Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twittergoogle qds rss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app
Messina - Taormina potrebbe diventare il 48° sito patrimonio Unesco
di Massimo Mobilia

L’idea è nata circa un anno fa. Il sindaco Passalacqua ha creato uno specifico gruppo di lavoro. Il dossier del Comune nelle mani di Crocetta, prima del vaglio a Parigi

Tags: Taormina, Turismo, Unesco



TAORMINA (ME) - Un patrimonio storico, archeologico ed ambientale unico nel suo genere e riconosciuto in tutto il mondo che potrebbe ben presto diventare sito dell'Unesco e trovare così una più ampia e migliore conservazione. È quello che esprime oggi la città di Taormina, insieme al comprensorio dell'area archeologica di Giardini Naxos, ai vicini borghi medievali della Val d'Agrò e alla ricchezza ambientale della Valle dell'Alcantara, candidandosi ufficialmente a far parte dell'Organizzazione che fa capo all'Onu. La notizia è arrivata a conclusione del lavoro svolto da un gruppo di tecnici che hanno accertato la sussistenza dei requisiti attinenti al progetto, con la delibera di Giunta n. 7 del 19 marzo con cui il Comune di Taormina ha dato l'ok definitivo alla prosecuzione dell'iter, trasmettendo gli atti alla Presidenza della Regione siciliana e all'assessorato ai Beni culturali.

L'idea nella Perla era nata circa un anno fa, quando il locale Club Unesco presieduto da Concetta Rizzo aveva invitato alcuni Comuni del comprensorio in possesso dei requisiti ad aderire al progetto. A luglio poi, il sindaco Mauro Passalacqua con apposita determina aveva creato un “Gruppo di lavoro” necessario a predisporre il dossier per la candidatura e a formare un Comitato scientifico d'onore, come previsto dalla Convenzione sulla Protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale dell'umanità del 1972, ratificata nella Legge n. 184/1977, che definisce il regolamento.
 
Successivamente, nella seduta del 12 settembre, il Gruppo di lavoro aveva individuato i componenti del Comitato: il dirigente responsabile dell'Area di Naxos e dei Comuni limitrofi, Maria Costanza Lentini, il responsabile della Sovrintendenza per i beni archeologici della provincia di Cremona, Francesco Muscolino, il dirigente del Parco archeologico di Morgantina e Aidone, Enrico Caruso, e la docente presso l'Accademia delle Belle Arti di Roma, Claudia Alliata di Villafranca. Nel proseguo del percorso si aggiungeranno altri studiosi, ma per loro non è previsto alcun compenso, difatti il percorso sin ora svolto non ha prodotto alcun costo per l'Ente.

Oltre ai Comuni di Taormina e Giardini Naxos, hanno formalizzato la loro adesione al progetto anche Castelmola, Francavilla di Sicilia, Casalvecchio Siculo, Antillo, Savoca e Mongiuffi Melia, il Parco Fluviale dell'Alcantara ed, ovviamente, anche il Parco archeologico di Naxos. Territori che possono vantare, dicevamo, una mole di ricchezze tali da poter entrare di diritto nella grande famiglia dell'Onu per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, con Taormina a fare da Comune capofila: sede del monumento più visitato e più importante di Sicilia, il Teatro Antico - con una media di oltre 600 mila visitatori l'anno e 3 milioni di euro d'incassi - innumerevoli insediamenti storici e la meravigliosa Riserva dell'Isola Bella. E poi ancora Naxos, prima colonia greca in Sicilia e i magnifici scorci tra il fiume Alcantara e la Val d'Agrò già set cinematografici naturali di pellicole che hanno fatto la storia del cinema mondiale.

Il dossier con lo schema di proposta si trova adesso nelle mani del governatore Rosario Crocetta e dell'assessore Antonino Zichichi, che dovranno giudicarlo ed approvarlo, per poi passare sotto le lenti di Parigi, sede dell'Unesco. Se tutto andrà a buon fine, Taormina diverrebbe il 48esimo sito italiano Patrimonio dell'Umanità e il sesto in Sicilia dopo le Isole Eolie, Piazza Armerina con la Villa romana del Casale, Agrigento con la Valle dei Templi, Siracusa con la Necropoli rupestre di Pantalica e le città barocche della Val di Noto. 

Articolo pubblicato il 26 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus