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Quotidiano di Sicilia

Toglietemi tutto ma non il porno on line. Uomini e donne: numeri da record
di Angela Michela Rabiolo

Dilaga nel nuovo millennio il fenomeno dei video “osè” sul web, cambiano le tecnologie e con esse i fruitori quotidiani. Nel 2012 il celebre sito “You Porn” ha registrato 4,85 mld di visite, un terzo degli utenti è di sesso femminile

Tags: Internet, Web, Porno



PALERMO - C’era una volta e c’è sempre stata la pornografia. Dalle pitture scabrose di Pompei alle foto di pinup in mutandoni fino alle caviglie sgualcite da molteplici impronte, l’esercito dei consumatori di questo particolare settore non si è affatto indebolito col passare dei secoli. Si è però tecnologizzato. Non si sa se le fantasie siano cambiate fino ad includere cyberobot che rivoluzionino i soliti, ripetitivi movimenti pelvici ma si sa che 600mila mail si sono scagliate contro la proposta di Strasburgo, poi ritirata, di vietare manifestazioni pornografiche definite degradanti dai media.
 
La pioggia di mugugni elettronici è piovuta addirittura prima della discussione vera e propria. Ed è ormai assodato che i 600mila commenti non sono arrivati solo da una combriccola oscura di nerd pervertiti. Un’indagine del motore di ricerca Pornwatchers ha incoronato Youporn come il sito più cliccato al mondo con circa 93 miliardi di visualizzazioni in 6 anni e 7 milioni e mezzo di commenti, sei su dieci sempre positivi a garanzia della qualità dei video uploadati. Ogni mese vengono caricati 22mila nuovi filmati e si stima che se ogni abitante della Terra (7 miliardi) fosse un utente questi ne avrebbe già visionati 14. Youporn ha svelato i propri numeri: 4,85 miliardi di visite nel 2012. In media, ogni visita dura 10 minuti e 22 secondi, durante i quali l’utente visita circa 8 pagine. L’orario più denso si registra nelle ore d’ufficio tra le 9 e le 17, il giorno con più visualizzazioni è la domenica e un terzo degli utenti è donna.
 
Da questi numeri si possono trarre delle considerazioni: la domenica le partite di calcio hanno un nuovo antagonista che non è né il pranzo in famiglia né la gita al parco; che le visite di 10 minuti sono di gran lunga maggiori dell’amplesso medio reale; che in quell’arco di tempo si riescono a guardare 8 pagine e fare una certa quantità di altri gesti, consacrando finalmente la capacità multitasking del genere umano, e che le donne guardano i film porno (a meno che un terzo dei profili utente di Youporn non sia falso). L’ultima considerazione da fare è più che altro un suggerimento: evitare di apparire alle spalle del collega d’ufficio per salvarsi da colossali momenti imbarazzanti.
 
Sono lontani i tempi durante i quali ci si scambiava i giornaletti “sporchi” in meeting segreti, lontanissime le passeggiate chilometriche per l’edicola dove non si conosce nessuno per arraffare la prima rivista osé che capita. Oggi i gusti sono più raffinati, e dietro lo schermo, con l’alibi di un nickname e l’abilità di un primate si può ormai raggiungere tutto e gustare piacere proibitissimi che spesso non si rivelerebbe neppure sotto tortura.
 
In Internet trovi invece una comunità di gente come te e tutto quello a cui puoi arrivare a pensare lo trovi. Trovi però anche quello a cui non hai mai pensato. L’Islanda con i suoi 320mila abitanti con consultazione nazionale ha dato un responso largamente positivo all’esclusione dei siti porno. Il governo di Reykjavik ha ora avviato un’indagine per decidere come si potrebbe imporre un divieto d’accesso su tutta l’isola alle pagine web collegate a un porno definito brutale e degradante.
 
L’obiettivo è quello di difendere i più piccoli: il primo contatto con i siti a luci rosse avviene a 11 anni e si vuole evitare che alcune pratiche possano imprimersi in menti ancora in formazione. Esistono altri motivi per cui si preferisce Internet alle vecchie videocassette o ai cinema a luci rosse che negli anni ‘70 e ‘80 erano i luoghi deputati, oltre a strade e case d’appuntamenti, allo sfogo di certe pulsioni? Perché preferire un contatto virtuale a uno reale? Non può essere solo paura delle malattie a trasmissione sessuale. Il sesso è diventato sempre più un’attività individuale così come aveva una connotazione religiosa e mistica nelle culture precristiane.
 
I siti offrono vasta scelta, saltano il senso di vergogna di dover chiedere e cercare fuori, sono facili da raggiungere e sono consumati privatamente. Ciò permette di mantenere una facciata moralmente pulita in una società paradossale che da una parte celebra, invoglia e mercifica il sesso in ogni pubblicità ma che parallelamente richiede che certi istinti animaleschi vengano repressi. I siti poi sono sempre più sofisticati: forniscono un sistema di votazioni, ratings, che sostituiscono il parere di chi già aveva visto la pellicola e poteva o meno consigliarla; sono divisi per categoria dal classico all’oltre l’immaginazione; i file possono essere copiati e scambiati praticamente gratis e si possono commentare.
 
Dal video si aprono finestre su chat e pagine di donne o altro a pagamento per corredare l’esperienza virtuale con un incontro reale ma ciò solo per i più temerari, ricchi e con del tempo libero in più. Quello che stupisce di più è l’iscrizione crescente del sesso “debole” ai siti x-rated. La teoria ha sempre definito come diversa la sessualità femminile rispetto a quella maschile la quale per raggiungere l’eccitamento si basava prevalentemente sulle immagini. Che sia un cambio di costumi o il risultato di certa cultura dell’immagine? Magari le donne guardano i video porno a fini didattici o addirittura per invidia? Invidia per quelle donne così diverse dalla realtà pensando che siano l’ideale erotico maschile o invidia di chi ha semplicemente sconfitto il problema dei peli superflui. Un’altra teoria vuole che le donne guardino i video con i propri uomini nella speranza che questi imparino cosa fare dallo schermo. I tempi sono cambiati.

Articolo pubblicato il 20 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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