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Messina - Azienda trasporti: una o trina? La trasformazione è sul tavolo
di Francesco Torre

Tavolo tecnico, proposta entro il 15 aprile. Esuberi e ricollocamenti: temi nemmeno sfiorati. Croce propone tre società specifiche, i sindacati pensano a una nuova grande Spa

Tags: Messina, Trasporti, Atm



Messina - L'ultimo atto del commissario straordinario di nomina regionale Luigi Croce sarà probabilmente una vera e propria “mission impossible”: la trasformazione in Spa dell'Atm. L'argomento, come sappiamo, è all'ordine del giorno da anni, come dimostrano gli improbabili tentativi della Giunta Buzzanca, morti però più o meno sul nascere. Ora, però, pare che le intenzioni dell'amministrazione siano serie, e la discussione intavolata con il neo commissario Enrico Spicuzza e i sindacati possa realmente portare ad una conclusione, positiva o negativa che sia ma rispondente a quanto previsto dalle normative nazionali e regionali vigenti.

Il tempo non rema certo a favore del commissario, che entro il 15 aprile vorrebbe avere una bozza di piano industriale pronta per l'approvazione in aula, ma a questo proposito va detto che le trattative oggettivamente potevano anche essere aperte con qualche mese d'anticipo.

Il primo faccia a faccia coi sindacati, avvenuto nella metà del mese di febbraio, ha avuto lo scopo di preparare il terreno del confronto, di “annusarsi” reciprocamente in vista della discussione vera sui contenuti. In quella riunione preparatoria Croce e Spicuzza si sono presentati con la proposta di “spacchettare” l'Atm in tre società autosufficienti ma sorelle e tutte di proprietà comunale: una per il trasporto pubblico locale, una per la gestione dei parcheggi, e una (di tipo officina) per la riparazione e la manutenzione dei mezzi. Tra queste, nelle idee dei commissari, solo la prima sarebbe dovuta essere una Spa, come richiede la legge, mentre le altre due delle semplici Srl con un imprinting votato al mercato. Sulla gestione generale della “triplice”, però, né Croce né Spicuzza avevano saputo dare delle precisazioni ai sindacati, comunque rassicurati dal fatto che neanche per un secondo al tavolo è stata ventilata l'ipotesi di esuberi e ricollocamenti.

Notata la buona fede dell'amministrazione, alla seconda riunione – avvenuta qualche giorno fa – i sindacati hanno presentato una proposta unitaria che fa tabula rasa dello “spacchettamento” per promuovere una grande e nuova Spa, unico gestore dei servizi di mobilità cittadina, con a margine la vecchia Atm da chiudere non appena siano stati assorbiti dalla New Co. tutti i debiti precedenti.
 
Secondo i sindacati “il nuovo soggetto può essere conveniente a patto però che si agisca prefiggendosi contemporaneamente, ed in maniera rigorosa, due obiettivi: restituire a tutta la città un servizio di trasporto pubblico urbano e una serie di attività connesse, e fare in modo che esse vengano utilizzate da un numero sempre maggiore di utenti, in modo da aumentare il rapporto passeggeri/km ed i ricavi”. Che questo possa essere fatto con la stessa dirigenza che ha finora gestito l'Atm ci pare impossibile, e ci si augura dunque che il protezionismo sindacale in questo senso non sia autolesionista. Croce comunque ha sposato la proposta, e Spicuzza si è reso disponibile ad occuparsi della stesura di una bozza che possa mettere tutti d'accordo. L'operazione va fatta entro metà aprile.

L'atteggiamento di Croce e Spicuzza nei confronti dei sindacati e dei lavoratori è stato finora coscienzioso e partecipato, facilitato dal fatto che in simultanea con l'avvio delle trattative l'amministrazione ha avuto la possibilità di mettere nelle casse dell'Atm non solo gli stipendi di dicembre, il conguaglio 2012 e la metà degli stipendi di gennaio, ma anche 500 mila euro per l'acquisto di nuovi bus. La somma è stata trovata applicando una delibera di Giunta addirittura del 2007 secondo cui il 14% degli introiti dalle multe della Polizia municipale doveva annualmente essere versata all'Atm. 50 i bus che, nelle intenzioni, il commissario Spicuzza vorrebbe acquistare. I soldi per questo numero ci sembrano pochini, ma significherebbe dare un segnale positivo, invertire il trend. Perché questo sia possibile, però, anche il Consiglio comunale dovrà fare la propria parte.
 
Da questo punto di vista, già il consigliere Carreri ha mostrato perplessità nei confronti della proposta dei sindacati. “L’Atm è da rifondare a partire dall’organigramma, non si può dire che chi ha diretto l’azienda finora abbia fatto bene”, ha commentato giustamente Carreri, che con lo stesso principio potrebbe anche guardarsi allo specchio, guardare i propri colleghi, comprendere in quali profondità hanno portato la città e poi, pacatamente, serenamente, ripiegare verso altri mestieri.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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