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Malgrado i tagli aumentata lÂ’efficienza
di Annalisa Giunta

Forum con Calogero Ferrotti, Procuratore Tribunale Enna

Tags: Calogero Ferrotti



La chiusura del Tribunale di Nicosia andrà sicuramente ad aggravare il carico di lavoro del Tribunale e della Procura di Enna. Cosa ne pensa di questa situazione?
“Dopo il taglio delle sedi giudiziarie, ora assistiamo al ridimensionamento dell’organico dei Tribunali. Un problema che non riguarda solo Enna ma tutta la realtà siciliana e che è in questi giorni all’attenzione nazionale.
Il taglio delle sedi poteva avere senso se gli altri Tribunali fossero stati messi in condizione di poter funzionare ma con la riduzione anche dell’organico la situazione diventa drammatica e si crea un doppio danno, rallentando ancora di più  i temi dei processi penali e civili. Tra l’altro l’organico del Tribunale di Enna è  già sottodimensionato, come numero di magistrati, da anni: al momento vi sono il presidente e  4 giudici, con un arretrato civile e penale cospicuo e con tempi di definizione dei processi in primo grado abbastanza lunghi. Penso che il Tribunale di Nicosia sia stato uno dei tribunali maggiormente penalizzati da questa riforma giudiziaria”.

Come è stato il 2012 per la Procura di Enna?
“Dal 2005 a oggi, quindi negli ultimi otto anni, vi è stato un incremento sensibile delle sopravvenienze: siamo passati da 1765 procedimenti noti del 2005 ai 2782 del 2012. Dall’aprile del 2011 nella nostra sede sono stati nominati 3 colleghi di prima nomina, anche se i posti in organico sono di  4 sostituti più il procuratore. Il quarto posto di procuratore è stato coperto da poco ma di fatto il collega ha chiesto un periodo di aspettativa e  non ha ancora preso servizio. Un organico dunque quasi al completo che ci ha permesso, nonostante l’incremento delle sopravvenienze, di diminuire un po’ le pendenze”.

Quali sono state le vicende più rilevanti dello scorso anno giudiziario?
“L’anno giudiziario 2011- 2012 è stato anche un anno contrassegnato da alcune vicende di particolare rilevanza con tre omicidi: Gianni Tambè, pregiudicato, ucciso l’11 agosto 2011 dinnanzi un bar del centro, un omicidio a stampo mafioso; Leonardo Prossimo, anch’esso pregiudicato mafioso, assassinato nel centro storico di Catenanuova per regolamenti di conti tra cosche catanesi e infine Vanessa Scialfa strangolata con un cavo elettrico dal convivente Francesco Lo Presti, il cui processo è in fase avanzata.
Per quel che riguarda i furti, rapine ed estorsioni complessivamente vi è stata una leggere flessione, anche se i furti nelle abitazioni sono in contro tendenza poiché sono passati da 170 dello scorso anno a 206  e per lo più sono a carico di ignoti”.

Quali sono le emergenze in questo ultimo periodo?
“Particolarmente avvertito negli ultimi tempi è il fenomeno dei furti dei cavi di rame che ha portato alcuni mesi fa all’operazione denominata “oro rosso” con l’arresto di 12 persone di cui uno legato a un clan mafioso catanese. Enna tra l’altro per il fatturato di questo fenomeno è in una posizione di rilievo a livello nazionale. I reati nei confronti della pubblica amministrazione sono sempre consistenti anche se rispetto al passato non si registrano significative variazione numeriche.
Per i reati di violenza sessuale, stalking e in materia di pornografia non vi è stato un aumento anche per la linea di contrasto abbastanza ferma e dura adottata contro questi reati, la nascita di centri contro la violenza e  l’adozione di misure preventive e cautelari quali il divieto di avvicinamento nei luoghi frequentati dalle vittime. I reati di inquinamento in materia edilizia sono tutti in diminuzione, un fenomeno che si spiega anche per la crisi economica; mentre per i reati per frode e truffa contro lo Sato vi è stato un sequestro preventivo, con la confisca per equivalente di 900 mila euro”.

Sull’informatizzazione del Tribunale cosa può dirci?
“Abbiamo fatto notevoli passi avanti. Abbiamo aderito al programma ministeriale sulla “diffusione di buone pratiche presso gli uffici giudiziari italiani”, che ha come obiettivo quello di aumentare la qualità dei servizi della giustizia civile e penale, ridurre i costi di funzionamento dell’organizzazione giudiziaria, aumentare le capacità di informazione e comunicazione ai cittadini ed utenti ed, infine, aumentare la responsabilità sociale degli uffici giudiziari sui risultati e sull’uso delle risorse pubbliche. Sull’argomento abbiamo avuto diversi incontri  e in questi giorni dovremmo incontrarci con la società a cui la Regione ha affidato l’avvio di questo programma. A breve dovrebbe partire anche la digitalizzazione che è uno degli obiettivi per il 2013”.

Altri obiettivi per l’anno in corso?
“Altro obiettivo è quello dell’edilizia giudiziaria perché con l’accorpamento degli uffici vi sarà l’esigenza di adeguare i locali del palazzo di giustizia cui dovrà farsi carico l’amministrazione comunale o il Ministero”.
 

 
Curriculum Calogero Ferrotti
 
Calogero Ferrotti, originario della provincia di Trapani, ha vissuto per diversi anni a Palermo. È entrato in magistratura nel 1967. Ha ricoperto il ruolo di giudice come prima sede ad Agrigento, poi è stato trasferito a Nicosia e successivamente a Palermo, dove è rimasto per diversi anni, occupandosi tra l’altro anche di reati in materia ambientale. Per due anni è stato alla Corte d’Appello di Palermo. Dal 2001 al 2007 ha rivestito la carica di procuratore ad Orvieto. Dal 2007 è procuratore di Enna.

Articolo pubblicato il 22 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Calogero Ferrotti, Procuratore Tribunale Enna
Calogero Ferrotti, Procuratore Tribunale Enna