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Quotidiano di Sicilia

La Windjet tra dubbi, paure e zero certezze
di Dario Raffaele

Tribunale di Ct: l’11 gennaio scaduto il termine per l’esito del concordato preventivo della compagnia di Pulvirenti. Silenzio. Il presidentissimo tace. Ma la Regione (Irfis) non dia il salvagente con i soldi dei siciliani

Tags: Windjet



CATANIA - Una pagina di giornale per esprimere la propria rabbia verso un’azienda da cui si sentono abbandonati, e una domanda: “Presidente Pulvirenti crede ancora nella Windjet? Perché non riceviamo nessun aggiornamento sulla situazione adesso che la data delle prevista ripartenza, il 5 dicembre 2012, è passata da più di due mesi?”.

E’ quanto vogliono sapere 101 ex dipendenti che hanno comprato un’intera pagina del quotidiano La Sicilia per avere certezze sul futuro della compagnia aerea siciliana low cost ferma dal 12 agosto scorso e con 433 lavoratori in cassa integrazione. Nella lettera gli ex dipendenti si rivolgono anche al governatore Rosario Crocetta chiedendogli se “l’aiuto della Regione tramite l’Irfis ha delle fondamenta concrete” e se “la fattibilità in tempi ragionevoli è un’utopia”.

Sulla vicenda Windjet in effetti è calato il muro del silenzio da mesi. Di recente il presidente Pulvirenti (che aveva promesso di far decollare il nuovo airbus della nuova compagnia entro il 31 dicembre 2012) in occasione di una conferenza stampa ha detto: “Per il momento non ci sono novità. Ma presto ce ne saranno, spero molto presto”.

Certo, sembra tramontata la possibilità di ricevere aiuto dall’Irfis (il cui presidente Francesco Maiolini, indagato per usura bancaria quando era direttore generale di Banca Nuova, ha confermato venerdì le dimissioni già presentate il 9 novembre scorso) e ora la Windjet è alla ricerca di nuovi partners che possano aiutarla a farla tornare a decollare. Questo il senso dell’annuncio pubblicato sul Sole24ore e sul Financial Times il 30 novembre scorso in cui era scritto: “L’azienda intende verificare e vagliare eventuali offerte di acquisto dei complessi aziendali, eventualmente suddivisi in uno o più rami”.
Intanto il bilancio al 31/12/2011, depositato alla Camera di Commercio di Catania il 7 settembre scorso (fuori dai termini di legge), ha confermato lo stato di insolvenza in cui versava Windjet. 

Le perdite a nuovo nel 2010 erano di 5.964.458 euro, non erano state versate imposte, trattenute fiscali e contributive effettuate ai dipendenti che speravano di versare entro la data di presentazione del mod. 770/2011; ma non è stato così, come evidenziato nel prospetto dei debiti.

La perdita d’esercizio 2011 è stata di 13.787.908 euro, sommata alla pregressa di 5.964.458 diventa  19.752.366 euro a fronte di un capitale di 20.000.000 di euro. Sostanzialmente la società al 31/12/2011 aveva perduto il capitale sociale. Se si tiene conto della politica di rinvio dei costi con effetti pluriennali e della rilevazione nel patrimonio fra i crediti e nel conto economico fra le imposte di 4.956.393 euro d’imposte anticipate per il presunto recupero ai fini reddituali delle perdite fiscali, si è in presenza di un valore sotto lo zero.
In data 11 settembre è stata presentata al Tribunale Civile di Catania – Sez. Fallimentare – domanda di concordato preventivo ex art.161, c. 6, L.fallimentare, come modificato dal d.l. “Sviluppo”.

La Società ha richiesto un termine di centoventi giorni per la predisposizione e allegazione della proposta, del piano e della documentazione prevista per l’accesso al concordato. Centoventi giorni che dunque sono scaduti l’11 gennaio del mese scorso. Per questo abbiamo incontrato il giudice delegato Antonio Caruso, che sta seguendo la pratica, per conoscere l’esito della richiesta fatta dalla compagnia di Antonino Pulvirenti, ma lo stesso ha chiarito che si tratta d’informazioni assolutamente riservate per le quali non è possibile dare alcuna informazione. Non ci resta che aspettare un comunicato ufficiale che permetta di far luce su questa intricatissima vicenda.
 


L’approfondimento. Il sindacato al fianco dei lavoratori
 
“Vogliamo chiarezza, vogliamo capire se l’azienda riparte o no – dichiarava a LiveSiciliaCatania, Carmelo De Caudo della Filt Cgil, che, sul giornale online lanciava un appello – lo dica esplicitamente Pulvirenti cosa sta succedendo”. Le prove però che si sta cercando di rilanciare la società c’è. “Sappiamo per certo – continuava De Caudo – che il management ha già depositato l’organigramma della newco all’Enac”. Insomma, Pulvirenti e i suoi fidati dirigenti hanno già comunicato all’Ente nazionale aviazione civile quali sono le figure aziendali per far ripartire il vettore, ma questo non è sufficiente per avere autorizzazioni e licenze. “Vogliamo sapere – incalza il sindacalista – se ci sono ancora le condizioni economiche e anche politiche per far ripartire la compagnia aerea. E’ necessario avere queste informazioni per permetterci di poter avviare quel percorso suggerito ad agosto alla Sac che prevedeva di incentivare tutti i vettori che posseggono slot su Catania ad assumere i dipendenti Windjet”.
Intanto i lavoratori WJ nella lettere aperta pubblicata su La Sicilia di venerdì si rivolgono anche al presidente dell'Enac, Vito Riggio, per sapere se “le nostra tratte verranno tutelate per aiutarci della ripartenza o sono già alla mercé delle compagnie concorrenti di certo non siciliane”. Insomma, tanti dubbi, tante paure, zero certezze.

Articolo pubblicato il 26 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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