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Allarme igienico-sanitario nel partinicese tra raccolta saltuaria e discariche abusive
di Vincenza Grimaudo

Sotto accusa la gestione fallimentare dell’Ato Pa1, con costi alle stelle e un servizio inefficiente

Tags: Partinico, Rifiuti



PARTINICO (PA) – Ritrovarsi con una delle tasse sui rifiuti solidi urbani più alte in Sicilia e non avere neanche un servizio di raccolta porta a porta e per la differenziata. Ma quel che è peggio è che non si ha nemmeno la certezza del servizio ordinario di svuotamento dei cassonetti. Tutto questo succede nel comprensorio del partinicese e del carinese: in tutto 12 Comuni serviti dall’Ato Palermo 1.

A Partinico c’è però aria di rivolta. Sigle sindacali, associazioni, movimenti e semplici cittadini si sono riuniti in un Comitato cittadino per l’emergenza rifiuti che ha deciso di passare al contrattacco. E questa volta c’è davvero aria di rivoluzione. Prima è partita una raccolta firme che è stata già presentata in Comune per chiedere la riduzione della Tarsu, adesso è anche arrivato un esposto-denuncia ai Carabinieri e alla Procura. L’obiettivo è indagare sulle ipotesi di reato di disastro ambientale e rifiuto di atti d’ufficio in merito alla mancata raccolta differenziata. Il documento è corredato da circa 300 firme di cittadini e da alcuni allegati che illustrano lo scempio ambientale perpetrato nei mesi scorsi e culminato nella dichiarazione di emergenza da parte dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo. La denuncia, sottoscritta fra gli altri anche dall’Osservatorio sviluppo e legalità e dal Patto per la salute e l’ambiente, è stata stato presentata dal presidente di Legambiente Gioacchino Scasso a nome di tutti i componenti. Il Comitato aveva depositato una petizione popolare per chiedere al Comune la riduzione del 70 per cento della Tarsu per l’anno 2013. Infatti, secondo la normativa vigenti in materia “se il servizio di raccolta è effettuato in grave violazione al regolamento il tributo è dovuto in misura ridotta”.

Solo nell’ultimo anno si sono contate all’incirca una ventina di interruzioni del servizio di raccolta per un totale di 70 giorni di mancata raccolta. Il che significa che solo a Partinico, dove si producono all’incirca un’ottantina di tonnellate di rifiuti al giorno, sono rimasti a giacere per terra qualcosa come 5 mila e 600 tonnellate di immondizia in vari periodi dell’anno.

E che dire poi delle periferie? Un vero disastro. L’assessorato all’Ambiente del Comune ha censito, lo scorso anno, ben 25 discariche a cielo aperto più o meno grandi. Le situazioni peggiori sono state rilevate in via Madonna del Ponte, subito dopo il deposito Conad, a pochi passi tra l’altro da un agriturismo. Persiste, poi, una condizione agghiacciante in contrada Rocca, al confine tra Partinico e Balestrate ma di pertinenza territoriale del primo centro: qui c’è una scia quasi permanente di 200 metri di rifiuti accatastati sulla strada.

Tante le multe fatte scattare dal Comando dei vigili urbani per abbandono di rifiuti, ma la situazione non è praticamente mai cambiata. In particolare nel periodo estivo, inoltre, queste discariche a cielo aperto vengono di sovente date alle fiamme, con effetti devastanti per il territorio circostante. Ma ci sono altre pericolosissime discariche, stracolme di eternit, in contrada Valguarnera e ancora sull’ex stradella Esa.

A salire sul banco degli imputati, ovviamente, anche l’Ato Palermo 1. Rifondazione comunista ha presentato un dossier sulla gestione della società d’ambito, mettendo in evidenza numeri mostruosi per la raccolta rifiuti, i cui costi sono lievitati negli ultimi 8 anni, cioè da quando il servizio è passato dalle mani del Comune a quella dell’Ato, da 650 mila euro del 2004 ai 6 milioni del 2012.

Dito puntato anche da Bartolo Parrino, ex assessore comunale all’Ambiente e oggi esponente del movimento civico “Una città per tutti”: “Mi sono opposto con determinazione al catastrofico business dei rifiuti che comporta spese poco trasparenti e prive di giustificazioni. Per questa mia battaglia di legalità, sono stato allontanato dalla giunta comunale”.
Secondo Parrino l’Ato avrebbe sperperato fondi per leasing di acquisto mezzi, la cui cifra annuale arriva a quasi 2 milioni di euro, e anche per spese legali e inutili consulenti pagati a peso d’oro.
 


Verso le nuove Srr e la provincia di Trapani

PARTINICO (PA) – Per l’amministrazione comunale l’uscita dall’incubo è dietro l’angolo. In questi giorni la Regione ha dato il via libera all’ingresso del Comune nella Srr di Trapani provincia Nord. Il provvedimento è scaturito a seguito della richiesta che era stata avanzata dallo stesso Comune.
“È condivisibile – ha spiegato la Regione nella motivazione di adesione di Partinico all’Srr di Trapani - in quanto garantirebbe maggiori caratteristiche di omogeneità demografica, urbanistica e socioeconomica in grado di assicurare un sistema efficace di gestione integrata dei rifiuti”.
“Il servizio – ha detto l’assessore all’Ambiente Giovanni Pantaleo - avrà un deciso salto di qualità. Con l’adesione alla Srr di Trapani la città di Partinico potrà accelerare la transizione per passare dalla vecchia struttura dell’Ato al nuovo sistema, che prevede più autonomia e potere di controllo sul servizio da parte dei Comuni nella gestione della raccolta rifiuti”.
Intanto il commissario liquidatore dell’Ato Palermo 1, Antonio Geraci, non ci sta a passare per la causa di tutti i mali del servizio: “Io sono al timone da due anni – precisa – per cui il mio operato è molto relativo rispetto alla gestione della società. Ho adottato la linea del risparmio per evitare aggravi e costi inutili. Le cifre che vengono date in pasto alla stampa non sono assolutamente veritiere”.
“Invito comunque tutti coloro che avrebbero ravvisato presunte illegittimità – ha concluso - ad avanzare le apposite denunce”.

Articolo pubblicato il 01 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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