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Agrigento - Rete idrica, ritardi inaccettabili
di Umberto Trupiano

Il primo cittadino : “Non possiamo consentire che la burocrazia blocchi la realizzazione delle opere”. Lettera del sindaco agrigentino Zambuto al presidente della Regione Crocetta

Tags: Agrigento, Rete Idrica



AGRIGENTO – “È mai possibile che in Sicilia per realizzare un’opera pubblica di importanza vitale per una Comunità, quale il rifacimento della rete idrica cittadina, debbano passare anni e anni? È mai possibile che un’opera di prima necessità si trascini lentamente, stancamente, tra rimodulazione del finanziamento europeo e cantierabilità del progetto, per più di venti anni? È mai possibile, ancora, che una pratica che significherebbe creare lavoro, realizzare infrastrutture, risparmiare acqua potabile ed evitare sprechi, si blocchi per lentezze burocratiche?”

Con questi angosciosi interrogativi si conclude una circostanziata lettera con cui il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha chiesto al presidente della Regione, Rosario Crocetta, un intervento immediato per approvare il progetto della nuova rete idrica della Città dei Templi.

Questi interventi rappresentano ormai un sogno che la città insegue da sempre e che l’anno scorso, proprio di questi tempi, sembrava potersi realizzare dopo che con la riprogrammazione dei fondi europei era stato confermato il finanziamento di circa 35 milioni di euro ed era stato dichiarato operativo il progetto a seguito del decreto emesso dalla Regione alcuni mesi prima. Progetto che dopo essere stato restituito al Genio civile di Agrigento per i pareri di competenza e inviato al Comitato regionale dei lavori pubblici per un presa d’atto è stato bloccato senza un preciso perché.

Da allora sono passati circa sei mesi e del progetto non si è più avuta alcuna notizia. Così, di sei mesi in sei mesi, sono passati tanti anni mentre la rete idrica esistente si è ridotta a un colabrodo, facendo registrare una perdita netta del prezioso liquido di oltre il 40%.

Una nuova rete idrica ad Agrigento rappresenterebbe, tra l’altro, un contributo notevole all’immagine della città e al suo rilancio turistico, perché consentirebbe di disporre del prezioso liquido 24 ore su 24, garantendo dunque una dotazione d’acqua degna di una società civile. Una vera conquista, dunque, dopo le tante delusioni del passato, anche se non è ancora tutto per quel rilancio economico e sociale che la città ha sempre inseguito. È pur vero, infatti, che oltre al rifacimento della rete idrica Agrigento ha ancora tanti problemi da risolvere: ci riferiamo allo stato di bisogno in cui vivono migliaia di famiglie, alla carenza di molti servizi essenziali, alla mancanza di lavoro, all’insufficienza di tante strutture e infrastrutture. Una serie di problemi irrisolti fra cui quello idrico è uno dei più gravi se si considera che Agrigento è stata definita “la capitale della sete”.

Da queste premesse, l’importanza di realizzare al più presto la nuova rete idrica, considerato che l’attuale, nel frattempo, si è ulteriormente deteriorata ed è diventata fatiscente, quasi inservibile. Da qui il progetto che prevede l’ottimizzazione del sistema interno di distribuzione, la creazione delle necessarie interconnessioni tra i vari serbatoi di zona, l’integrazione della rete a servizio di aree scarsamente servite e di tutta una serie di accorgimenti di portata e di pressione tendenti a risolvere definitivamente il problema idrico della città. Un progetto che, pur avendo avuto tutti i pareri favorevoli, si è arenato al Comitato regionale dei lavori pubblici.

Ora l’intervento del sindaco di Agrigento: “Non possiamo consentire – ha scritto Zambuto al presidente Crocetta - che la burocrazia, per esprimere un parere, impieghi mesi e mesi bloccando di fatto la realizzazione delle opere”.
Un blocco che è ancora più grave se si considera che la rapida apertura dei cantieri significherebbe, tra l’altro, in questo particolare momento, creare nuovi posti di lavoro.

Articolo pubblicato il 09 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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