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Quotidiano di Sicilia

Bombe d’acqua e allerta meteo, quando le previsioni sono incerte
di Bartolomeo Buscema

Dopo l’episodio del 21 febbraio a Catania, l’allarme di sabato scorso si è rivelato una bufala. Qualsiasi modello previsionale porta in sé margini d’incertezza

Tags: Meteo, Meteorologia



CATANIA - La bolla d’acqua che si è rovesciata su Catania lo scorso 21 febbraio non ha bisogno di commenti. Qualcosa si può, invece, dire per meglio comprendere il “falso allarme” di sabato scorso.

In Italia, le alluvioni sono episodi tutt'altro che rari. Interessano prevalentemente la fascia tirrena ionica dove, in poche ore, si superano sensibilmente i millimetri d’acqua che cadono mensilmente o addirittura in un’intera stagione. è chiaro che tali fenomeni facciano scattare la doverosa attenzione delle autorità competenti, con diffusione di allerta meteo che a volte si rivelano eccessive o inutili. Ne abbiamo avuto un eloquente esempio a Roma, lo scorso 15 ottobre, dove si sono attese invano le intense precipitazioni a carattere torrenziale.

A questo punto bisogna chiarire che qualsiasi modello previsionale porta in sé margini d’incertezza, meglio lessicalmente palesati dai termini previsione e predizione. Prevedere è anche accettare un certo errore che comunque è possibile quantificare; nella predizione, invece, non c’è errore.

C’è poi l’aspetto del passaggio d’informazione tra i meteorologi e le autorità preposte che decidono in base ad una valutazione del rischio che poggia su informazioni di diverso tipo tra cui la natura del territorio e la sua vulnerabilità.
La valutazione finale del rischio e l’eventuale comunicato di allerta dipendono, dunque, anche dai citati ultimi fattori che aumentano ancora il grado d’incertezza.

Va detto, però, che sull'esito finale gioca un ruolo decisivo l'atteggiamento del pubblico che è legato anche al numero dei falsi allerta meteo cui è sottoposto. La popolazione, in generale, tende a dare sempre meno seguito ai falsi allarmi, con il rischio di non essere preparati quando effettivamente si verifica una situazione eccezionale. è il classico “al lupo al lupo”. Ed è proprio per minimizzare gli effetti di falsi allerta che bisogna educare i cittadini a recepire meglio l'informazione e la relativa incertezza per meglio rispondere alle manifestazioni estreme della natura che purtroppo, secondo i climatologi, in futuro saranno sempre più frequenti.

Articolo pubblicato il 06 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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