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Quotidiano di Sicilia

Una ricetta per vincere la crisi: le imprese puntano sull’energia
di Michele Giuliano

Per Unioncamere le aziende siciliane si stanno specializzando nella ricerca di nuovi prodotti e tecnologie. Etna Valley vuole aumentare la competitività investendo nella green economy

Tags: Green Economy, Etna Valley



PALERMO - Le imprese siciliane rispondono alla crisi con la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti, il miglioramento di quelli esistenti e, soprattutto, una maggiore attenzione all’ambiente.
Secondo un’indagine del Centro studi di Unioncamere, alle difficoltà congiunturali le aziende stanno rispondendo facendo ricorso alle loro migliori energie imprenditoriali: prodotti di elevata qualità, attenzione ai contenuti d’immagine, costi competitivi in funzione del target di clientela, contenimento dei margini e ottimizzazione dei costi. Soprattutto, oltre il 40 per cento delle aziende si rivolge a prodotti o tecnologie che consentano risparmi energetici e minimizzino l’impatto ambientale.

L’impegno sui diversi versanti della green economy è accentuato nelle medie imprese e nei comparti dell’alimentari: oltre la metà di queste aziende si stanno attivando per sviluppare o adottare tecnologie e modelli organizzativi eco-compatibili.
Si tratta di scelte orientate in prima battuta dalla necessità di ridurre i costi della bolletta energetica.
Allo stesso modo, si sta sempre più diffondendo la consapevolezza di un nuovo ciclo tecnologico di grandi potenzialità economiche sostenuto dalle politiche intraprese negli Stati Uniti, in Europa e negli altri paesi più avanzati. In merito, per le imprese isolane un sostegno arriverà  dal Pears (Piano energetico ambientale) della Regione siciliana.

Nel documento, un ruolo fondamentale è stato attribuito allo sviluppo delle fonti rinnovabili ed alla promozione del risparmio energetico in tutti i settori: la diversificazione delle fonti energetiche; la promozione di filiere produttive di tecnologie innovative; la promozione di clean technologies nelle industrie ad elevata intensità energetica; la valorizzazione delle risorse endogene; il potenziamento e l’ambientalizzazione delle infrastrutture energetiche; il completamento della rete metanifera, e il potenziamento dell’idrogeno.
 Il Piano contiene oltre 60 linee di azione ed intervento volte a risolvere le principali emergenze ambientali ed energetiche al fine di ridurre i consumi d’energia da fonti energetiche inquinanti per incrementare fonti che limitano l’immissione di gas climalteranti e di sostanze tossiche.

La capacità di cambiare il proprio core business è la via d’uscita per i distretti in difficoltà, come nel caso dell’Etna Valley: “Facendo sistema tra le imprese del distretto e l’Università abbiamo intrapreso nuove strade - spiega Salvo Raffa, presidente del distretto Etna Valley e della sezione hi-tech di Confindustria Catania -, questa strategia ha aperto la strada verso il mondo dell’energia rinnovabile e ha dato una nuova spinta al distretto di Catania.
Non esistono ricette – continua Raffa - ma è importante credere ed investire in un settore che è in crescita . Molte aziende non più competitive nel settore meccanico hanno impegnato la propria esperienza e tecnologia nel fotovoltaico, ma anche in altri ambiti come il recupero dei vettori energetici da produzione industriale o la produzione d’idrogeno da lavorazione di semiconduttori”.
 

 
Piano regionale. Fonti rinnovabili e la creazione di un Polo tecnologico
 
PALERMO - Il Pears (Piano energetico ambientale) ha come obiettivo lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la promozione del risparmio energetico in tutti i settori: pur non contenendo nessun tipo di divieto, perché ciò sarebbe in contrasto con le normative comunitarie e nazionali, offre infine una serie di strumenti politico-organizzativi per il perseguimento di detti obiettivi, tra cui la sottoscrizione di “accordi volontari” tra P.A. e operatori in occasione del rilascio di autorizzazioni. Tale strumento consente di acquisire un parco progetti che esprima le migliori opportunità di razionalizzazione del sistema energetico in relazione alle risorse territoriali e alle opportunità presenti nella regione, compensando il Territorio su cui andranno ad ubicarsi gli impianti. Ancora, il Piano propone la realizzazione di un Polo industriale mediterraneo per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di tecnologie per lo sfruttamento dell’energia solare (fotovoltaico, solare ad alta temperatura etc.) Si tratta di una importante e ambiziosa iniziativa volta a favorire la crescita di settori innovativi e strategici per l’economia siciliana, attesa la centralità geopolitica della Sicilia nell’area del mediterraneo.

Articolo pubblicato il 20 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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