Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Come fermare l’onda dei Grilletti
di Carlo Alberto Tregua

Pistola puntata sui partitocrati

Tags: Beppe Grillo



I partiti tradizionali si sono suicidati per la loro ottusità e cecità. Sono stati insensibili al forte malessere dei cittadini, che hanno scaricato le loro tensioni sulle schede elettorali: quelli che sono andati a votare per i Grilletti (26%) e altrettanti non andando a votare.
Il Movimento del Comico genovese è benvenuto, perché è l’unico grimaldello che può scardinare una partitocrazia abbarbicata sui propri privilegi.
Intendiamoci, l’ondata di protesta che monta giorno dopo giorno dagli italiani non è antipolitica, come molti parrucconi vogliono farci intendere, ma è un’insofferenza verso coloro che indegnamente si trovano nelle istituzioni dimenticando gli interessi dei cittadini.
I signori che hanno amministrato Stato, Regioni e Comuni, in buona parte ciechi e sordi, non possono nascondersi più dietro lo scudo dell’antipolitica, ma sono costretti a ragionare in termini necessari per interpretare la vera politica, quella con la P maiuscola, come un servizio da rendere ai cittadini.

Chi continuasse a non capire l’indifferibile necessità di invertire il proprio comportamento è destinato a sparire dalla scena politica, altro che restarvi per godere ancora di tutti i privilegi inerenti.
L’onda dei Grilletti è incontenibile, perché alimentata da un sentimento generale che è peggio di uno tsunami. Non è il Comico genovese lo tsunami, ma la protesta che sorge spontanea dai cittadini colpiti dalla crisi, che hanno difficoltà a raggiungere la terza settimana del mese, che non vedono una prospettiva perché tutti coloro che sono protetti non hanno alcuna intenzione di cedere una parte dei loro diritti a favore di chi diritti non ne ha.
Per noi, che scriviamo queste cose da 35 anni, alcuni dei punti del cosiddetto programma dei Vaffa non sono nulla di nuovo. Tagliare tutti i rimborsi elettorali, come ha sancito il referendum dell’aprile 1993; dimezzare i compensi alla dirigenza statale, regionale e comunale; unificare i contratti dei dipendenti pubblici statali, regionali e comunali bloccandone gli aumenti Istat; tagliare le partecipate statali, regionali e comunali, riportando i servizi nell’alveo degli Enti.
 
Per quanto concerne i parlamentari, M5S chiede che i mandati non possano essere più di due, il divieto di esercitare una qualsivoglia attività al di fuori di quella istituzionale e la modifica dell’art. 67 della Costituzione, in modo che qualunque parlamentare abbandoni il partito nelle cui liste è stato eletto perda lo scranno. Sul duopolio televisivo (Rai-Mediaset) viene chiesta la sua cessazione con la messa sul mercato di due reti per ogni gruppo. Infine, sugli incroci banca-industria, il divieto degli stessi personaggi a risiedere in diversi Consigli di amministrazione delle due categorie d’imprese.
Per fermare l’onda dei Grilletti basta fare le cose sopraindicate in modo da placare l’ira degli italiani.
O gli (ir)responsabili attuali decidono di dimagrire autonomamente o saranno sommersi dall’onda che li travolgerà. Tutti i bizantinismi - tipo quello di Bersani che vorrebbe presentarsi alle Camere con un Governo minoritario con pochi obiettivi di scopo - sono destinati a fallire e, peraltro, Napolitano ha detto con chiarezza che non manderà alle Camere nessun Governo che non abbia una maggioranza precostituita. E il Presidente della Repubblica è uomo d’onore.

L’onda dei Grilletti, la cui pistola è puntata alle tempie dei partitocrati, si può fermare anche se i partiti rottamano logori e tristi personaggi che la gente si rifiuta di vedere persino in televisione, anche perché ripetono litanie che ormai nessuno più capisce, tanto sono vecchie e fuori dai tempi. è necessario che i partiti tradizionali, per sopravvivere, gettino via i Bersani, i Berlusconi, i Bindi, i Casini e mettano al loro posto i Renzi e gli Alfano, e soprattutto tanti volti nuovi di professionisti di valore che non hanno mai fatto politica o parapolitica, indipendentemente dal sesso o dall’età.
Vi è poi un’importante risorsa di cui nessuno parla: Mario Monti, che ha avuto l’abilità di acquisire in 50 giorni ben 3,2 milioni di consensi. Sappiamo che difficilmente gli verrà dato il nuovo incarico di Primo ministro, ma forse, per gestire il breve periodo verso le nuove elezioni, Napolitano potrebbe ricorrere ancora al Professore.

Articolo pubblicato il 09 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus