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Quotidiano di Sicilia

Rinnovo della patente per over 80. D’ora in poi basta la visita alla Asl
di Andrea Carlino

Abolito l’obbligo di effettuare la verifica presso le commissioni locali

Tags: Patente, Rinnovo



CATANIA - Dal 19 gennaio scorso è entrata in vigore la riforma delle patenti.
La validità non varia nel tempo con le regole appena entrate in vigore, ma negli ultimi tempi ci sono state diverse novità proprio in materia di requisiti fisici per l’idoneità alla guida e quindi è utile fare un riepilogo soprattutto per gli over 65.

I conducenti professionali che hanno compiuto 65 anni possono continuare a guidare autotreni e autoarticolati fino a 68 anni, ma solo a una condizione: ogni anno devono sottoporsi a una visita che certifichi l’esistenza dei requisiti fisici e psichici necessari. L’attestazione andrà poi tenuta a bordo ed esibita se richiesta dalle forze dell’ordine (assieme alla patente).
Col vecchio codice, tutti quelli che avevano fra 77 e 80 anni potevano ottenere il rinnovo della patente triennale. Il rinnovo valeva fino all’80esimo compleanno se è un medico a rilasciare il certificato che attesta i requisiti necessari; oppure, fino a 82 anni se è una commissione medica locale a effettuare la visita.

Nel "decreto semplificazioni" (Dl 5/12) varato dal Governo Monti c'è una novità importante che riguarda il rinnovo della patente di guida per gli automobilisti ultraottantenni: si tratta dell'abrogazione della norma introdotta nel 2010 dal nuovo Codice della Strada che prevedeva la visita nelle commissioni mediche locali e del ritorno alla normale visita medica da effettuarsi presso i medici delle ASL o quelli abilitati previsti dall'articolo 119 del CdS. Della vecchia norma, rimasta in vigore poco più di un anno, rimane l'obbligo di rinnovo ogni due anni, invece dei tre precedenti.
 
La novità introdotta dal "decreto semplificazioni" pone fine ad un iter lungo, complicato, costoso e dagli esiti incerti per gli automobilisti con più di 80 anni di età. Le commissioni mediche locali sono infatti presenti solo presso le unità sanitarie dei capoluoghi di provincia e, dovendo svolgere anche molte altre mansioni, in genere sono oberate di lavoro, con le immaginabili ricadute sui tempi di attesa per ottenere un appuntamento.

Che a volte si risolve con un nulla di fatto perché, era facoltà della commissione richiedere altri esami specialistici più approfonditi, naturalmente a carico del richiedente. Insomma, quella precedente era una norma giusta in teoria, ma disastrosa nei tempi, perché non teneva conto dei tempi lunghissimi della nostra macchina burocratica.

Articolo pubblicato il 06 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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