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Ferrovia: 2,4 mld per la tratta Messina-Catania-Paleermo
di Rosario Battiato

Cinque gli interventi previsti in Sicilia per 14 opere da realizzare entro il 2020. Tra le due maggiori città prevista una velocità di 200 km/h. Firmato l’accordo a Roma tra governi centrale e regionale con i vertici del gruppo Fs e Rfi

Tags: Ferrovie, Trasporti, Trenitalia, Rfi



PALERMO – Arrivata la sospirata firma per la direttrice ferroviaria Messina-Catania-Palermo e adesso si guarda al futuro ferroviario dell'Isola con qualche speranza in più. Ieri i ministri Fabrizio Barca e Corrado Passera, rispettivamente con delega alla Coesione territoriale e allo Sviluppo, il governatore della Regione siciliana Rosario Crocetta e Mauro Moretti e Michele Mario Elia, ad di Ferrovie dello Stato e di Rfi, hanno firmato il contratto che interessa 5 macro-interventi per 14 opere per cui sono già disponibili 2,4 miliardi su 5,1 miliardi di euro. Termine ultimo per la consegna è il 2020.

Gli interventi complessivi che scaturiranno dai lavori, dalle progettazioni e dagli studi previsti nel Contratto consentiranno di raggiungere tre risultati: una progressiva forte riduzionee dei tempi di percorrenza, con un aumento della frequenza e della qualità del servizio fra queste tre importanti aree metropolitane della Sicilia; un miglioramento dell'accessibilità delle aree interne della Sicilia centrale e meridionale ai grandi centri metropolitani; una maggiore efficienza dei nodi ferroviari di Catania e Palermo.

Soddisfazione che si espande da Roma a Palermo. I due governi, regionale e nazionale, non dimenticano tuttavia che si tratta soltanto del primo tassello per un sistema che va interamente rimpolpato, se non ricostruito.
“Oggi - ha spiegato Barca - la situazione del trasporto pubblico locale tra Catania e Palermo è assolutamente insufficiente, ma è una di quelle di cose di cui si parla in Italia da anni e che attendeva da tempo di essere affrontata”.

Anche il governatore Crocetta è cosciente che c'è ancora tanto lavoro da fare. L'ex sindaco di Gela ha sottolineato l'importanza di mettere in connessione il sistema ferroviario con quello aeroportuale: "Guai se ci fermassimo: il problema del raccordo con l'aeroporto di Trapani si pone immediatamente". Moretti, dopo aver illustrato le caratteristiche tecniche del progetto, ha osservato che “se dobbiamo fare un collegamento tra grandi città dobbiamo puntare alla velocità, ma anche alla frequenza, perché se il treno non è disponibile in maniera abbondante la gente non lo prende”. Non stupisce che attualmente i siciliani facciano registrare un tasso di utilizzo dei mezzi pubblici che è tra i più bassi d'Italia, secondo gli ultimi dati Istat. Nei programmi di Fs in futuro si avranno treni ogni mezz'ora nelle ore di punta e ogni 1-2 ore nelle altre fasce orarie.

Il dettaglio degli interventi prevede azioni sulla linea Messina-Catania (valore investimenti: 383,8 milioni di euro) con progettazione del raddoppio della tratta Giampilieri–Fiumefreddo (che resta ancora da coprire finanziariamente) mentre il nodo di Catania verrà completato il raddoppio dei binari nella tratta che va da Catania Ognina a Catania Centrale, progettato l’interramento della Stazione Centrale e realizzato il raddoppio del bivio Zurria-Catania Acquicella. Sulla Catania-Palermo (valore investimenti: 823,4 milioni di euro) verranno raddoppiati i binari nelle tratte Bicocca-Motta-Catenanuova e Catenanuova-Raddusa-Agira, al fine di raggiungere una velocità da 200 km all’ora e di consentire una crescita nella frequenza dei collegamenti. Per quanto riguarda la tratta Raddusa-Enna-Fiumetorto è prevista la tempestiva realizzazione di uno studio di fattibilità, d’intesa con la Regione siciliana, per valutare tre soluzioni alternative. Previsti inoltre interventi tecnologici lungo le linee Messina-Catania e Catania-Palermo e la realizzazione del nodo di Palermo (valore investimenti: 1.218,8 milioni di euro).

Articolo pubblicato il 01 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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