliano?

“Obiettivo di questa legislatura e quindi obiettivo del Parlamento è quello di riformare lo Statuto o almeno di adeguarlo. L'ho detto nel mio discorso di insediamento. Sono stato accusato, su Internet, di essere un ascaro, perché ho deciso che non ci dovrà essere la moltiplicazione delle commissioni e quindi non verrà costituita la Commissione per lo Statuto. A questo proposito voglio specificare una cosa: io sull’istituzione della Commissione antimafia ho voluto inserire un emendamento in cui ho scritto di istituirla senza il percepimento di indennità, emendamento che è stato accolto. Quindi non si tratta di un problema politico: sulla riforma dello Statuto dico che per questo impegno che ho preso non c'è bisogno di un’altra commissione. Inoltre c'era già un'ipotesi di riforma dello Statuto e che risale al 2005 con la presidenza Lo Porto. Poi non è andata a buon fine, ma c'era stato Angelo Capodicasa che vi aveva lavorato molto bene. Io sono per un adeguamento serio dello Statuto, tagliando i rami secchi come ad esempio l'Alta corte. Se noi restiamo ancora abbarbicati sulle rivendicazioni nei confronti dello Stato, non arriveremo a nulla. Siamo stati accusati, giustamente da questo punto di vista, che non abbiamo saputo esaltare la nostra specialità. La necessità di una sburocratizzazione è una battaglia che fate continuamente voi giornali e penso che il vero problema sia proprio quello”.


Sul bilancio dell’Assemblea 40 milioni € per le pensioni

Presidente Ardizzone, cosa ne pensa della necessità della trasparenza degli atti dell’Assemblea regionale?
“Siamo stati accusati, di essere poco trasparenti. Così abbiamo messo tutto in rete e abbiamo stabilito che ad ogni Consiglio di presidenza viene pubblicato un sommario delle decisioni assunte. Ho avuto la richiesta del decano dei giornalisti Giovanni Ciancimino di avere diritto di accesso ai locali solitamente riservati ai parlamentari, ed è una disposizione che ho fatto immediatamente. Per trasparenza abbiamo comunicato i tagli fatti per il risparmio della spesa di Palazzo dei Normanni: ma voi pensavate veramente che lo stipendio dei dirigenti dell'Assemblea fosse intoccabile? Abbiamo ridotto la spesa di 1 milione di euro, toccando quegli stipendi. Chiaramente non abbiamo potuto toccare la parte tabellare. Abbiamo toccato gli incentivi, abbiamo istituito un terzo vice segretario, senza indennità, che ho voluto fortemente io, togliendo il segretario aggiunto. Abbiamo fatto un taglio di 10 milioni di euro sul bilancio interno, riducendo di molto le competenze per i gruppi parlamentari e ancora li ridurremo, perché le spese dei gruppi vanno agganciate a quanto stabilito nel decreto Monti. L'aggancio al Senato fino ad oggi è servito per avere certezza di disciplina, a differenza delle altre regioni, le quali infatti avevano un quarto dell'indennità rispetto all'indennità del parlamentare siciliano, ma cinque volte i benefit. Noi abbiamo un bilancio di 157 milioni di euro: se tolgo i 40 milioni di euro di pensioni che le altre regioni non hanno perché sono soldi di competenza dell’Inpdap, scendo a 117. In più noi abbiamo un Palazzo antico da mantenere che costa molto e non ha paragone con il palazzo della Regione Lombardia, il cui mantenimento costa molto meno, con tutto il rispetto ovviamente”.


Nelle nostre mani il futuro dei giovani siciliani

Presidente Ardizzone, non pensa sia necessario sburocratizzare la Regione?

“Noi saremo obbligati a sburocratizzare perché se non sburocratizziamo sarà il default della Regione siciliana. Non riusciremo a spendere quello che ci ha dato l'Unione Europea. Una seconda necessità sono i testi unici materia dell'ordinamento degli enti locali. Debbo dire che l’ex assessore Caterina Chinnici e gli uffici avevano già adottato un testo che però non è mai arrivato in Aula. Necessari anche i testi unici in materia di edilizia ed urbanistica. Questo è ovviamente un input che noi stiamo dando agli assessorati, anche se lo Statuto dice che l'iniziativa legislativa appartiene anche ai singoli parlamentari. E poi con i testi unici si possono dare indicazioni agli amministratori sulla applicazione delle norme abrogando tutti i punti che non servono.

Come garantire il cofinanziamento regionale dei fondi Ue?
“Sul sistema del cofinanziamento dei fondi io non credo che non si possano non trovare i soldi. Il prossimo bilancio dovrà essere un bilancio asciutto e cioè non un bilancio pieno di fronzoli. La finanziaria prima diventava l'unico carrozzone sul quale imbarcare tutto. Da parte mia ci sarà la massima rigidità nell'ammettere o non ammettere gli emendamenti. Io di questo sono stato di una chiarezza unica con tutti. Io non ammetterò che ci siano emendamenti di materia non pertinente con la finanziaria. Non è più possibile approvare leggi finanziarie durante la notte, avendo a che fare con 3500 emendamenti. Nel passato il commissario dello Stato era costretto a impugnare tutte le volte la finanziaria perché non c'era la copertura, dal momento che si cercava di immettere personale negli enti locali violando comunque l'articolo dello Statuto. Ma ora non è più il tempo delle furberie. Siamo all'inizio della legislatura, abbiamo cinque anni davanti, ci stiamo scommettendo non solo la faccia, ma pure il futuro delle prossime generazioni”.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Ardizzone, presidente dell
Giovanni Ardizzone, presidente dell'Ars