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Crisi del mattone: nel 2012 al Sud compravendite -23,2%
di Liliana Rosano

Dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate: settore in affanno. Casa dolce casa: da simbolo assoluto di benessere e stabilità a vera utopia

Tags: Mercato Immobiliare, Agenzia Delle Entrate



PALERMO - Anche comprare casa diventa un investimento difficile da realizzare. Da simbolo assoluto di benessere e stabilità, oggi la casa rappresenta spesso un’utopia. La crisi del mattone fa sentire i suoi effetti da Nord a Sud.

Secondo l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenza delle Entrate, nel 2012 le unità immobiliari vendute in Italia sono state 993.339; quasi 330mila in meno rispetto al 2011, in calo del -24,8% su base annua (2012 su 2011).

Solo nel’ultimo trimestre dello scorso anno, il volume delle compravendite è sceso del 29,6%, “si tratta della maggiore contrazione, in termini di tasso tendenziale annuo, registrata dal 2004”, spiega la nota dell’Osservatorio.

Il mercato residenziale ha registrato una contrazione delle transazioni pari a -30,5% solo nell’ultimo trimestre del 2012. La crisi non risparmia nessuno. Sempre secondo i dati dell’Osservatorio, le aree del Centro e del Nord perdono rispettivamente il -31,9% e il -31,7% delle transazioni e il Sud subisce una contrazione del -27,4%.

Complessivamente, nel 2012 rispetto al 2011, la perdita di volumi di compravendita di abitazioni è di simile entità sia nei capoluoghi (-25,1%) sia nei comuni minori (-26,1%). Tra le macro aree i cali annui più sostenuti si registrano nei comuni minori del Centro e del Nord, -27,9% e -27,1% rispettivamente. Il Sud non va bene ma non va neanche peggio: nei comuni del Sud, capoluoghi e non, si registra la perdita minore, -23,2%. Nelle maggiori città italiane per popolazione, la flessione delle compravendite di abitazioni registrata nel quarto trimestre 2012 è stata pari a -25,2%.

Chi compra casa ha anche una certa perplessità ad accendere un mutuo. E i dati non lasciano dubbi: le compravendite di abitazioni con mutuo ipotecario realizzate nel 2012, mostrano un tasso di variazione fortemente negativo rispetto al 2011, -38,6%.

Questo significa che il capitale complessivamente erogato nel 2012 ammonta a circa 19,6 miliardi di euro, che corrispondono a una riduzione di quasi 15 miliardi di euro rispetto a quanto concesso per i mutui accesi nel 2011.
La quota di abitazioni acquistate da persone fisiche con il ricorso al mutuo ipotecario risulta pari al 37,0%, quasi 8 punti percentuali in meno rispetto all’incidenza registrata nel 2011.

A scoraggiare gli italiani nell’acquisto di una casa ci pensano i tassi di interesse, in aumento. L’Osservatorio fa notare che la rata mensile iniziale subisce ancora nel 2012 un incremento di circa il 3% (+5,8% nel 2011 rispetto al 2010), superando così i 700 euro in termini di valore medio nazionale.

La spesa per l’acquisto di abitazioni, al netto degli oneri di transazione e delle relative imposte, nel 2012 è stata stimata complessivamente pari a 74,6 miliardi, in calo rispetto al 2011 di circa il 26%, che corrisponde a una perdita di oltre 26 miliardi di euro.

La conseguenza di questa crisi è che nel mercato ci sono molte case che sono rimaste invendute e che il valore medio di un’abitazione compravenduta nel secondo semestre 2012 è pari a circa 167 mila euro. Questo valore supera i 220mila euro al Centro e risulta inferiore ai 120mila euro nelle Isole.

Articolo pubblicato il 22 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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